ANCI Lombardia – Water Alliance: incontro su Acqua, Educazione, Cultura e Sport

Tavolo di lavoro_Cremona
Tavolo di lavoro_Cremona

Nel corso del terzo incontro organizzato da Anci Lombardia e Water Alliance sono state tracciate le linee guida per una gestione dell’acqua ancora più virtuosa.
Maggior coordinamento tra i player locali, creazione di partnership tra gli enti sportivi, riduzione dell’utilizzo della plastica monouso: sono queste le iniziative da sviluppare secondo quanto emerso nel corso del terzo incontro organizzato da Anci Lombardia e Water Alliance, la rete delle otto aziende pubbliche del servizio idrico lombardo (Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Secam e Uniacque).
A confrontarsi su alcune delle sfide più importanti per il settore idrico sono stati i delegati e i rappresentanti di Regione Lombardia, della Provincia, del Comune e dell’ATO di Cremona, insieme con i rappresentanti del mondo dello sport tra cui il CONI Lombardia e alcune delle Associazioni Sportive e Culturali regionali, dell’ARCI Lombardia, di Pubblicità Progresso, Legambiente, CSI Lombardia, Fondazione Sodalitas, oltre ai gestori idrici. Un’occasione di confronto estremamente importante anche alla luce di quanto definito dalla nuova direttiva europea sull’acqua potabile, in termini di promozione delle informazioni e dei comportamenti virtuosi verso gli utenti.
“Per tutelare l’acqua come risorsa indispensabile per la terra e l’uomo, bisogna conoscerne valore e proprietà. La direttiva europea ci viene in aiuto, indicando a noi gestori la strada della trasparenza e dell’informazione per arrivare a conquistare la fiducia dei cittadini promuovendo un uso oculato e consapevole dell’acqua di rete, commenta Alessandro Russo, portavoce di Water Alliance e presidente di Gruppo CAP. È importante quindi saper comunicare con strategie multicanale e multi-target il lavoro e l’impegno quotidiano che ogni gestore compie a livello di analisi di controllo e sicurezza, e continuare a lavorare insieme a tutti gli operatori del settore per potenziare attività e investimenti che inneschino comportamenti virtuosi come l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, per contribuire alla riduzione dell’utilizzo di bottiglie in plastica”.
Come è stato sottolineato nel corso dell’incontro, tra gli strumenti di maggior impatto, in particolare sui più giovani, c’è lo sport, potente leva per generare una nuova cultura sul valore dell’acqua. La creazione di partnership tra federazioni sportive, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, amministrazioni, enti di ricerca e università è un altro punto cardine attorno al quale puntare le strategie di rete, per favorire la diffusione di una nuova consapevolezza della salvaguardia della biodiversità, la conoscenza dell’ecosistema e la riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.
“Dagli anni ‘70, purtroppo, abbiamo visto crescere la sfiducia nei confronti dell’acqua del rubinetto a vantaggio del consumo di acqua in bottiglia di cui l’Italia è tra i principali consumatori. Oggi si sta affermando una diversa sensibilità ambientale che mette in discussione le pratiche di consumo poco sostenibili, tra cui l’uso di plastica usa e getta delle bottiglie di acqua minerale. Il proficuo confronto fra tutti player lombardi del mondo idrico della scuola, della cultura e dello sport ha auspicato un collaborativo sistema di rete per incentivare la consapevolezza della bontà, della qualità, dei controlli, della provenienza e dell’economicità, delle acque di Lombardia che alimentano, grazie ai nostri gestori pubblici, le nostre case”. Afferma Claudio Bodini, Presidente Padania Acque.
La pratica quotidiana della sostenibilità passa necessariamente dalla riduzione del consumo di plastica monouso, anche in occasione dei grandi eventi e delle manifestazioni sportive. Uno sforzo richiesto esplicitamente dalla direttiva europea 2019/904, che impone ai Paesi UE un’inversione di marcia rispetto all’utilizzo di acqua in bottiglia. Fenomeno che tocca in prima istanza proprio l’Italia, che con 206 litri all’anno pro-capite è la prima per consumo di acqua confezionata. Dati che devono spingere i protagonisti del settore idrico a intensificare lo sforzo sinergico con percorsi, iniziative e collaborazioni con il sistema scolastico, le amministrazioni locali e le associazioni sportive e culturali per raggiungere e sensibilizzare la comunità su stili di vita più sostenibili e attenti all’ ambiente.

Tavolo Lavori su Acqua e Agricoltura

Tavolo-Lodi
Tavolo-Lodi

Più sinergia tra gestori idrici, consorzi di bonifica, istituzioni, enti di controllo e agricoltori, per trovare insieme soluzioni davvero condivise ai problemi comuni – dai cambiamenti climatici all’inquinamento – che minacciano il rapporto tra acqua e agricoltura. È quanto emerso, al termine dell’incontro ospitato a Lodi e organizzato da Anci Lombardia e Water Alliance, la rete delle otto aziende pubbliche del servizio idrico lombardo.

Attorno al tavolo, nella sede della Provincia di Lodi, sono stati coinvolti i delegati e rappresentanti regionali di Regione Lombardia, Ersaf, Arpa, Anci Lombardia, dei Consorzi di Bonifica, delle organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), degli ATO (le autorità d’ambito che regolano il servizio idrico), insieme con docenti universitari ed esponenti di associazioni ambientaliste, oltre ai gestori idrici.

All’ordine del giorno questioni complesse come l’inquinamento delle falde e dei corsi d’acqua, la diminuzione della quantità d’acqua disponibile, la gestione delle “bombe d’acqua”, le innovazioni possibili per garantire acqua e agricoltura di qualità.

“Oggi, da Lodi, abbiamo lanciato l’idea di un patto virtuoso tra le aziende pubbliche dell’idrico di Lombardia, le istituzioni del territorio e le realtà agricole e zootecniche in modo tale da rendere possibile una riduzione dei consumi idrici, senza penalizzare le necessità e la produzione del settore agricolo”,  ha concluso Enrico Boerci, presidente e amministratore di BrianzAcque, che ha sintetizzato l’esito dell’incontro.”

Oltre alla gestione dei fanghi, si è parlato di come garantire sempre meglio il riuso in agricoltura delle acque depurate, e di come intensificare la collaborazione tra gestori idrici e consorzi di bonifica per prevenire i danni causati dalle “bombe d’acqua” canalizzando e intercettando l’acqua piovana.

Organizzato da Water Alliance-Acque Lombardia, la rete delle 8 aziende pubbliche lombarde che gestiscono il servizio idrico (Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Secam e Uniacque) e da ANCI Lombardia, l’associazione che rappresenta i 1.500 comuni lombardi, il ciclo di incontri ha l’obiettivo di riunire i principali protagonisti del settore idrico e le istituzioni sul piano nazionale e regionale, per assicurare un’acqua sempre più controllata e di qualità e per tracciare una strategia condivisa sul futuro e la gestione dell’oro blu, in un percorso di dialogo e confronto tra i principali stakeholder.

Il percorso prevede altre tre tappe nelle prossime settimane, con focus su Acqua Educazione e Cultura (a Cremona), Acqua e Innovazione (a Monza) e Acqua e Cambiamenti climatici (a Bergamo).