Spazi di Teatro: “Storie” di Massini

Chiostro Nina Vinchi
Chiostro Nina Vinchi

Con Storie di Stefano Massini, accompagnato al pianoforte da Paolo Jannacci, si apre, martedì 16 giugno, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), “Spazi di Teatro”, la Stagione estiva 2020 del Piccolo Teatro di Milano.

La prima rappresentazione sarà trasmessa in diretta sul grande schermo di mare culturale urbano, come accadrà per quasi tutti i debutti del calendario estivo. Storie replicherà, sempre al Chiostro, il 3 e il 17 luglio. In caso di maltempo, gli spettacoli in programma al Chiostro, si sposteranno all’interno della sala del Teatro Grassi. Gli spettacoli in programma nei Municipi saranno annullati.

Oggi, più che mai, abbiamo compreso il valore immenso della possibilità di ritrovarsi, insieme, nello stesso luogo, ad ascoltare e condividere un racconto che provi a restituire una chiave di lettura di un presente indecifrabile.

È un “privilegio” che è stato per molte settimane sospeso, sostituito dalla mediazione, insufficiente, degli schermi. Stefano Massini, tornando a incontrare il pubblico dal vivo, si riappropria del suo ruolo “da Virgilio”, nei meandri e negli anfratti del nostro tortuoso presente. Nella vita di ogni giorno, tra le pagine dei giornali, nei luoghi che visitiamo quotidianamente, negli sguardi degli sconosciuti sono nascoste storie che aspettano solo di essere scoperte e che Massini, accompagnato al pianoforte da Paolo Jannacci, porta all’attenzione degli spettatori.

«Che cosa c’è prima di un testo? – dice Massini –. Semplicemente: la scintilla di una storia, l’innamoramento per la sua forza, per gli echi che contiene, e dunque la volontà di raccontarla. Solo che le storie si nascondono ovunque. Soprattutto oggi, nella proliferazione dei mezzi di comunicazione, in cui la bulimia del narrare a tutti i costi si traduce in valanghe di sequenze inutili. Scopri allora che all’alba del Terzo Millennio uno scrittore è innanzitutto questo: un rabdomante, un cercatore d’oro del Klondike, alla ricerca di vene sepolte, nascoste, sedimentate. Proviamo a farci strada nell’officina del racconto, laddove prende forma il viaggio antico dell’evocare, quel sistema di metafore e rimandi che Borges definiva incanto, magia, anatomia incredibile del reale. È l’anticamera di future storie, il prologo del non ancora detto, il Libro della Genesi in cui la creazione è ancora tutta da organizzare. In Principio fu il Verbo. Ovvero: niente esisteva, ma tutto cominciò a vivere nell’attimo stesso in cui qualcuno scelse la sua storia. E noi ci stiamo tutti dentro. È solo un gioco di specchi, in fondo».

Chiostro Nina Vinchi – 16 giugno (in diretta video a mare culturale urbano), 3 e 17 luglio
Storie
di e con Stefano Massini, pianoforte Paolo Jannacci
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, in collaborazione con Bubba Music

Orari: ore 21.30 (in caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà all’interno della sala del Teatro Grassi).

Prezzi: Chiostro Nina Vinchi, 5 euro; mare culturale urbano, ingresso gratuito

Finisce la prima stagione di “Sacrificio d’amore”

sacrificio-damore.
sacrificio-damore.

Con la settima puntata, in onda questa sera su Canale 5, finisce la prima stagione di “Sacrificio d’amore”, la fiction in costume prodotta da Endemol Shine Italy per Mediaset.

La seconda serie, che vedrà ancora protagonisti Francesco Arca, Francesca Valtorta e Giorgio Lupano, tornerà a maggio, sempre su Canale 5, con nuove storie e nuovi personaggi.

50 sfumature di violenza di Barbara Benedettelli

Copertina libro
Copertina libro

È difficile pensare che un maschio possa subire quelle stesse violenze morali, psicologiche e anche fisiche che siamo abituati a vedere compiere contro il genere femminile. Invece quella violenza esiste. E fa male.

Lo dice pure la Convenzione di Istanbul: anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica. Beninteso: le donne sono certamente più colpite, a causa della minor forza fisica, della dipendenza economica e spesso emotiva, ed è dunque fondamentale che sia prioritaria l’attenzione verso di loro. Ma l’interesse non deve essere esclusivo: va riconosciuto che anche loro possono aggredire all’interno delle relazioni affettive, psicologicamente e fisicamente. Talvolta fino a uccidere.
La violenza domestica è infatti un fenomeno complesso e ricco di sfumature. Oggi, indipendentemente dal genere, all’interno dei rapporti famigliari si riscontra un drammatico analfabetismo emotivo, l’oggettiva incapacità di amare. Un cinismo e un senso del possesso che non sono solo maschili.

Dati, fatti e testimonianze, dimostrano che le donne possono maltrattare, accoltellare, sfregiare, uccidere i loro uomini. E i loro figli, spesso usati per colpire al cuore chi le ha fatte soffrire. Eppure le massicce campagne di sensibilizzazione parrebbero semplificare la questione in un assunto: gli uomini sono “tutti” carnefici, le donne sono “sempre” vittime.
In questo libro si vuole dare dignità a tutte le vittime, per guardare dentro a un fenomeno che include, sì, il femminicidio ma chiama in causa il “maschicidio”, termine controcorrente per nominare l’altra faccia della stessa medaglia.

Le storie qui raccontate non intendono in alcun modo decostruire il lavoro fatto finora per le donne, ma solo allargare il punto di vista verso la comprensione di un malessere che sta diventando emergenza sociale.

L’AUTRICE

Barbara Benedettelli è saggista, opinionista e attivista per i diritti delle vittime di ogni forma di violenza. Tra i suoi libri Punto e a Capo. Ricominciare la nuova vita dopo la separazione (Mondadori, 2004); I delitti del condominio, storie di vicini che ammazzano (Cairo, 2008); Vittime per sempre (Aliberti, 2011); L’amore ci salva, storie di sopravvissuti alla vita (Imprimatur Editore, 2014). Collabora con il Giornale.

Borgo delle Storie 2016 – Festival Garbagna

allegra de mandato
allegra de mandato

Sono una, dieci, cento le storie e le voci che potrai ascoltare e seguire nel borgo di Garbagna, venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 luglio 2016. Sono le storie e le voci di una nuova rassegna culturale che vuole muovere e smuovere, fra teatro, reading, laboratori per grandi e piccoli, incontri di parolieri e di burattini, musica e teatro.

C’è infatti un’anima creativa che vive da sempre in questo piccolo borgo, a Garbagna, riconosciuto fra i più belli d’Italia. Un’anima che si apre. Propone. Crea.

Portare storie e voci in un piccolo borgo antico significa rivelarne la sua anima artistica e proiettarlo nel futuro, farlo uscire dal suo pacifico modo di essere semplicemente “storia” bella e uguale a se stessa. Laddove il tempo sembra essersi fermato, c’è infatti un’anima, sempre, che muove e passa. Lascia tracce che non toccano, piuttosto esalano cultura.

Il Programma del Borgo delle Storie 2016 – Festival Garbagna

Venerdì 22 luglio 2016
ore 19,30 “SEMI DI FUTURO. TERZA LEZIONE PER GIARDINIERI PLANETARI” spettacolo teatrale di e con Lorenza Zambon
ore 21,30 “CONFERENZA BUFFA” spettacolo teatrale di Luciano Nattino con Antonio Catalano

Sabato 23 luglio 2016
ore 18,30 “IL RE IL BAMBINO L’ASTRONAUTA” Compagnia Allegra Brigata
ore 19,30 presentazione del libro di Federica Iacobolli “STORIA DI CARLA” ed. Pendragon, collana “I chiodi” a cura della libreria Namastè legge Emanuele Arrigazzi presenta Allegra de Mandato
ore 21,30 “L’INFINITO, WALTER BONATTI E LA SCALATA DEL FRENEY” reading di Marco Albino Ferrari

Domenica 24 luglio 2016
ore 10,00 laboratorio di Natale Panaro e mostra di burattini e sculture di Antonio Catalano
ore 18,30 “IL PONTE DEL TONNO, STORIE SOTTO GLI IPPOCASTANI” laboratorio e saggio finale testi a cura di Allegra de Mandato, Emanuele Arrigazzi Compagnia di Garbagna con la partecipazione di Fabio Martinello e Daniela Tusa
ore 19,30 “PININ E LE MASCHE” spettacolo teatrale di Luciano Nattino liberamente tratto dal racconto di Davide Layola con Massimo Barbero regia Di Fabio Fassio
ore 21,30 “TOBIA” spettacolo per famiglie di Allegra de Mandato con Emanuele Arrigazzi musiche originali di Andrea Negruzzo direzione artistica di Emanuele Arrigazzi e Allegra de Mandato concluderà ogni serata “IO LEGGO A TE… STORIE AD ALTA VOCE” a cura della libreria Namastè

Teatro della Cooperativa: “Nome di battaglia Lia”

Nome di battaglia Lia
Nome di battaglia Lia

Uno dei cavalli di battaglia del Teatro della Cooperativa, NOME DI BATTAGLIA LIA (storia della partigiana Gina Galeotti Bianchi, a cui la sala di via Hermada è intitolata), sarà in scena nella settimana che precede la ricorrenza della Festa di Liberazione, dal 18 al 24 aprile.

Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo.

All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna.

Quest’ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, oltre 3.000 attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; aiutava economicamente le famiglie in cui il marito, o il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino del C.L.N.; compiva manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città; forniva staffette in operazioni delicate; stampava “Noi Donne”, un foglio clandestino precursore del movimento femminista.

Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie.
Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.

Un testo basato su testimonianze dirette del nostro recente passato, che, attraverso la riscrittura drammaturgica, si fa tragedia, dolore antico, arcaico. Emblematiche le ultime parole di Lia prima di morire: “Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo”.

Nell’aprile del 2010 la Camera dei deputati ha ospitato, presso la Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio Nome di Battaglia Lia. L’iniziativa è stata promossa dalle deputate dell’Ufficio di Presidenza, la vice presidente Rosy Bindi e la Segretaria di Presidenza Emilia Grazia De Biasi. Per questo spettacolo la Presidenza della Repubblica ha conferito una medaglia commemorativa al Teatro della Cooperativa.

Teatro della Cooperativa (18/24  aprile 2016)

SPETTACOLI:  feriali ore 20.45 – domenica ore 16
PREZZI:   intero 18 euro – ridotti  15/9 euro
www.teatrodellacooperativa.it  – Via Hermada 8, Milano – tel. 02.6420761