Macbeth: dalla Royal Opera House, nei cinema italiani

ROH_MACBETH_POSTER_
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Continua su oltre 1500 schermi cinematografici di tutto il mondo la stagione 2017-2018 del cartellone della Royal Opera House di Londra al cinema, che include gli incantevoli capolavori prodotti da The Royal Ballet.

Il decimo appuntamento, previsto per mercoledì 4 aprile in diretta via satellite alle ore 20.15 sugli schermi di tutto il mondo, è con il Macbeth.

L’amore sempre vivo di Verdi per le opere di Shakespeare iniziò proprio con Macbeth, la tragedia che il Maestro considerava “una delle più grandi creazioni umane”. Insieme al librettista Francesco Maria Piave, Verdi si accinse a fare “una cosa almeno fuori del comune”.

Il loro successo fu confermato da una partitura che emana ancor oggi un’energia demoniaca, dimostrando tutta la forza teatrale dell’opera di Verdi.
Macbeth è un generale dell’esercito del re di Scozia, ma quando una congrega di streghe profetizza che diventerà a sua volta re, una spietata ambizione induce lui e la moglie a compiere misfatti orribili.

Macbeth diventa re ricorrendo all’assassinio, mentre intrighi e carneficine caratterizzano il suo breve, infausto regno. Però, anche un’altra profezia delle streghe si avvera: Macbeth e sua moglie muoiono e la giustizia viene ripristinata.

“Shakespeare without eyes” – al Teatro Libero di Milano

SHAKESPEARE WITHOUT EYES
SHAKESPEARE WITHOUT EYES

Dal 31 ottobre al 2 novembre, in occasione di Halloween, Teatro Libero di Milano riserva ai suoi spettatori un’esperienza multi sensoriale a tutto tondo a partire da Shakespeare. Come già nel prologo dell’ “Enrico V”, anche in questo “Shakespeare without eyes” si gioca a chiedere al  pubblico di colmare con l’immaginazione ciò che i mezzi teatrali non possono restituire alla vista.

Così, ad occhi bendati e in piccoli gruppi, gli spettatori saranno accompagnati per mano direttamente nel cuore delle vicende di “Amleto” e di “Macbeth”. Ascolteranno le voci dei protagonisti, ne indovineranno la presenza dai frusci, siederanno al loro banchetto, ne assaggeranno cibi e bevande, vivendone con tutti i sensi le emozioni sulla propria pelle.

L’idea che ha guidato CHONOS3, compagnia teatrale fra le Residenze Urbane TLLT e che vede fra i suoi esponenti lo stesso Manuel Renga, co direttore del Teatro Libero, è la riflessione di Saramago secondo cui la vera cecità non è quella del non vedente reale, ma di tutti noi, individui della società dell’immagine. Bombardati da una sovra stimolazione visiva, finiamo col restarne abbacinati come falene: ma che succederebbe, se ci venisse chiesto di metterci in contatto col mondo attraverso un altro canale?

Quale, il nostro livello di fiducia, una volta chiusi gli occhi, ad abbandonarci all’attore-guida chiamato a condurci in questa singolare esperienza?

Proprio per questo ogni serata si succederanno 6 micro performance di durata variabile tra i 20 e i 30 minuti, in base al grado di disponibilità del pubblico all’interazione, alternendo la suggestione dell’ “Amleto” a quella del “Macbeth”.

ORARI E COSTI:

Performance ogni mezz’ora a partire dalle 19.30 (ultimo turno ore 22).
Costo biglietto: 10€ per il singolo evento, 18€ per chi volesse partecipare a entrambi i percorsi shakespeariani.

31 ottobre – 1 novembre 2016 | Residenza Urbana Progetto TLLT

SHAKESPEARE WITHOUT EYES
progetto di Manuel Renga, Vittorio Borsari e Valentina Malcotti
regia di  Manuel Renga
con Manuel Renga, Valentina Malcotti, Paola Giannini, Veronica Franzosi  e Marcello Mochi
Produzione CHRONOS3

Al Piccolo Teatro: “Macbeth” con Franco Branciaroli

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Dal 18 ottobre al Dal 18 ottobre al 6 novembre al Piccolo Teatro Strehler Franco Branciaroli è Macbeth -La tragedia “nera” di Shakespeare: il male dell’uomo, l’ambiguità e il caos

Mercoledì 19 ottobre, incontro con il pubblico al Chiostro Nina Vinchi
In occasione del 400° anniversario della morte di Shakespeare, Franco Branciaroli si confronta di nuovo con Macbeth, dopo esserne stato già protagonista nell’edizione diretta da Giancarlo Sepe nel 1994.

Macbeth parla di un mondo esterno in guerra, dove caratteristiche come efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine.

«Macbeth sceglie di portare la violenza all’interno. Se in più – spiega Franco Branciaroli – anche la parte femminile si snatura e prende caratteristiche maschili, allora il caos è totale. Macbeth viene “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Al caos generato da donne che sono uomini (da una natura femminile perversa) solo un “non nato di donna” potrà porre fine. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro. Il Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali e dell’ambiguità, del caos, della distruzione che ne consegue. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: “Bello è il brutto e brutto il bello”.

I demoni della coscienza, che sovvertono nel dramma l’ordine morale interno ed esterno dei personaggi fino alle estreme conseguenze, terrorizzano lo spettatore per il crescente e devastante controllo che assumono sulle vicende rappresentate, ma al contempo lo attraggono e avvincono, per il misterioso richiamo che l’uomo da sempre avverte dalla contaminazione con il male. Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia».

Tra i vari spettacoli shakespeariani di cui è stato protagonista: Otello, diretto da Gabriele Lavia, con Umberto Orsini nel ruolo di Jago (1995); La bisbetica domata, diretta da Marco Sciaccaluga, con Mariangela Melato, e Riccardo III, diretto da Antonio Calenda (1997).

L’incontro

Mercoledì 19 ottobre, ore 17, al Chiostro Nina Vinchi (Via Rovello 2), Franco Branciaroli e la Compagnia dello spettacolo incontrano il pubblico.

L’ingresso è gratuito con prenotazione a comunicazione@piccoloteatromilano.it

Macbeth

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Macbeth, valoroso condottiero, cede alla propria sete di potere per seguire la profezia che lo ha indicato come il futuro re di Scozia, fomentato dalla moglie la cui ambizione è assai piu’ intensa e frustrata della propria.

L’ascesa al trono di Macbeth prevede l’eliminazione fisica del reggente in carica, e sarà seguita da una serie di delitti sempre più efferati, poichè l’uomo, divorato da dubbi e paure, vede ostacoli in chiunque. E Lady Macbeth si renderà conto di aver creato un mostro che non può più controllare.

Regia di Justin Kurzel.
Con Michael Fassbender, Jack Reynor, Marion Cotillard, David Thewlis, Elizabeth Debicki.
Genere Drammatico
Da martedì 5 gennaio 2016 al cinema

Shakespeare filosofo dell’essere

Shakespeare filosofo dell’essere. Il massimo poeta e drammaturgo inglese è stato anche un abissale filosofo, che più di ogni altro ha presagito il pensiero moderno-contemporaneo, influenzandolo in maniera determinante: anticipando la rivoluzione filosofico-poetica di Nietzsche, Shakespeare ha sedimentato la problematica sollevata, seppure in maniera diversa, da Heidegger, Jaspers, Sartre, Anders, Gadamer, Lévinas, Severino: la riflessione sul senso dell’essere. E’ questo il grande leitmotiv del teatro shakespeariano, l’oscillazione continua fra l’essere e il nulla, che si stempera in tutta la sua drammaturgia, collocandola a metà fra Eschilo e Leopardi, i due poeti-filosofi che proprio Severino ha indicato come l’inizio e il compimento del nichilismo occidentale. Il libro di Ricordi prende in esame l’intero corpus shakespeariano, in una suddivisione geografica che concepisce la drammaturgia di Shakespeare “più filosofica e più elevata della storia”, e intravedendo in essa la denuncia di un nuovo “totalitarismo spettacolare”. Franco Ricordi, filosofo e uomo di teatro, è nato nel 1958. Attore dal 1978, con Ronconi, Lavia, Eduardo, laureato nel 1983, poi regista e direttore artistico. Di Shakespeare ha diretto e interpretato Il mercante di Venezia, Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth. Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo e oggi Consigliere del Teatro di Roma, ha pubblicato quattro libri che si riassumono nella tematica di una nuova “Filosofia del dramma”.

L’iniziativa è organizzata dal Centro Studi del Teatro Stabile di Torino

Per informazioni, telefono 011 5169405