MANON

Manon è una giovane donna libera e piena di vita, che manipola gli uomini intorno a

sé unicamente per il proprio piacere e a poco a poco sale i gradini della scala sociale.

Finisce malissimo, naturalmente, ma nel mezzo dell’opera si trova al culmine della sua

ascesa. Alla fine del secondo atto la lasciamo che è una ragazza semplice, un po’ civetta,

e nell’atto successivo la ritroviamo regina di Parigi – un mostro di egoismo, arroganza

e presunzione. Manon è una “donna-bambina”, ingenua e manipolatrice al tempo

stesso, ed è questo che la rende un personaggio così complesso. Sceglie il mondo materiale,

ma non può nemmeno vivere senza amore.

Ho ambientato l’allestimento nel tardo Ottocento poiché volevo situare l’opera nel

contesto storico del periodo in cui Massenet scrisse la musica e mostrare la prospettiva

maschile nei confronti delle donne alla fine del XIX secolo. In quella società, l’idea di

“donna libera” era vista come qualcosa di diabolico. Ci sono parallelismi con personaggi

come Carmen o Violetta, grandi eroine che trasgrediscono le regole della società

borghese e vengono sacrificate a un mondo maschile ostile. Mi interessava scoprire

perché, a quell’epoca, la gente era così ossessionata, affascinata e anche terrorizzata da

personaggi del genere.

Per i costumi mi sono ispirato a foto e disegni dell’epoca, con gli uomini in bianco e

nero, molto severi, che ostentano il proprio potere, e le donne in abiti sfarzosi dai colori

vivaci. Per la scenografia, Chantal Thomas e io ci siamo inventati un mondo un po’

precario, dove in qualunque momento tutto potrebbe crollare e disintegrarsi – come se

stessero ballando sopra un vulcano.

(Alcune considerazioni del regista Laurent Pelly tratte da un’intervista rilasciata a

Marian Lacombe pubblicata online e nel programma di sala del Metropolitan di New

York nel marzo 2012.Traduzione di Arianna Ghilardotti)

Opéra-comique in cinque atti e sei quadri

Libretto di HENRI MEILHAC e PHILIPPE GILLE

(dal romanzo dell’abate Prévost, 1731)

Musica di  JULES MASSENET

Nuova produzione 

In coproduzione con Royal Opera House, Covent Garden, Londra; Metropolitan Opera, New York; Théâtre du Capitole, Toulouse

Direttore  FABIO LUISI

Regia e costumi  LAURENT PELLY Scene  CHANTAL THOMAS

Luci  JOËL ADAM

Coreografia  LIONEL HOCHE 

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Date

Martedì 19 giugno 2012 ore 19.30 ~ prima rappresentazione

Venerdì 22 giugno 2012 ore 19.30 ~ turno D

Lunedì 25 giugno 2012 ore 19.30 ~ turno A

Venerdì 29 giugno 2012 ore 19.30 ~ turno E

Lunedì 2 luglio 2012 ore 19.30 ~ turno B

Giovedì 5 luglio 2012 ore 19.30 ~ turno C

Sabato 7 luglio 2012 ore 19.30 ~ fuori abbonamento

Prezzi: da 187 a 12 euro

Infotel 02 72 00 37 44 www.teatroallascala.org

MANON: mercoledì 13 incontro “Prima delle Prime”

Parigi 1884. Si chiama opéra-comique, ma non ha i caratteri originari di quella tradizione francese: brevità (Manon è in 5 atti) e dialoghi recitati (il declamato ha forma di melologo, si scioglie sulla musica in flessibilità estrema, dagli a parte sussurrati al cantabile, alle arie). Ne ha la grazia. La storia dei due innamorati (attinta al romanzo di Prévost del 1731) si staglia entro scene di folla in movimento. Il cortile della locanda di Posta dove arrivano le carrozze dei viaggiatori, fra libertini danarosi, soldati, ragazze allegre, accoglie Manon, sedicenne di sbocciante bellezza, stordita dal viaggio, attirata da ciò che vede ma destinata al convento. Entra il giovane Cavaliere Des Grieux, ed è colpo di fulmine: piccole frasi sulla melodia del violino li allacciano, la dolcezza di lei è irresistibile; la carrozza che un ricco voglioso le aveva inutilmente prospettato li rapisce insieme verso Parigi. Nella casa di Parigi, affettuosa e precaria. Leggono insieme la lettera che il giovane ha scritto al padre, ma un corteggiatore potente trama e l’avverte che il padre farà rapire Des Grieux. Manon non sa opporsi al destino che la trascina, lagrima nel dar l’addio alla petite table già preparata e ascolta lui che, ignaro, sogna la casetta della loro felicità. Ma l’agguato è alla porta.

Brilla la bellezza di Manon, cortigiana di lusso, alla passeggiata mondana di Cours la Reine. Canta un’aria di virtuosismo eccitata e malinconica, ma ascolta che Des Grieux sta per pronunciare i voti a Saint-Sulpice e là si fa portare. Organo, pensieri alti e severi, preghiera segreta del futuro abate per dimenticare (Ah! fuyez! douce image) ed ecco irrompe Manon, supplica perdono, lo avvolge carezzevole e sensuale in un duetto senza respiro. E fuggono. Prossima tappa una sala da gioco. La pulsazione ritmica incalza ossessiva i giocatori. Manon ha convinto il riluttante Des Grieux a tentare la fortuna; vince ma è ingiustamente accusato per vendetta. Le guardie, e il padre, li separano nel concertato finale lacerante. Sulla strada dell’Hâvre, dove passa la carretta delle prostitute destinate a deportazione, l’ultimo incontro. L’orchestra porta il tema di Manon, cangiante in qualcosa che non riconosciamo perché lei è cambiata. Con tenerezza infinita confessa a lui, Seul amour de mon âme!, la propria leggerezza colpevole, chiede perdono prima di morire. Si affacciano e sfanno i temi del loro incontro e lei non ha voce per intonarli, non ha forze per fuggire. E lui riprende il tema di seduzione, la culla mentre Manon si addormenta per sempre.  (F. C.)  

Ne parlerà Laura Cosso, musicologa, docente di Arte scenica al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, nell’incontro “Le malìe della femme fatale”, con ascolti e video.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

Supporto per l’ospitalità Brera Hotels  

 

Supporto tecnico Meeting Project s.r.l. service audio-video Milano

CAMERISTI DELLA SCALA

L’orchestra dei Cameristi della Scala si è formata nel 1982 ed è composta da musicisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica della Scala.

I Cameristi della Scala si sono esibiti nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiose del mondo. Negli ultimi anni in particolare hanno suonato a Parigi nella sede dell’Unesco e nella Salle Gaveau, a Varsavia nel Teatro dell’Opera, a Mosca nella Sala Čajkovskij, a Zurigo nella Tonhalle e, in tournée, in Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Lettonia, Lituania, Serbia, Turchia.

Nel 2010 i Cameristi hanno effettuato una tournée di quattro concerti in Israele, suonando tra l’altro nell’auditorium Mann di Tel Aviv; hanno inoltre eseguito quattro concerti a Shanghai, in rappresentanza della città di Milano all’Expo 2010. Nel 2011 si sono esibiti a Toronto nel Sony Center. Nello stesso anno hanno inaugurato a Imola l’Emilia Romagna Festival.

Dal 2007 al 2009 sono stati protagonisti, in Piazza del Duomo a Milano, del Grande concerto d’estate, suonando davanti a più di diecimila spettatori. Per questo appuntamento i Cameristi della Scala hanno commissionato a compositori italiani musiche dedicate alla Cattedrale: nel 2008 è stata eseguita una partitura di Carlo Galante, nel 2009 una composizione di Giovanni Sollima.

Nel 2011, nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia e in collaborazione con l’Associazione Musica del Risorgimento, i Cameristi hanno svolto un importante lavoro di ricerca sul repertorio inedito ottocentesco, e hanno realizzato un CD, uscito nelle edicole in 20.000 copie, dedicato a musiche italiane del periodo risorgimentale. Nel settembre 2011, per il Festival MiTo, hanno eseguito in prima moderna la Messa in memoria di Carlo Alberto del compositore novarese Carlo Coccia (1849). Hanno inoltre curato la pubblicazione di tre volumi di musiche risorgimentali.

Il repertorio dei Cameristi comprende le principali composizioni per orchestra da camera dal Settecento ai giorni nostri e presta una particolare attenzione alle musiche poco frequentate dell’Ottocento strumentale italiano, spesso caratterizzate dalla presenza di parti solistiche di grande virtuosismo, che ben si adattano alle peculiarità strumentali dei solisti del gruppo: prime parti della Filarmonica della Scala e concertisti molto noti anche in campo internazionale.

La costante e pluriennale frequentazione di questi musicisti con i più grandi direttori sulla scena mondiale, da Riccardo Muti a Daniel Barenboim e a tutti i maestri che hanno diretto l’Orchestra della Scala negli ultimi anni, ha contribuito a plasmare il loro suono e a far emergere caratteristiche musicali timbriche e di fraseggio certamente uniche nel panorama musicale italiano delle formazioni da camera.

Concerto istituzionale dell’Accademia Teatro alla Scala

Domenica 3 giugno alle 20, presso il Teatro alla Scala, l’orchestra e i cantanti solisti dell’Accademia saranno diretti da Marco Angius nel tradizionale concerto istituzionale.

Protagonisti i soprano Ludmilla Bauerfeldtd, Letitia Vitelaru e Na Hyun Yeo, il mezzosoprano Shin Je Bang, i tenori Carlos Cardoso e Jaeyoon Jung e i baritoni Mikheil Kiria e Filippo Polinelli.

 

Si apre con l’ouverture della Semiramide di Rossini, quindi da Le nozze di Figaro di Mozart “Dove sono i bei momenti”, da I Capuleti e i Montecchi di Bellini “Se Romeo t’uccise un figlio”, “E’ la solita storia del pastore” da L’Arlesiana di Cilea, ancora Mozart con il sestetto “Alla Bella Despinetta” dal Così fan tutte, tre brani donizettiani “O Lisbona!” dal Don Sebastiano, “Al dolce guidami” dall’Anna Bolena, “Regnava nel silenzio” dalla Lucia di Lammermoor, una parentesi pucciniana con la “Tregenda” da Le Villi, “Che gelida manina” da La Bohème, “Nulla! Silenzio” da Il Tabarro, e gran finale con il sestetto “Chi mi frena in tal momento?” dalla Lucia di Lammermoor.

Per i solisti si tratta di uno degli appuntamenti più importanti del biennale percorso formativo (l’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici), sotto la guida di maestri come Renato Bruson, direttore didattico, Mirella Freni, e Luciana Serra.

Alcuni di loro (Na Hyun Yeo, Mikeil Kiria, Filippo Polinelli, Letitia Nicoleta Vitelaru) saranno presto impegnati, insieme all’orchestra, nel Progetto Accademia titolo che ogni anno il Teatro inserisce nel proprio cartellone. Dal 30 giugno al 14 luglio andrà in scena Don Pasquale di Donizetti, sotto la direzione di Enrique Mazzola, nell’allestimento del 2001 del Teatro Comunale di Firenze firmato dall’eclettico regista britannico Jonathan Miller. Fra gli interpreti principali spiccano ex allievi ormai in carriera come Pretty Yende, Leonardo Cortellazzi, Christian Senn e Simon Lim.

Altri due significativi impegni attendono i musicisti dell’orchestra.

Giovedì 14 giugno sulla terrazza del Duomo di Milano interpreteranno Et incarnatus est e Laudamus te dalla Messa in do minore di Mozart, la Sinfonia n. 8 “Incompiuta” di Schubert, Variazioni su un tema di Haydn di Brahms, con la direzione di Gianandrea Noseda.

Quindi il 22 luglio chiuderanno il prestigioso festival estivo di Bad Kissingen in Germania, con un concerto diretto da Daniele Rustioni, in cui accompagneranno Pretty Yende, il tenore Joel Prieto e il baritono Edwin Crossley-Mercer in una selezione di celebri arie di Bellini, Donizetti e Verdi, ed eseguiranno il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 di Chopin con la giovane pianista russa Olga Kern. 

Per informazioni:

Infotel 02 72 00 37 44

 

 

PETER GRIMES

PETER GRIMES

di Benjamin Britten debutta sabato 19 maggio in un nuovo spettacolo firmato dal registaRichard Jones e diretto da Robin Ticciati. È la terza nuova produzione del Teatro alla Scala in questa Stagione 2011-2012, dopoDon Giovanni e Die Frau ohne Schatten, prima di Luisa Miller e Siegfried. 

L’opera più famosa ed eseguita di Britten è comparsa alla Scala solo

Lo spettacolo firmato da Richard Jones, uno degli uomini di teatro più importanti, stimati e premiati del Regno Unito, è anche il primo che la Scala abbia mai prodotto su Peter Grimes e metta oggi in repertorio.

Debutta nel cartellone d’opera

Robin Ticciati, nuovo Direttore Musicale del Festival di Glyndebourne dal 2014, già sul podio in tre programmi sinfonici delle Stagioni della Filarmonica 2005, 2006 e 2008. 

tre volte nei quasi settant’anni dalla sua composizione (1944-45): nel marzo 1947 in versione italiana diretta da Tullio Serafin; nel marzo 1976, portata dalla Royal Opera House Covent Garden di Londra in tournée a Milano, con Colin Davis sul podio; nel giugno 2000 con la regia ospite di John Richard Schlesinger, direttore Jeffrey Tate. Torna invece alla Scala il

tenore John Graham Hall dopo il personale trionfo della scorsa stagione come Aschenbach in Death in Venice di Britten, ruolo e prestazione che gli sono valsi quest’anno il Premio Abbiati dei Critici Musicali Italiani per il 2011.