“Il cielo non è un fondale”

un fondale Dietrich Steinmetz
un fondale Dietrich Steinmetz

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 2 al 6 maggio 2018
Il cielo non è un fondale
di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini

Una scena scarna e il cielo del titolo evocato da un dialogo tra sogno e realtà. Il duo Deflorian/Tagliarini, per la prima vola al Piccolo Teatro, sul palco con Francesco Alberici e Monica Demuru.

I sogni, dice il filosofo George Didi-Huberman, ci lasciano soli. Nella solitudine dei nostri sogni gli altri, come attori su un palcoscenico, sono e non sono sé stessi.

Il cielo non è un fondale parte da un sogno che è a sua volta generato da una canzone. È lì, tra il buio e il corpo della musica che inizia il vero, paradossale, lavoro del teatro: sognare gli altri assieme a loro, in uno spazio scenico vuoto che si ingrandisce e si restringe, come l’architettura, a un tempo contratta e smisurata, della nostra mente.

In questo luogo sospeso, Antonio racconta di aver sognato Daria nei panni di una barbona e, pur avendola riconosciuta, di essere passato oltre; quel gesto innesca una ritmica di incontri e di misconoscimenti, di cadute e di incidenti, di parole e di canzoni, scandita da due sentimenti contraddittori: la paura di essere noi stessi l’altro, l’escluso, “l’uomo che mentre tutti sono al riparo resta da solo sotto la pioggia” e il desiderio di metterci, per una volta, al suo posto.

Ma come conciliare la compassione e un’obesità dell’io che non resiste alla tentazione di sostituire a ogni storia la propria?

Piccolo Teatro Studio Melato, Socrate il sopravvissuto

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Dopo Virgilio brucia, presentato al Piccolo nel gennaio 2016, il Teatro Studio torna a ospitare una produzione Anagoor, Socrate il sopravvissuto/come le foglie, una riflessione sulla scuola e la formazione delle coscienze attraverso il filtro della filosofia e della tragedia. La compagnia ha vinto il Leone d’Argento per il Teatro 2018 della Biennale di Venezia.

Sulle tracce del romanzo di Antonio Scurati “Il sopravvissuto”, la compagnia Anagoor, con Socrate il sopravvissuto, entra all’interno di una classe come tante dal punto di vista dell’educatore senza ricalcare la vicenda in un adattamento teatrale. Solo alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte.

Tra le ore che precedono la morte di Socrate per ingiunzione della città, così come sono raccontate da Platone nel “Fedone”, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità, lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, si consuma tutta la battaglia al pensiero occidentale dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici, come una vera e propria Gigantomachia.
Attraverso le analogie di queste due vicende si rinnovano due eterni interrogativi: la domanda di senso, ingombrante punto di domanda rivolto al maestro, e la questione stessa della posizione del maestro rispetto al sapere e ai discepoli.

L’incontro
In occasione delle repliche di Socrate il sopravvissuto/come le foglie, il Piccolo Teatro organizza un incontro per parlare dei temi e approfondire i contenuti dello spettacolo. Filosofia e tragedia sono i due cardini dello spettacolo, che intreccia brani del Fedone – uno dei più celebri dialoghi di Platone – con la vicenda raccontata da Antonio Scurati ne Il sopravvissuto, in cui si ipotizza una strage in una scuola, con uno studente che massacra una commissione di maturità salvando solo il professore di storia e filosofia.

Oltre a questi, pagine dal filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff e da La storia seguente dello scrittore olandese contemporaneo Cees Nooteboom. A fare da comune denominatore il ruolo dei Maestri, nel passato e nel presente.

Di questi temi, della poetica di Anagoor e della messa in scena dello spettacolo si parlerà nell’incontro con la compagnia, al quale intervengono lo scrittore Antonio Scurati e il critico Oliviero Ponte di Pino.
Ingresso gratuito con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dall’11 al 15 aprile 2018
Socrate il sopravvissuto/come le foglie
dal libro di Antonio Scurati “Il sopravvissuto”
con innesti liberamente ispirati a Platone, Cees Nooteboom e Georges I. Gurdjieff
regia di Simone Derai

Doppio appuntamento letterario al Piccolo Teatro

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In attesa dello spettacolo (Teatro Studio Melato, dal 2 al 6 maggio), alle ore 17, al Chiostro Nina Vinchi, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini presentano il libro Il cielo non è un fondale edito da Cue Press.
Intervengono Rossella Menna, autrice della prefazione, l’editore Mattia Visani e Attilio Scarpellini, collaboratore letterario della compagnia.
(ingresso gratuito con prenotazione su www.piccoloteatro.org)

Alle ore 20.30, Nando dalla Chiesa è al Teatro Studio Melato per presentare il suo libro Per fortuna faccio il prof, edito da Bompiani Overlook.
Una dichiarazione d’amore di un professore per l’università, un inno alla bellezza dell’insegnare. Intervengono Lamberto Bertolè, Lucia Capuzzi, Alberto Martinelli, Gianluca Vago; presenta Massimo Cirri. Letture di Sergio Leone.
(ingresso gratuito con prenotazione su www.piccoloteatro.org)

Jazz al Piccolo: Omaggio a Luigi Pestalozza

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Lunedì 26 febbraio, ore 21, presso il Piccolo Teatro – Teatro Strehler, secondo appuntamento con Jazz al Piccolo – Orchestra Senza Confini, organizzato dall’Associazione Culturale Musica Oggi in collaborazione con il Piccolo Teatro – Teatro d’Europa

A un anno esatto dalla scomparsa di Luigi Pestalozza, storico della musica tra i più rilevanti del Novecento italiano, ma anche uomo politico e grande organizzatore culturale, Jazz al Piccolo propone una serata in suo onore con un singolare  programma borderline perfettamente in linea con la grande apertura culturale di Pestalozza.

Un concerto realizzato in collaborazione con Amici di Musica/Realtà, l’associazione legata alla prestigiosa pubblicazione da lui fondata negli anni settanta e oggi diretta da Roberto Favaro.

Il programma unisce aspetti del jazz contemporaneo, come Per una serenata di Intra, che presenta conductions e parti pseudo seriali, a pagine in cui grandi musicisti europei hanno incontrato il jazz o le musiche di derivazione africana/americana: dai pezzi pianistici di Stravinskj e Milhaud alla straordinaria scrittura imitativa di una band jazz di Sweet Basil di Franco Donatoni, dal colore degli ottoni del quartetto di Giacomo Manzoni, il compositore più vicino, anche sul piano umano, al dedicatario della serata, ad Alessandro Melchiorre, la cui composizione per quartetto d’archi e voce recitante apre la sua partitura agli interventi improvvisati del pianoforte di Enrico Intra.

Il programma si pone sulla linea di confine tra musiche diverse in dialogo tra loro, trovando la maniera di fondersi in qualcosa di nuovo e particolare che è, forse, il senso più profondo della dimensione musicale contemporanea e del pensiero dell’ultimo Pestalozza, che alla parola “musica” preferiva “le musiche”.

Al Piccolo Teatro di Milano: Milano per Gaber

Raffaella Cavalieri - WEB
Raffaella Cavalieri – WEB

Da lunedì 26 marzo a giovedì 29 marzo, il Piccolo Teatro di Milano ospiterà nella storica sede di Via Rovello i quattro appuntamenti della Rassegna Milano per Gaber, giunta alla dodicesima edizione e promossa dalla stessa Fondazione Gaber, con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

Ad aprire la prestigiosa Rassegna, lunedì 26 marzo, l’incontro Destra, Sinistra o…Giorgio Gaber con Graziano Del Rio, già Sindaco di Reggio Emilia e Ministro del Governo. Prendendo spunto della canzone Destra – Sinistra scritta da Gaber e Luporini ventiquattro anni fa, la politica, intesa come reale e positiva partecipazione della persona alla dimensione collettiva, sarà il tema di questo esclusivo incontro con un protagonista di primo piano della ‘cosa pubblica’, da sempre ammiratore di Giorgio Gaber.

Il secondo appuntamento previsto per martedì 27 marzo sarà l’incontro con Ivano Fossati condotto da Massimo Bernardini dal titolo: Gaber, Fossati ‘Le donne di ora’. Le donne di ora è il titolo di una canzone inedita del 2002 di Gaber e Luporini che, grazie alla generosa disponibilità e all’impegno artistico di Ivano Fossati, sarà presto a disposizione del pubblico. Durante questa prestigiosa serata, infatti, verrà presentato il nuovo progetto discografico prodotto dallo stesso Fossati, finalizzato a dare nuova vita e vigore al repertorio discografico del Signor G.

La rassegna proseguirà con Polli di allevamento di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, in programma mercoledì 28 marzo. A quarant’anni dal debutto, lo spettacolo è forse la più polemica e incisiva testimonianza del Teatro – Canzone di Gaber e Luporini. Interprete, eccellente e insostituibile, Giulio Casale, che si esibirà utilizzando le basi musicali originali arrangiate da Franco Battiato.

L’ultimo appuntamento di Milano per Gaber 2018 è previsto per giovedì 29 marzo con La sedia da spostare Instant Theatre di e con Enrico Bertolino.
Giorgio Gaber e Sandro Luporini definivano il loro Teatro-Canzone “spettacolo di intervento” a sottolineare la contemporaneità di pensiero e scrittura con la realtà più contingente. Nella prestigiosa cornice del Piccolo Teatro, Enrico Bertolino crea un ponte ideale con il Signor G, proponendo il suo Instant Theatre di sorprendente attualità e modernità di linguaggio.

A cura del nipote di Gaber, Lorenzo Luporini, con la collaborazione del Piccolo Teatro, continuano con grande successo nelle Scuole Superiori di Milano e Provincia le Lezioni-Spettacolo per diffondere l’attualità del messaggio del Signor G.
Prenotazioni e prevendite sono aperte presso la biglietteria del Teatro Strehler (M2 Lanza) e sul sito www.piccoloteatro.org