Teatro delle Muse: nuova produzione Sonnambula di Bellini

Veronica Granatiero_Amina
Veronica Granatiero_Amina

La Stagione Lirica 2019 del Teatro delle Muse propone venerdì 11 e domenica 13 ottobre un nuovo allestimento de La sonnambula di Vincenzo Bellini.
L’opera in due atti su libretto di Felice Romani, musica di Vincenzo Bellini, appare per la prima volta nel ricostruito Teatro delle Muse di Ancona diretta dal direttore Alessandro D’Agostini, la regia e le scene sono di Cristian Taraborrelli, i costumi di Angela Buscemi e i video di Fabio Massimo Iaquone. Nel cast Amina è Veronica Granatiero, Elvino è Marco Ciaponi, il Conte Rodolfo è interpretato da Alessandro Spina, Isabel De Paoli (Teresa), Maria Sardaryan è Lisa, Giuseppe Toia Alessio, Anzor Pilia (Un notaio).
L’opera è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Amina – La somnambule di Eugène Scribe e Germaine Delavigne – è circondata dalla piccola comunità di una valle alpina, pronta a reagire con ingenuità, credula superstizione e pettegolezzo a quanto accade alla ragazza, inconsapevole del suo sonnambulismo. A suggello della storia, le violette che Elvino dona all’amata come pegno d’amore, appassite nello spazio d’un giorno. Opera semiseria, considerata uno dei capolavori di Bellini, vede nel finale Amina discolpata che sposa felicemente Elvino.
Cristian Tarborrelli pensa alla scena “Come se dal tetto sconquassato del palcoscenico cadesse neve”. Neve come sospensione del tempo e dello spazio, neve che confonde i contorni e cambia le prospettive. Sospensione della percezione dei suoni.
Neve che cancella, per divenire tela vergine del racconto e dei sentimenti.
Una tela bianca e cristallina, che ha la qualità di mutare forma e assecondare gli spazi fisici e psicologici dei personaggi (…) -.
La nuova produzione è firmata per la regia e le scene da Cristian Taraborrelli, figura di primo piano nel panorama del teatro italiano, scenografo per diverse produzioni d’opera di Giorgio Barberio Corsetti, Adriano Sinivia, Stefano Vizioli, e regista di due fortunate produzioni contemporanee: La Jura di Gavino Gabriel a Cagliari e de Il Colore del Sole di Lucio Gregoretti a Jesi e Modena. I costumi sono di Angela Buscemi, che ha al suo attivo Don Carlo al Mariinski di San Pietroburgo, Rondine a Messina, My fair Lady a Trieste, Cavalleria Rusticana a Rovigo. Lo spettacolo si avvarrà dei video di Fabio Massimo Iaquone, uno dei pionieri dell’intermedialità e dell’applicazione della videoarte nell’ambito del teatro e dell’opera, che ha collaborato con registi come Robert Wilson e Giorgio Barberio Corsetti, realizzando diverse produzioni d’opera con Cristian Taraborrelli.
Sul podio salirà Alessandro D’Agostini, che si è andato affermando in questi ultimi anni soprattutto nel repertorio belcantistico: ha diretto Il Barbiere di Siviglia a Firenze e a Parma, Guglielmo Tell e La fille du Régiment nel circuito lombardo, Fra Diavolo a Palermo. Condurrà una squadra di giovani artisti al debutto nell’opera belliniana.
Protagonista sarà Veronica Granatiero, che nel 2018 fu un applaudito Oscar nella produzione anconetana de Un ballo in maschera. Amina giunge dopo esperienze mozartiane – la Contessa delle Nozze di Figaro e Zerlina nel Don Giovanni a Nizza e prima di quelle cimarosiane nel Matrimonio Segreto a Verona: un percorso che sottolinea la linea che attraverso la scuola napoletana – di cui Bellini fu tra gli ultimi esponenti – porta la cantabilità settecentesca nella nuova temperie romantica.
Elvino sarà Marco Ciaponi, il giovane tenore che – dopo il primo premio al Concorso Voci Verdiane di Busseto, nel 2015 – alterna Mozart, belcanto e Verdi nei maggiori teatri europei, con incursioni nella Giovane Scuola per Manon Lescaut – Edmondo e Lampionaio – alla Scala e Pagliacci – Beppe – ad Amsterdam.
Il basso marchigiano Alessandro Spina, che è diventato una presenza costante nei più importanti teatri italiani (nel corso di quest’anno in Scala canta in Cenerentola, Traviata e Masnadieri, a Bari in Bohème), sarà il Conte Rodolfo. Lisa sarà Maria Sardaryan, soprano armeno, proveniente dall’Accademia osimana: interprete nel Flauto Magico della Regina della notte nei Teatri lombardi e di Pamina al Massimo Bellini di Catania, ha cantato nelle grotte di Frasassi per il programma televisivo Meraviglie di Alberto Angela. Isabel De Paoli, che ha ad Ancona ha cantato Quickly nel Falstaff del 2015, sarà Teresa, Giovanni Toia, baritono palermitano più volte impegnato nelle produzioni del Teatro Massimo, sarà Alessio e Anzor Pilia, tenore georgiano – allievo dell’Accademia lirica di Osimo – che ha mosso i primi passi al Festival Pucciniano di Torre del Lago, sarà il Notaio.
Come di consueto l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”, il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” con Maestro del Coro Davide Dellisanti e l’Orchestra di Fiati di Ancona.
La guida all’opera per Sonnambula è prevista domenica 6 ottobre alle ore 11 al Ridotto del Teatro ad ingresso libero. La guida all’opera è condotta dal critico musicale Gabriele Cesaretti.
Biglietteria Teatro delle Muse
071 52525 –biglietteria@teatrodellemuse.org _ biglietti on line prenotabili su www.geticket.it
orario biglietteria dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e nei pomeriggi di giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30.
www.fondazionemuse.org

FONDAZIONE TEATRO DELLE MUSE: Soci Fondatori: Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Marche / Con il contributo speciale di Fondazione Cariverona / Con il contributo di Estra Prometeo spa / Con il sostegno di: Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse, Gli Amici del Teatro delle Muse / In collaborazione con Marche Teatro / Partner tecnici: The Begin Hotels, Naima Profumerie Galeazzi.

La Stagione lirica 2019 di Ancona: nuovi allestimenti di ‘Traviata’ e ‘Sonnambula’ alle Muse

Veronica Granatiero_Amina_'La Sonnambula'
Veronica Granatiero_Amina_’La Sonnambula’

Nelle scelte artistiche continua ricerca e valorizzare di giovani talenti da tutto il mondo.
La Stagione Lirica 2019 di Ancona a cura della Fondazione Teatro delle Muse presenta tra settembre e ottobre al Teatro delle Muse due nuovi allestimenti, nuove produzioni de La traviata di Giuseppe Verdi e La sonnambula di Vincenzo Bellini.
Il cartellone si apre venerdì 20 settembre con replica domenica 22 settembre al Teatro delle Muse con La traviata di Verdi, con direttore Andrea Sanguinetti, regia di Stefania Panighini, scene Andrea De Micheli, costumi Veronica Pattuelli. L’appuntamento è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse in co-produzione con Daegu Opera House Sud Korea e IMG Artists.
La seconda opera in scena alle Muse sarà venerdì 11 ottobre e domenica 13 ottobre La sonnambula, opera in due atti su libretto di Felice Romani, musica di Vincenzo Bellini, dal ballet-pantomime La somnambule ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe con direttore Alessandro D’Agostini, regia e scene di Cristina Taraborrelli e costumi di Angela Buscemi e video di Fabio Massimo Iaquone. L’opera è un nuovo allestimento Fondazione Teatro delle Muse.
Come di consueto sono previsti gli appuntamenti con le guide all’opera al Teatro delle Muse la domenica precedente i debutti.
Giungono dal cuore del romanticismo europeo i due titoli della Stagione Lirica del Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona: La traviata di Giuseppe Verdi e La sonnambula di Vincenzo Bellini.
Entrambi s’incentrano su un personaggio femminile, definito attraverso un aggettivo che giudica la prima dal punto di vista della morale comune, la seconda da quello scientifico, che salva la protagonista dalla riprovazione collettiva.
Attorno a Violetta Valery – la Signora delle Camelie di Alexandre Dumas figlio, che racconta di una donna in carne ed ossa, Alphonsine Plessis – c’è la Parigi non ancora Ville Lumière ma già capitale del mondo artistico e intellettuale, capace di fabbricare miti e di distruggerli tra le spire di una vita febbrile.
Amina – La somnambule di Eugène Scribe e Germaine Delavigne – è circondata dalla piccola comunità di una valle alpina, pronta a reagire con ingenuità, credula superstizione, pettegolezzo e riprovazione a quanto accade alla giovine, inconsapevole del suo sonnambulismo.
Per Verdi e Bellini la verità risiede nei sentimenti delle protagoniste, nel dolore profondo che imprime nelle loro anime un amore pieno ed incondizionato. Un fiore è il suggello di entrambe le storie: la camelia offerta ad Alfredo da Violetta, perché la riporti “quando sarà appassita”, il mazzo di violette che Elvino dona all’amata come pegno d’amore, appassito nello spazio d’un giorno. La Traviata muore, augurando ad Alfredo una pudica vergine come moglie legittima; Amina è discolpata e sposa felicemente Elvino, che ha vinto le sue gelosie.
Nelle sue scelte artistiche il Teatro delle Muse continua a ricercare e valorizzare giovani talenti da tutto il mondo e a proporre nuove produzioni che mettano in rilievo le notevoli possibilità realizzative del Teatro e l’alta professionalità delle sue maestranze. La direzione artistica della Stagione Lirica è del Maestro Vincenzo De Vivo.
Il nuovo allestimento dell’opera verdiana è realizzato in co-produzione con un’importante Istituzione teatrale coreana, Daegu Opera House e IMG Artists: è la prima volta che si realizza una collaborazione tra il Teatro delle Muse e un Teatro dell’estremo oriente.
Lo sguardo di Stefania Panighini, regista, coglie Violetta rinchiusa tra le mura di un “hortus conclusus”, un giardino in cui fiorisce un amore destinato troppo presto a sfiorire. Le scene di Andrea De Micheli e i costumi di Veronica Pattuelli s’illuminano dei bagliori della notte parigina, accarezzando le forme e le fogge di un’Ottocento che s’avvia ad una crepuscolare conclusione.
Stefania Panighini ha recentemente firmato la regia di Rinaldo di Händel a Tenerife, dove aveva già realizzato Hänsel e Gretel di Humperdink; ha messo in scena Orlando al Theater an der Wien di Vienna, La Bohème e Madama Butterfly a Trapani, Il barbiere di Siviglia a Savona.
Sul podio sale un giovane direttore italiano, Andrea Sanguineti, che ha affinato a Vienna il suo talento, avviando una luminosa carriera nei teatri tedeschi – Hannover, Würzburg, Duisburg, Essen – e austriaci – Graz. È il suo primo Verdi in Italia, dove ha diretto Elisir d’amore a Novara e due partiture di ascendenza viennese: Pipistrello di Strauss a Catania e Vedova allegra di Léhar a Piacenza e Catania.
La Compagnia di canto schiera un gruppo di giovani che vantano notevole esperienza verdiana, a cominciare da Francesca Sassu – che il pubblico anconetano ricorda come applaudita Micaela nella Carmen del 2017 – Violetta alla Fenice di Venezia e al Petruzzelli di Bari. Accanto a lei, Alfredo sarà Jay Kwon, il tenore coreano di educazione italiana, che si è rivelato come protagonista del Don Carlo alla Daegu Opera House, lo scorso anno.
Presta a Germont padre un timbro nobile e la sua raffinata esperienza il baritono Angelo Veccia, interprete verdiano in importanti teatri europei: ha interpretato questo ruolo a Zurigo, Lione e Bologna; nel 2018 è stato protagonista di Rigoletto a Jesi e nei Teatri del circuito lombardo, dove nel prossimo autunno sarà Macbeth.
Beatrice Mezzanotte – mezzosoprano uscita dall’Accademia rossiniana del ROF – Jenisbeck Pyiazov – basso uzbeko proveniente dall’Accademia Lirica di Osimo – Gianni Giuga, Saverio Pugliese, Davide Procaccini completano il cast.
La sonnambula apparirà per la prima volta nel ricostruito Teatro delle Muse e si avvarrà di una nuova produzione firmata per la regia e le scene da Cristian Taraborrelli, figura di primo piano nel panorama del teatro italiano, scenografo per diverse produzioni d’opera di Giorgio Barberio Corsetti, Adriano Sinivia, Stefano Vizioli, e regista di due fortunate produzioni contemporanee: La Jura di Gavino Gabriel a Cagliari e de Il Colore del Sole di Lucio Gregoretti a Jesi e Modena. I costumi sono di Angela Buscemi, che ha al suo attivo Don Carlo al Mariinski di San Pietroburgo, Rondine a Messina, My fair Lady a Trieste, Cavalleria Rusticana a Rovigo. Lo spettacolo si avvarrà dei video di Fabio Massimo Iaquone, uno dei pionieri dell’intermedialità e dell’applicazione della videoarte nell’ambito del teatro e dell’opera, che ha collaborato con registi come Robert Wilson e Giorgio Barberio Corsetti, realizzando diverse produzioni d’opera con Cristian Taraborrelli.
Sul podio salirà Alessandro D’Agostini, che si è andato affermando in questi ultimi anni soprattutto nel repertorio belcantistico: ha diretto Il Barbiere di Siviglia a Firenze e a Parma, Guglielmo Tell e La fille du Régiment nel circuito lombardo, Fra Diavolo a Palermo. Condurrà una squadra di giovani artisti al debutto nell’opera belliniana.
Protagonista sarà Veronica Granatiero, che nel 2018 fu un applaudito Oscar nella produzione anconetana de Un ballo in maschera. Amina giunge dopo esperienze mozartiane – la Contessa delle Nozze di Figaro e Zerlina nel Don Giovanni a Nizza e prima di quelle cimarosiane nel Matrimonio Segreto a Verona: un percorso che sottolinea la linea che attraverso la scuola napoletana – di cui Bellini fu tra gli ultimi esponenti – porta la cantabilità settecentesca nella nuova temperie romantica.
Elvino sarà Marco Ciaponi, il giovane tenore che – dopo il primo premio al Concorso Voci Verdiane di Busseto, nel 2015 – alterna Mozart, belcanto e Verdi nei maggiori teatri europei, con incursioni nella Giovane Scuola per Manon Lescaut – Edmondo e Lampionaio – alla Scala e Pagliacci – Beppe – ad Amsterdam.
Il basso marchigiano Alessandro Spina, che è diventato una presenza costante nei più importanti teatri italiani (nel corso di quest’anno in Scala canta in Cenerentola, Traviata e Masnadieri, a Bari in Bohème), sarà il Conte Rodolfo.
Lisa sarà Maria Sardaryan, soprano armeno, proveniente dall’Accademia osimana: interprete nel Flauto Magico della Regina della notte nei Teatri lombardi e di Pamina al Massimo Bellini di Catania, ha cantato nelle grotte di Frasassi per il programma televisivo Meraviglie di Alberto Angela. Isabel De Paoli, che ha ad Ancona ha cantato Quickly nel Falstaff del 2015, sarà Teresa, Giovanni Toia, baritono palermitano più volte impegnato nelle produzioni del Teatro Massimo, sarà Alessio e Anzor Pilia, tenore georgiano – allievo dell’Accademia lirica di Osimo – che ha mosso i primi passi al Festival Pucciniano di Torre del Lago, sarà il Notaio.
In entrambe le produzioni saranno presenti l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”, Maestro del Coro sarà Davide Dellisanti. L’Orchestra di Fiati di Ancona prenderà parte a La Sonnambula.
I prezzi degli abbonamenti e dei biglietti restano invariati. La campagna abbonamenti è in corso.
I biglietti singoli della Stagione saranno in vendita a partire da lunedì 26 agosto.

Biglietteria Teatro delle Muse
071 52525 –biglietteria@teatrodellemuse.org
orario di apertura estivo della biglietteria (fino al 13 settembre): dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e il giovedì e venerdì anche il pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30
orario invernale della biglietteria (riparte dal martedì 17 settembre): dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e nei pomeriggi di giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30.
www.fondazionemuse.org

John Gabriel Borkman

JOHN GABRIEL BORKMAN-Federica Di Martino-Gabriele Lavia-Laura Marinoni-Ph Pitto_rid
JOHN GABRIEL BORKMAN-Federica Di Martino-Gabriele Lavia-Laura Marinoni-Ph Pitto_rid

Fino al 2 dicembre al Teatro delle Muse, in esclusiva regionale, è in scena un capolavoro assoluto di Henrik Ibsen, John Gabriel Borkman, con protagonista Gabriele Lavia diretto da Marco Sciaccaluga, produzione Teatro Stabile di Genova.

La trama, come nella migliore tradizione del drammaturgo norvegese, è un congegno perfetto dove ogni personaggio ha un ruolo esattamente confacente al proprio carattere e ogni situazione riesce a metterne a nudo le debolezze, i sogni, le aspettative, toccando al contempo temi forti e spesso scabrosi.

Per il ciclo di incontri “L’aperitivo con gli artisti” La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 1 dicembre alle ore 18.30 al musecaffé, conduce l’incontro il giornalista Francesco Rapaccioni.

In scena con la regia di Marco Sciaccaluga vedremo: Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Federica Di Martino, Roberto Alinghieri, Giorgia Salari, Francesco Sferrazza Papa, Roxana Doran; versione italiana Danilo Macrì, scene e costumi Guido Fiorato, musiche Andrea Nicolini, luci Marco D’Andrea, produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro della Toscana-Teatro Nazionale.

Tutto in1giorno – Dance me day

PASSENGER_il coraggio di stare - Tommaso Serratore_
PASSENGER_il coraggio di stare – Tommaso Serratore_

TEATRO DELLE MUSE_ANCONA
domenica 18 marzo dalle 18 alle 22

ore 18.00 Ridotto
presentazione del libro
Chiedi al tuo corpo
ed.Ephemeria
con Adriana Borriello
un progetto di Hexperimenta per Casa delle Culture

ore 19.00 Teatrino Melpomene
Passenger_il coraggio di stare
di Tommaso Serratore
con Elisabetta Bonfà, Miriam Cinieri, Tommaso Serratore

ore 20.00 Sala Clio
Ciak
di Davide Calvaresi
con Giulia Capriotti e Davide Calvaresi

intervallo

ore 21.15 Teatrino Melpomene
Black lights
di e con Andrea Baldassarri e Tommaso Monza

€12 abbonamento ai 3 spettacoli
€5 prezzo unico per i singoli spettacoli

biglietteria
071 52525
biglietteria@teatrodellemuse.org
www.geticket.it
www.marcheteatro.it

Teatro delle Muse – La Stagione di Danza 2017 18 di Ancona: “Bella Addormentata”

Junior Balletto di ToscanaBELLA ADDORMENTATA
Junior Balletto di Toscana
BELLA ADDORMENTATA

La Stagione di Danza 2017 18 di Ancona a cura di MARCHE TEATRO prosegue al Teatro delle Muse sabato 27 gennaio alle ore 20.45 con Bella Addormentata del Balletto di Toscana Junior. Attraverso una chiave di lettura calata nella realtà contemporanea, la Compagnia ci propone un’interpretazione originale di una delle più famose favole della letteratura mondiale. Lo spettacolo è una prima regionale.

Bella Addormentata è una nuova produzione per 16 danzatori, musica di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, drammaturgia e coreografia di Diego Tortelli, luci Carlo Celli, costumi Santi Rinciari, corpo di ballo e solisti di Balletto di Toscana Junior diretto da Cristina Bozzolini.

“BELLA ADDORMENTATA” di Diego Tortelli è una nuova creazione, è quello spazio bianco, ma allo stesso tempo oscuro in cui l’uomo cela i suoi sogni e desideri.
A differenza della favola originale di Perrault o del celebre balletto omonimo di Petipa, qui il divario tra bene|male, chiaro|oscuro non esiste veramente, poiché qualsiasi uomo nasconde in sé sia la presenza che l’assenza di luce e soprattutto una molteplice graduazione di ombre.
“BELLA ADDORMENTATA” è la poesia non ancora scritta nel cuore dell’uomo, solo risvegliandola aprirà i suoi occhi e gli permetterà di osservare il mondo: una metropoli monocromatica come le pagine di un libro ancora da scrivere.

“L’uomo moderno vive nel sonno; nato nel sonno, egli muore nel sonno. […] che cosa può conoscere un uomo che dorme? Se ci pensate, ricordandovi nello stesso tempo che il sonno è la caratteristica principale del nostro essere, subito vi diverrà evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzi tutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioè sulla maniera di cambiare il suo essere.”
Da Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky.

Sui biglietti riduzioni per i possessori di MarcheTeatroCard, OperaCard ed età (under 30 e over 65).
Per gruppi, scuole e scuole di danza info 071 20784222.
Info e biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org – biglietti on line www.geticket.it

www.marcheteatro.it