Potiche – la bella statuina

 

Regia di Francois Ozon

Con Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Gérard Depardieu, Judith Godrèche, Jérémie Renier, Karin Viard, Ludivine Sagnier

Commedia, ITALIA 2010

Elisa Zini – Suzanne Pujol (Catherine Deneuve) è la moglie borghese di un industriale arricchito. Annoiata e costretta a passare in solitudine le sue giornate Suzanne si cimenta in corse ginniche in aperta campagna e in arredi floreali abbellendo i tavoli della sua casa.

Il marito Robert Pujol (Fabrice Luchini) è un uomo insopportabile sia in famiglia sia con i suoi operai ed è padrone di una fabbrica di ombrelli. Stremati dalle condizioni di lavoro mal retribuite, i dipendenti decidono di scioperare e occupare la fabbrica. Robert Pujol viene sequestrato dai suoi stessi operai. Dopo il tentativo di mediazione da parte del figlio, Robert Pujol viene rilasciato grazie all’ intercessione della moglie Suzanne e all’ intervento del sindacalista Maurice Babin (Gérard Depardieu).

Lo stress gioca a suo sfavore: durante una cena in famiglia si sente male e portato in ospedale sarà costretto ad abbandonare il lavoro per un lungo periodo di degenza. La direzione della fabbrica passa in gestione alla moglie Suzanne che inaspettatamente si scopre una brava organizzatrice. Suzanne si rivela capace sia di gestire le rivendicazioni degli operai, sia di rilanciare l’ attività dell’ azienda con nuove idee, aiutata dalla preziosa collaborazione dei suoi figli che ritrovano slancio e passione per il proprio lavoro. Maurice Babin, vecchio amore di Suzanne, riprende a corteggiarla, ma il ritorno del marito Robert complica la nuova vita di Suzanne.

Il nuovo film di François Ozon, è tratto da un felice testo teatrale di Barillet e Grédy, ambientato nel fatidico 1977, negli anni della contestazione. Pur non essendo un capolavoro Potiche è una commedia divertente, leggera, garbata. L’allegria troneggia per tutto il film mettendo in luce le grandi doti di attori come Gérard Depardieu e Catherine Deneuve. Un film che vuole mostrare gli anni “in fermento” con leggerezza, ironia, autocritica. Belle musiche e colori poetici a fare da cornice agli anni Settanta. La scelta del regista? Rappresentare la rivoluzione femminista con la ribellione di una quieta signora borghese. In un mondo in cui l’essere giovani diventa una spasmodica ricerca senza fine, commuove il ballo pancia contro pancia di Deneuve e Depardieu: sessantenni innamorati che sanno guardarsi negli occhi. Una lezione di vita che racconta come i sentimenti veri sanno sfidare il tempo, uscendone vincitori.