Malerba: “No Good”, nuovo singolo

Giorgia Malerba e MamboLosco
Giorgia Malerba e MamboLosco

GIORGIA MALERBA – in arte solo MALERBA – torna con un nuovo singolo dal titolo “NO GOOD”, cantato in collaborazione con il rapper MAMBOLOSCO (disponibile qui: https://vir.lnk.to/nogood).

“Voglio cantare persa in un open bar” è l’incipit del brano dalle sonorità accattivanti e contemporanee che fondono musica trap e rnb e da un ritornello martellante che ‘rimane subito in testa’. Alla voce di Malerba si aggiunge poi quella di MamboLosco, uno dei massimi esponenti della scena trap italiana e responsabile di hit certificate Platino quali “Guarda come flexo”, “Twerk” e “Lento” (due volte Platino).

Malerba è una cantautrice: ama scrivere e comporre brani e ha già pronte diverse canzoni di prossima uscita. In “NO GOOD” si è avvalsa della collaborazione degli autori Serena Brancale, Laura Di Lenola, MamboLosco, Manuel Finotti, Roberto Pisoni, della produzione di Gorbaciof e la supervisione artistica di Carlo Avarello.
Il brano segue la pubblicazione del primo singolo di MALERBA “LOCA CON TE”, prodotto da Andry The Hitmaker (Gue Pequeno, Sfera Ebbasta, Dark Polo Gang, Elettra Lamborghini).

Malerba, oltre che cantautrice, è anche una superstar di TikTok: basti pensare che il suo video pubblicato lo scorso 3 ottobre e che la vede protagonista assieme al suo cane è stato il più visto sulla piattaforma in tutt’Europa con oltre 44 milioni di views, 8 milioni e mezzo di like, 51.200 commenti e 39.500 condivisioni.

Un successo incredibile sopraggiunto quasi per caso durante il lockdown, periodo nel quale Malerba, chiusa in casa come tutti, decide di passare il suo tempo con video bizzarri su Tik Tok. Nel giro di pochissimo tempo, partendo da poche migliaia di followers Malerba si è ritrovata con oltre 2,4 milioni di seguaci!

“La vedova Socrate”, con Lella Costa

lella costa
lella costa

Dal 10 al 19 novembre, al Teatro Grassi, va in scena il passaggio di testimone tra due signore della scena: Lella Costa ha raccolto l’invito di Franca Valeri a interpretare uno dei suoi più celebri testi, La vedova Socrate, con protagonista Santippe, donna dal ragionare meticoloso, pungente e provocatorio, un personaggio indimenticabile.

Franca Valeri, grande matriarca del teatro italiano, prima di compiere 100 anni il 31 luglio 2020 aveva chiesto a Lella Costa di raccogliere il suo testimone e interpretare Santippe, la protagonista della commedia La vedova Socrate, testo da lei scritto nel 2003.

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Greco di Siracusa e ha intrapreso un tour estivo – con una tappa anche al Piccolo, al Chiostro Nina Vinchi, nel giorno stesso del compleanno dell’artista – durante il quale, purtroppo, Franca Valeri ci ha lasciato. La sua “vedova”, come lei voleva, continua a vivere, raccogliendo il commosso tributo delle molte platee dei teatri in cui fa tappa.

Il testo è un concentrato di ironia corrosiva e analisi sociale, rivendicazione disincantata e narrazione caustica. Liberamente ispirato a La morte di Socrate dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, nato a seguito dell’intuizione di Giuseppe Patroni Griffi che glielo suggerì, è ambientato nella bottega di antiquariato ed oggettistica di Santippe, la moglie del filosofo, tramandata dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità.

«Patroni Griffi ha letto il testo di Dürrenmatt e mi ha detto se ne potevo trarre qualcosa. Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – spiegava Franca Valeri – Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti. Nel testo di Dürrenmatt c’è poco di Santippe. Per questo, per conoscerla meglio, ho preso delle informazioni su Socrate e ho letto i Dialoghi di Platone. Mi sono fatta l’idea di una donna forte che ha vissuto accanto a un uomo per noi straordinario ma che per lei era semplicemente un marito e per giunta noioso».

Nello spettacolo si sfoga per tutto quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate come Aristofane e Alcibiade, una masnada di buoni a nulla, a cominciare da Platone, il principale bersaglio polemico dello spettacolo. Lei non sopporta che abbia usurpato le idee del consorte, anche se fu molto fedele nel riportarle. E così lo degrada a un semplice copista e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d’autore. Anzi, alla fine pensa di poter scrivere lei un dialogo: protagoniste però sarebbero le donne.

Ed è infatti soprattutto alle donne che parla: neanche la vedovanza le toglie il diritto di emanare un giudizio onesto sul comportamento dei mariti, degli uomini in generale e anche di quelle donne che ingannano l’altro sesso. Non serve, dice, indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo così com’è da vivo e da morto; d’altronde, «la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe».

Mostra fotografica dedicata a Mimmo Càndito

mimmocandito
mimmocandito

Crescentino, la cittadina del Vercellese nella quale Mimmo Càndito riposa e al quale è stato dedicato il teatro all’interno del Comune, ricorderà in questi giorni l’inviato “molto speciale” de La Stampa, lo scrittore, il direttore dell’Indice dei Libri, il protagonista di tante avventure pericolose e sempre affrontate con il sorriso e l’attenzione professionale più rigorosa.

Domani sera alle ore 21.00, al Teatro Angelini, il prof. Maurizio Carandini, dirigente scolastico ed ideatore del Cestingeo, Centro Studi Internazionali di Geopolitica, parlerà del suo libro per bambini e allievi delle Scuole Medie, “Mimmo Càndito – La storia di un super eroe”, un racconto sulla piccola Jamina persa per le strade di Tripoli durante il conflitto del 2011, soccorsa e salvata da Mimmo. Il libro è anche occasione per ripercorrere lo stile e il carattere dell’inviato di guerra. (Il volumetto costa 13 euro e si può ordinare scrivendo a info@grappolodilibri.it).

Sabato 17 ottobre, invece, alle ore 16.00 nell’affascinante cornice dell’ex Chiesa della Resurrezione, la cui facciata barocca è stata recentemente restaurata, sarà inaugurata la mostra fotografica “Con la guerra negli occhi. Memorie fotografiche di un reporter di guerra”.

La mostra, organizzata dal Centro Studi Internazionali ideato dal prof. Carandini in collaborazione con il Comune di Crescentino, è visitabile sino al 31 di ottobre. Raccoglie fotografie inedite scattate da Mimmo durante i suoi numerosi viaggi nei centri delle crisi di tutto il mondo, dall’Afghanistan all’Argentina, dall’India al Nicaragua fino all’Africa.

Emma Nolde: è online il video di “Berlino”

berlino-emma-nolde-santa-croce-
berlino-emma-nolde-santa-croce-

E’ online da ieri 13 ottobre,il video di “Berlino”, singolo di Emma Nolde tratto dall’album d’esordio “Toccaterra”.
Il video, girato in bianco e nero e diretto insieme da Aurora Cesari e Emma stessa, ha per protagonista principale Emma, che con alcuni ragazzi e ragazze, tutti vestiti di bianco, si muovono ritmicamente sulle note della canzone in una strada anonima di periferia. La coreografia è di Marta Maestrelli e Aurora Cesari.

Così lo racconta Emma, parlando del brano:
“Non ho mai visto Berlino e questa lunga strada non ha niente a che fare con la capitale tedesca.
La mia Berlino è piccola, isolata, nascosta, non sa presentarsi bene. È il luogo in cui vorremmo essere, ma rimaniamo qui, è l’illusione che parte proprio dal non poter scappare.
La mia Berlino inizia dalle stesse strade della mia provincia per diventare poi tutt’altro solo nella mia immaginazione. Un po’ come le storie che facevamo da piccoli in cui ci sentivamo un’altra cosa, in un altro posto, con un altro nome, pur rimanendo nella stessa casa. Sono le persone che fanno in modo che io continui a immaginarmi quegli scenari che in realtà non esistono mantenendomi nel sonno, sveglia.
Viaggio non ha niente a che fare con meta, ma etimologicamente con “ciò che è necessario per spostarsi” e le persone vicine sono necessarie per fare viaggi di qualsiasi tipo.Chi né prende aerei né bacia, deve muoversi in altri modi.”

“Toccaterra” è l’album d’esordio di Emma Nolde: otto canzoni scritte dalla giovane cantautrice toscana, insieme ai produttori Renato d’Amico e Andrea Pachetti, che parlano di temi intimi e personali, storie raccontate attraverso la musica “perché la musica” afferma Emma “è la miglior forma d’espressione che conosca”.

Emma suonerà live a Milano il 15 ottobre all’Arci Bellezza, il 16 ottobre a Lugano allo Studio Foce e il 30 ottobre a Pisa al Lumière.

“Dylan Dog. Oldboy 1″

cover
cover

Nel fumetto, come in altre forme narrative, è più importante preservare le caratteristiche base di un personaggio o sperimentare formalmente? E se invece a volte, come nel caso di Dylan Dog – un personaggio destinato a cambiare incessantemente pelle, muoversi in tutte le direzioni narrative possibili e immaginabili, senza assolutamente prescindere dalle sue peculiarità e dai suoi presupposti – le due cose potessero andare di pari passo?

È a partire da questa premessa che arriva in edicola, curata da Franco Busatta e con la supervisione di Tiziano Sclavi e Roberto Recchioni, la nuova serie Dylan Dog. Oldboy, che prende il testimone dal “vecchio” Maxi Dylan Dog Old Boy rinnovandosi completamente, a partire dalla veste grafica creata da Fabrizio Verrocchi.

Un luogo in cui ritrovare il Dylan Dog che è sempre stato e che ci ha fatti innamorare, dedicato però anche a chi dell’Indagatore dell’Incubo vuole leggere ogni storia.

Nell’editoriale che introduce l’albo, Roberto Recchioni, curatore della serie regolare, spiega: “Quando con Tiziano Sclavi abbiamo deciso di dare il via al rinnovamento dylaniato, uno dei primi punti sul nostro programma era quello di dare un’identità univoca a ogni pubblicazione editoriale della grande famiglia dell’Indagatore dell’Incubo (…). Oggi il Maxi Dylan Dog non esiste più e, al suo posto, nasce il Dylan Dog: Oldboy (scritto tutto attaccato). È più snello (due storie invece che tre), esce più spesso (bimestrale invece che quadrimestrale) e continua a essere molto conveniente. Una nuova formula che vi garantirà ben dodici storie all’anno per chi di Dylan non ne ha mai abbastanza, per quelli che cercano un “numero uno” per cominciare a leggerlo, e per i lettori che vogliono ritrovare il Dylan classico, quello concepito dal Tiz nel 1986”.

Il debutto dell’albo n. 1 è fissato per il 13 giugno con due storie innovative e sorprendenti che hanno per protagonista il Dylan che esordì nel 1986. Due racconti firmati rispettivamente per i testi da Gabriella Contu e Barbara Baraldi e per i disegni da Montanari & Grassani. Le copertine sono invece opera dei Cestaro Bros.

Ne Il migliore dei mondi possibile, un vecchio Dylan, rinchiuso in prigione, ricorda il passato: una Londra smagliante e futuristica, dove tutti sono giovani, belli, perfetti. A un certo punto, però, l’Old Boy si rende conto che gli anziani sono completamente scomparsi. Ma perché tutti i londinesi indossano occhiali scuri? Cosa succederebbe se li togliessero?

La solitudine del serpente ci ricorda invece come certe vite scorrono via, fugaci come un colpo di rasoio. Lasciare un segno del proprio passaggio è un sogno per molti, ma diventa un incubo quando nelle strade di Londra si scatena la furia omicida di un killer invisibile, di cui nessun testimone sembra ricordare la faccia. Bloch coinvolge allora l’Inquilino di Craven Road in una delle sue indagini più paradossali…