E disse

Erri De Luca

Edizione: Feltrinelli, 2011

10 Gennaio 2012, di Elisa Zini – E’ una vera e propria poesia narrativa il romanzo di Erri De Luca “E DISSE”.

Con delicata gentilezza, di cui è maestro, racconta la storia di Mosè in ascesa sul Monte Sinai in un sottile equilibrio tra terra e cielo, regione di confine tra l’uomo e la divinità: “Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso. Lì arrivava alla massima distanza dal punto di partenza. Non è traguardo una cima, è sbarramento…Lì sulla cima percepiva la divinità che si accostava. Lassù si avvolgeva il vento. Una sommità senza urto di masse d’aria addosso è spaventosa. Perché l’immenso trattiene il fiato”.

Come in altri romanzi Erri De Luca sceglie un personaggio dei testi sacri e lo rende protagonista, insieme alla sua storia, del suo racconto, sottolineandone i lati umani con rispetto e devozione. Con una delicata e amorevole inventiva Erri De Luca immagina le fatiche incontrate da Mosè durante la salita sul Monte Sinai con la sofferenza, lo stupore, il desiderio di infinito di un uomo che ha avuto il compito di guidare il suo popolo verso la terra promessa, dopo la fuga dall’Egitto. Trasuda una grande cultura dal romanzo di Erri De Luca che ne conferma le grandi doti letterarie: eleganza e raffinata sensibilità si fondono in un ensemble che avvolge, travolge, riempie il cuore.

Con grazia Erri De Luca racconta dettagli trasformandoli in perle preziose: “Premio per l’acqua nuova era stato il sorriso di una donna. C’è un rapporto tra la felicità, tra uno zampillo che si allarga a terra e una bocca di donna che scopre i denti e sparge il bianco intorno”. Un libro da leggere tutto in un fiato.