Tomboy

Regia di Céline Sciamma

Con Zoé Héran, Jeanne Disson, Malonn Lèvana, Sophie Cattani, Mathieu Demy

Commedia, FRANCIA  2011

4 ottobre 2011 – di Elisa Zini – Presentato in anteprima all’Anteo spazio Cinema dalla giovane regista Céline Sciamma, Tomboy è già un vero e proprio caso: 260.000 spettatori in Francia. Secondo lungometraggio della trentenne Céline Sciamma, interessante regista tra le più giovani rivelazioni del cinema europeo; uscirà in Italia il 7 ottobre e sarà distribuito dalla Teodora Film.

Premiato con il Teddy Award a Berlino 61, Tomboy, scritto e diretto da Céline Sciamma, ha conquistato critica e spettatori al 26° Torino GLBT Film Festival, vincendo il premio del pubblico e il premio Ottavio Mai “per la maestria, la sensibilità e la leggerezza, ma anche per la profondità con cui viene trattato il tema dell’identità sessuale nel tempo dell’infanzia“.

Laure, 10 anni, è da poco arrivata in un nuovo quartiere di Parigi insieme ai genitori e alla sorella più piccola, Jeanne. La famiglia si è trasferita durane le vacanze estive e mentre il padre è al lavoro Laure e Jeanne trascorrono le giornate con la madre, incinta del terzo figlio. Laure fa presto amicizia con un gruppo di bambini che la scambiano per un maschio. La piccola decide così di presentarsi con il nome di Mickaël e il modo di vestire, i capelli corti, il talento nel gioco del calcio non sembrano lasciare dubbi sulla sua vera identità. Tra le nuove amicizie si consolida anche quella con Lisa, una coetanea del quartiere, che si innamorerà di Mickaël ignara del segreto celato. L’inizio della scuola è però alle porte e il gioco di Laure si complica. I genitori, all’oscuro di tutto, saranno costretti a prendere seri provvedimenti nei confronti di Laure non appena scopriranno l’accaduto.

Un film delicato, essenziale, capace di entrare con eleganza nei meandri più profondi dell’anima come una brezza estiva. Uno sguardo innocente sul mondo preadolescenziale fotografato con maestria attraverso gli spensierati giochi d’infanzia. Un’attenzione alle prime esplorazioni del corpo, ai cambiamenti inconsapevoli, all’acerba sessualità. Laure è capace di lottare per le proprie emozioni, per sentirsi a proprio agio, in pace con se stessa, lontana dagli stereotipi dei grandi che decidono in che modo ci si debba vestire e comportare in funzione del sesso. Un bisogno di libertà, di identità, di essere riconosciuti semplicemente per quello che si è senza trucchi, senza maschere, senza “etichette preconfezionate”. Uno sguardo innocente, naturale, vero.

Una riflessione profonda sull’identità, sulla libertà di scegliere il proprio cammino e uno sguardo sul modo in cui gli altri ci guardano, ci giudicano, delimitano la nostra felicità riconducendo i nostri istinti, i nostri sentimenti, alla normalità.