Spazio Teatro 89: “Ensemble Fantazyas”

Teatro_spazio89
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Per il quinto appuntamento della stagione di classica “In Cooperativa per amare la musica – I concerti fior fiore Coop”, in programma domenica 25 ottobre allo Spazio Teatro 89 di Milano, sarà protagonista l’Ensemble Fantazyas di Roberto Balconi (tenore), Giangiacomo Pinardi (liuto) e Marco Montanelli (clavicembalo).

Quest’anno, la rassegna, realizzata in collaborazione con Serate Musicali, Coop Lombardia e PopHistory, vuole proporre una serie di approfondimenti e riflessioni su un argomento di grande attualità: il distanziamento sociale, necessaria misura di contenimento per proteggerci dal pericolo mortale del Covid-19, ma pur sempre dolorosa rinuncia nei nostri rapporti interpersonali.

In particolare, la nuova stagione, intitolata “Sei gridi di separazione”, si pone l’obiettivo di indagare le circostanze, le modalità e le motivazioni mediante le quali, nel corso dei secoli, sono state attuate e giustificate varie forme di distanziamento sociale e di separazione come strumenti di controllo, dominio, persecuzione, discriminazione ma non solo.

Il concerto di domenica 25 ottobre(ore 17.30; ingresso 7-10 euro), intitolato “Divisi per paura”, sarà un viaggio alla scoperta della musica di un secolo, il ‘600, in cui convivono luci sfolgoranti e tenebre fitte capaci, allo stesso tempo, di affascinare, stupire e inquietare e i cui slanci e i cui furori rimandano sempre a un incombente senso di lutto e di tragedia.

L’Ensemble Fantazyas guidato da Roberto Balconi ha scelto per questo evento brani cronologicamente vicini alle grandi pesti di Milano e di Londra, tragedie immani che, oltre a segnare drammaticamente un’epoca, hanno anche lasciato tracce profonde nelle coeve creazioni artistiche.

Come tutti gli appuntamenti della rassegna, anche quello di domenica 25 ottobre sarà preceduto da un’introduzione del public historian Giorgio Uberti, che rievocherà la Milano del Cardinal Federigo e della peste narrata dal Manzoni, fornendo agli spettatori le premesse storiche per entrare in sintonia con le musiche in programma.

Ventesima stagione di classica “In Cooperativa per amare la musica”
Sei gridi di separazione, piccola fenomenologia del distanziamento
(dal 27 settembre al 22 novembre 2020)

Spazio Teatro 89: “Divisi per colore o per sangue”

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Spazio Teatro 89
in collaborazione con
Serate Musicali, Coop Lombardia e PopHistory
presenta la 20a stagione di classica “In Cooperativa per amare la musica – I concerti fior fiore Coop”
Sei gridi di separazione
Piccola fenomenologia del distanziamento
Domenica 11 ottobre 2020
Grido 3: Divisi per colore o per sangue
Ore 17.30 – L’albinaggio e la gestione degli stranieri a Milano: un tè con Maria Teresa d’Asburgo:
conversazione a cura del public historian Giorgio Uberti
Ore 18 – Concerto con musiche di Klein, Sor, Castelnuovo Tedesco, Villa-Lobos, Colombo Taccani
Duo Maria Eleonora Caminada (voce)-Leonardo De Marchi (chitarra a 6 e 10 corde)
Si susseguono senza sosta i concerti della ventesima stagione di classica dello Spazio
Teatro 89 di Milano, intitolata “Sei gridi di separazione”, realizzata in collaborazione con Serate
Musicali, Coop Lombardia e PopHistory e in programma fino al prossimo 22 novembre: una serie di
incontri tra musica e storia per riflettere sul distanziamento sociale, necessaria misura di contenimento
per proteggerci dal pericolo mortale del Covid-19, ma pur sempre dolorosa rinuncia nei nostri rapporti
interpersonali.
Ogni appuntamento è dedicato a una delle diverse giustificazioni addotte, nei secoli scorsi, per attuare
separazioni e distanziamenti come forme di controllo, dominio, persecuzione e discriminazione:
domenica 11 ottobre (ore 17.30; ingresso 7-10 euro), in occasione del terzo concerto della rassegna,
intitolato “Grido 3: Divisi per colore o per sangue”, sarà protagonista il duo composto da Maria
Eleonora Caminada (voce) e Leonardo De Marchi (chitarra a 6 e 10 corde), preceduto dal public
historian Giorgio Uberti, la cui introduzione verterà sul tema “L’albinaggio e la gestione degli
stranieri a Milano: un tè con Maria Teresa d’Asburgo”.
Questo récital per voce e chitarra ha come denominatore comune le lacerazioni prodotte dal razzismo.
Discriminare significa dividere, rafforzare in maniera surrettizia l’identità di alcuni disconoscendo la
comune appartenenza al genere umano. È normale che l’arte, come le altre sfere del sapere, si interroghi
da secoli davanti a queste tensioni e cerchi di risolverle, almeno sul piano ideale. In apertura di
programma, troviamo le atmosfere tenere e sognanti del “Wiegenlied” di Gideon Klein, riproposte in un
adattamento per voce e chitarra a dieci corde. Esse non lascerebbero immaginare le circostanze terribili
in cui il pezzo venne scritto: Klein, ebreo, compose infatti queste note durante l’internamento nel campo
di concentramento di Theresienstadt (oggi Terezin, cittadina della Repubblica Ceca).
Il fascino etereo del Wiegenlied si oppone diametralmente alle atmosfere incandescenti e alle masse
sonore taglienti di “Stranger” di Giorgio Colombo Taccani, scritto appositamente per questo concerto e
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proposto in prima esecuzione. Nel brano, che utilizza testi di varia provenienza (termini statunitensi
etnicamente dispregiativi, appartenenze razziali riportate sui passaporti sudafricani durante l’apartheid,
una breve poesia di Walt Whitman), rivivono gli appellativi con cui in inglese ci si riferisce al “diverso”
per appartenenza etnica. Si tratta di un elenco crudo, declamato con violenza straniante, che trascolora
nei cupi cluster risonanti della chitarra a dieci corde.
Chi discrimina toglie dignità ad altri individui, svilendoli e rendendoli simili a oggetti: a quest’ultima
accezione fanno riferimento tanto la musica di Colombo Taccani quanto l’intima saudade della
Bachiana n. 5 di Heitor Villa-Lobos, la cui Aria viene riproposta in una versione dello stesso autore per
voce e chitarra. Ripresentare questo brano è anche un tentativo per far valer le ragioni delle popolazioni
amazzoniche, oggetto di feroci dinamiche di segregazione nel Brasile odierno. La scelta di
“Seguidillas” di Fernando Sor costituisce, invece, un significativo momento di distensione e di stacco,
anche cronologico, rispetto al resto del programma. Anche Sor, catalano, visse un destino da esule, non
per motivi di appartenenza etnica o confessionale, ma perché i suoi conterranei ravvisavano in lui
pericolose simpatie filofrancesi, in un momento – quello delle campagne napoleoniche – in cui nel regno
di Spagna non era certo cosa buona apparire come pericolosi afrancesados. Peraltro, la sorte seppe
essere munifica con Sor che, toccando mezza Europa nei suoi viaggi, riuscì a imporsi come interprete e
compositore di prima levatura.
La chiusura del terzo appuntamento della rassegna di classica è affidata alle note di un compositore, il
fiorentino Mario Castelnuovo Tedesco, che è stato una delle voci più autentiche e significative della
letteratura chitarristica. L’imponente ciclo del “Divan of Moses Ibn-Ezra”, tratto dalle poesie di un
poeta ebreo del secolo XI, è una delle ultime prove dell’autore toscano e ne costituisce una sorta di
testamento artistico e spirituale. Rivivono in esso i temi universali dell’amicizia, dei piaceri della vita,
degli interrogativi davanti al nulla che rappresenta per noi la morte, ma anche la diaspora, quel destino
che vuole il popolo ebraico condannato alla dispersione e alla peregrinazione. Ed è in queste coordinate
che si muove la “Ballata dell’esilio”, in cui Castelnuovo Tedesco, emigrato negli Stati Uniti nel 1938 per
via delle leggi razziali, esprime la sua nostalgia per l’Italia.
Ventesima stagione di classica “In Cooperativa per amare la musica”
Sei gridi di separazione, piccola fenomenologia del distanziamento
(dal 27 settembre al 22 novembre 2020)
Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano
Tel: 0240914901; info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org
Biglietti: 7-10 euro.
Riduzioni: Under 25 e Over 65.
Convenzioni: Arci, Feltrinelli, soci Coop, Touring Club, IBS, Coop Degradi e CPM Music
Institute.
Domenica 11 ottobre, ore 17.30 – Grido 3: Divisi per colore o per sangue
Programma: musiche di Klein, Sor, Castelnuovo Tedesco, Villa-Lobos, Colombo Taccani
Interpreti: Maria Eleonora Caminada (voce), Leonardo De Marchi (chitarra a 6 e 10 corde).

Spazio Teatro 89: “Rose nell’insalata”

Rose nell'insalata
Rose nell’insalata

Scatterà domenica 4 ottobre la nuova stagione di “Teatro Piccolissimo… e non solo”, la rassegna di eventi per l’infanzia organizzata con successo da oltre un decennio dallo Spazio Teatro 89 di Milano.
Il primo appuntamento sarà con la compagnia Schedía Teatro, che nell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 porterà in scena lo spettacolo “Rose nell’insalata” (ore 11; ingresso 8 euro), indicato per bambini di età compresa fra i due e i cinque anni e tratto dall’omonimo testo di Bruno Munari, genio multiforme e tra i massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del secolo scorso.

“Rose nell’insalata” è uno spettacolo che mette le ali all’immaginazione e che stimola creatività dei più piccoli. Avete mai visto una rosa in un cespo di verdura? Un taglio al piede dell’insalata ci fa scoprire con sorpresa che, utilizzando come un timbro la parte che normalmente si butta e immergendola nel colore, si può ottenere l’immagine inaspettata di una rosa. E questo accade con tante altre verdure: “stampando” cavolini di Bruxelles, peperoni e cipolle si potranno ottenere immagini di fiori, alberi, temporali ma non solo…

“Milano Blues 89″ con Neal Black & The Healers

Neal-Black
Neal-Black

Il blues elettrico di Neal Black & The Healers sabato 7 marzo
allo Spazio Teatro 89 di Milano

Il chitarrista e cantante texano e la sua formidabile band
sono i protagonisti del penultimo appuntamento della rassegna
“Milano Blues 89” organizzata dall’auditorium di via Fratelli Zoia 89

Milano – Appuntamento con il blues internazionale allo Spazio Teatro 89 di Milano sabato 7 marzo: per il penultimo appuntamento della collaudata rassegna “Milano Blues 89” si esibiranno, infatti, Neal Black, chitarrista e cantante texano, tra i più noti e apprezzati esponenti del blues a stelle e strisce, & The Healers, uno dei migliori gruppi della scena mondiale (inizio live ore 21.30; ingresso 13-15 euro).
Il sound di Neal Black, che vanta una carriera ormai trentennale a fianco di grandi interpreti quali Jimmy Dawkins, Johnnie Johnson, Papa John Creach e Popa Chubby, è una fusione di diversi generi (il blues, il rock, il jazz e il country) e la sua voce grave e roca, da fumatore incallito, ricorda quella di Tom Waits e Howlin’ Wolf. Definito agli albori della sua carriera l’erede naturale di Stevie Ray Vaughan per le acrobazie e la stupefacente velocità alla sei corde, oggi il musicista americano ha elaborato uno stile personale e moderno, chiaramente derivato dal Texas Blues, di cui, dopo la scomparsa di Johnny Winter, è diventato uno dei rappresentanti più significativi.
Alcuni dei suoi lavori (come “Sometimes the Truth” e “Before daylight”) sono tra i migliori album di blues elettrico usciti negli ultimi anni e l’edizione americana di Rolling Stone parla di lui come di «uno dei più importanti artisti blues contemporanei. La sua musica è legata alla tradizione texana, ma Neal non è un imitatore bensì un innovatore, oltre a essere un fantastico performer, un talentuoso compositore e un formidabile chitarrista».
Con la sua band, composta da Abder Benachour al basso, Mike Lattrell alle tastiere (già con Popa Chubby, Richie Havens e Buddy Miles) e Natan Goessens alla batteria, Neal Black è pronto a regalare al pubblico milanese uno show sanguigno, potente e coinvolgente. Da non perdere.

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.
Tel: 0240914901; info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org
Inizio concerto: ore 21.30.
Biglietti: 13-15 euro.

Milano Blues 89 – Stagione 2019/2020
Sabato 19 ottobre 2019: Francesco Piu.
Sabato 9 novembre 2019: Popa Chubby + Superdownhome (opening act).
Sabato 30 novembre 2019: Mandolin’ Brothers.
Venerdì 13 dicembre 2019: The Followers of Christ Gospel Singers.
Sabato 18 gennaio 2020: Jaime Dolce’s Innersole.
Venerdì 7 febbraio 2020: Paolo Bonfanti & Martino Coppo.
Sabato 22 febbraio 2020: Treves Blues Band.
Sabato 7 marzo 2020: Neal Black & The Healers.
Venerdì 27 marzo 2020: Gennaro Porcelli & R.R. Band.

Le avventure di “Ranocchio”

foto 3 Ranocchio
foto 3 Ranocchio

Tornano in una nuova versione e in un nuovo allestimento le avventure di Ranocchio e dei suoi amici, tratte dai libri illustrati di Max Velthuijs, uno dei più celebrati autori e illustratori per l’infanzia al mondo, e messe in scena dalla compagnia Teatro Gioco Vita.

Spettacolo di teatro d’ombre e d’attore adatto ai bambini di età compresa fra due e cinque anni, “Ranocchio” verrà rappresentato domenica 23 febbraio (ore 11; ingresso 8 euro) allo Spazio Teatro 89 di Milano nell’ambito della rassegna per l’infanzia “Teatro Piccolissimo… e non solo”.

Candido e ingenuo, Ranocchio guarda il mondo con gli occhi sempre aperti, anzi spalancati. Tutto intorno a sé lo sorprende, lo riempie di stupore, lo incuriosisce. Ranocchio ha tanti amici: Anatra, una dolce e amorevole compagna di giochi; Porcellino, un placido amante della casa e della buona cucina; Lepre, un intellettuale che ha sempre una risposta a tutto; Topo, un avventuriero tanto intraprendente quanto generoso.

Insieme affrontano le grandi domande che i piccoli drammi di ogni giorno pongono loro. A tutti questi dilemmi esistenziali Ranocchio e i suoi amici riescono sempre a trovare una risposta positiva.