Festival Milano Musica – ZAUM_percussion

Zaum_percussion
Zaum_percussion

Martedì 15 ottobre alle ore 20.30 i musicisti del trio ZAUM_percussion – Simone Beneventi, Carlota Cáceres e Matteo Savio – sono protagonisti del primo appuntamento in Santeria Toscana 31, tra le nuove sedi del Festival 2019.

Dopo i due appuntamenti all’Hangar con le Percussions de Strasbourg che hanno letteralmente circondato il pubblico con una suggestiva esecuzione del brano Persephassa di Xenakis, ZAUM_percussion porta i ritmi di Xenakis, Globokar e Järnegard in uno degli spazi nati a partire dal piano di rilancio delle aree di interesse culturale e sociale voluto dal Comune di Milano: lo spazio di viale Toscana 31.
Djembè e percussioni africane scelte da Iannis Xenakis per Okho, parola zulu per “felicemente in marcia”, aprono il concerto.

Il brano, scritto nel 1989, segue il filo tracciato proprio dall’esecuzione di Persephassa (del 1969) e appartiene a quel periodo del comporre di Xenakis in cui le strutture matematiche incontrano le suggestioni delle musiche extraeuropee.

A un rito di transizione della tribù amazzonica Xingu, il Kuarup, si inspira Straw, strings, fences di Esaias Järnegard, presentato in prima esecuzione assoluta. Compositore svedese attento alla relazione tra corpo e strumento, Järnegard crea un lavoro dalla strumentazione essenziale, – tamburo a cornice, sega musicale e tamburo a molla – in cui a ogni gesto corrisponde una dimensione rituale: «ogni atto sonoro agisce anche su uno spazio interno segreto», spiega il compositore.

Segreto è anche il “ritmo fantasma” – frase ritmica in 12/8 – che Vinko Globokar fa ascoltare in cuffia agli esecutori per il suo Tribadadum extensif , interpretato dai musicisti del trio ZAUM_percussion con la partecipazione di Sebastiano De Gennaro, Lorenzo D’Erasmo ed Enrico Gabrielli.

Biglietti € 5

Alla mostra “Botero” con Italo

Fernando Botero Flying trapeze 2007 Matita su carta 30x40 cm Collezione privata dell'artista
Fernando Botero Flying trapeze 2007 Matita su carta 30×40 cm Collezione privata dell’artista

Italo accompagna i suoi viaggiatori alla mostra “Botero”, esposizione aperta al pubblico dal 12 ottobre al 26 gennaio 2020, che si terrà a Palazzo Pallavicini in Via San Felice 24 a Bologna.

Tutti i passeggeri Italo avranno la possibilità di entrare a prezzo ridotto alla mostra , godendosi le meravigliose opere dell’artista colombiano. Saranno esposte ben 50 opere che toccheranno tutti i temi cari all’artista e che hanno reso inconfondibile il suo tratto, caratterizzato da volumi abbondanti e colori avvolgenti in ritratti di vita quotidiana articolati in sette sezioni: tauromachia, still life, vita, circo, nudi, religione e colore.

Italo, grazie ad un flotta composta da 25 treni AGV575 e 17 treni EVO (che entro inizio 2020 diventeranno 22), offre 98 viaggi giornalieri collegando 25 città e 30 stazioni, oltre alle 26 località servite dall’intermodalità rotaia-gomma Italobus. Raggiungere Bologna, città al centro della strategia Italo, è dunque semplice e confortevole con ben 64 collegamenti al giorno.

Per prenotare il proprio viaggio basta un semplice click dal sito internetwww.italotreno.it o dall’app Italo, oppure acquistando direttamente in stazione presso le biglietterie Italo, chiamando il Pronto Italo (06.07.08) o recandosi presso le agenzie di viaggio autorizzate.

La mostra a cura di Francesca Bogliolo in collaborazione con l’artistaFernando Botero, è promossa dal Gruppo Pallavicini S.r.l. ed è patrocinata dal Comune di Bologna e dall’Ambasciata Colombiana in Italia.

Mostra: Sometime in your life

Serge-Attukwei-Clottey
Serge-Attukwei-Clottey

La mostra Sometime in your life che apre il prossimo 11 ottobre da Lorenzelli Arte propone una serie di opere realizzate apposta per l’occasione e fornisce uno spaccato delle nuove tendenze e delle sfide che affrontano gli artisti africani contemporanei per capire il contesto in cui nascono questi lavori, ovvero il panorama culturale, sociale ed economico da cui provengono.

Centrale nel lavoro di Clottey è il dialogo con la storia culturale e politica del suo paese, il Ghana. Le opere esposte, enormi tappeti, costituiti da tessere di plastica gialla unite fra loro da fili di rame, sono realizzate utilizzando le taniche gialle che l’artista, insieme al suo collettivo, ha raccolto per le strade e le spiagge di Accra.

Questi contenitori, i gallons, furono portate dall’Europa durante l’era coloniale e costituiscono un immenso problema ecologico in Ghana, dove esistono poche iniziative per lo smaltimento e il riciclaggio. Conosciuti come gallons ‘Kufuor’ – da John Kufuor, il secondo presidente della Quarta Repubblica del Ghana – queste taniche sono storicamente legate a gravi carenze idriche ad Accra.

I gallons vennero portati in Ghana dall’occidente, dall’Europa principalmente, come contenitori per olio da cucina o benzina, e furono quindi riutilizzati dalla popolazione ghanese per conservare acqua e far fronte al grave problema della siccità.

Nato nel 1985 ad Accra (Ghana), dove vive e lavora, Serge Attukwei Clottey è conosciuto a livello internazionale per le sue partecipazioni a numerose occasioni espositive in Europa e negli Stati Uniti, ultima delle quali al quartier generale di Facebook a San Francisco nel 2018, dove ha realizzato la monumentale installazione dell’opera Kusum Gboo Ga (La tradizione non muore mai).

Primo romanzo anti-biografico di The Zen Circus

ZenCircus_Magliocchetto
ZenCircus_Magliocchetto

È al 4º posto della classifica dei libri più venduti della settimana secondo IBS “ANDATE TUTTI AFFANCULO”, il primo romanzo anti-biografico di THE ZEN CIRCUS uscito il 10 settembre per Mondadori.
Il libro è stato scritto dalla band insieme a Marco Amerighi, autore pisano classe ’82 che con “Le nostre ore contate” (Mondadori, 2018) ha vinto il premio Bagutta Opera Prima.

Nel frattempo, mentre proseguono gli appuntamenti di presentazione del romanzo in tutta la penisola, la band è attesa anche in concerto per le date conclusive del tour estivo: il 20 settembre The Zen Circus saranno a Trento per Poplar Festival, mentre il 21 settembre sarà la volta del “VI Raduno Zen”.

L’evento speciale, in programma in Via dell’Industria 3 a Montaletto di Cervia (RA), sarà una grande festa di chiusura del tour, in cui non mancheranno special guest e tante sorprese. Già annunciati in apertura i live set della band IO e la TIGRE e de LA TOSSE GRASSA.

Questo è un romanzo anti-biografico. Appino, Ufo e Karim – voce, chitarra, basso e batteria degli Zen Circus – prestano i nomi e la vita a una storia che potrebbe essere una delle loro canzoni.

Realtà e finzione si rincorrono in questo rocambolesco romanzo che racconta la nascita di una famiglia disfunzionale, quella di un gruppo di ragazzi che attraverso la musica cercano di definire se stessi, e la generazione di vecchi senza esperienza dalla quale vogliono fuggire.

Dal primo concerto durante un’occupazione scolastica al primo tour, fatto di viaggi in camper e notti sotto le stelle a smaltire le sbronze; dalle canzoni scribacchiate durante le seghe da scuola al primo album vero e proprio; dai primi innamoramenti ai primi scottanti abbandoni; dalle prime amicizie fraterne alle bugie capaci di farle vacillare.

Sullo sfondo di questa storia di prime volte ci sono un’Italia a cavallo fra due millenni – gli anni Novanta del berlusconismo e delle controculture, gli anni Zero del G8 di Genova e dell’11 settembre – e una provincia che, con i suoi lavori mal pagati, le sue famiglie scoppiate e le sue “ragazze eroina”, crea dipendenza, frustrazione e rabbia. Ma anche un amore cieco e disperato per la libertà.

Casa Editrice: Mondadori