Cirrosi Epatica: road show educazionale

Dario Manfellotto presidente Fadoi
Dario Manfellotto presidente Fadoi

Cirrosi ed encefalopatia epatica: in Italia colpite 200 mila persone, di cui l’8% muore

Venerdì prima tappa del road show educazionale su Cirrosi ed Encefalopatia Epatica di FADOI

Obiettivo: trattare tempestivamente la malattia e migliorare aderenza alla terapia e qualità di vita dei Pazienti.

A breve un Vademecum per il paziente con le indicazioni sul corretto stile di vita e la gestione della cura.

Roma, 12 febbraio 2020 – Nonostante i super Farmaci anti Epatite, ancor oggi in Italia circa 200mila persone convivono con la Cirrosi Epatica e di questi ogni anno circa l’8% muore a causa di questa malattia.

Secondo uno studio pubblicato su Lancet, la Cirrosi rappresenta l’ottava causa di morte con una mortalità aumentata del 45% negli ultimi 20 anni; può essere provocata da virus (epatite B e C), da abuso di alcol o da problemi metabolici. Negli individui che presentano cirrosi, circa il 30-45% mostra segni di una Encefalopatia conclamata, condizione a cui si giunge quando la compromissione del fegato è così importante da influire in maniera estremamente negativa sulle funzioni cerebrali.

La prima fase dell’Encefalopatia Epatica è caratterizzata da un ritmo di sonno-veglia invertito per cui si è portati a dormire di giorno ed essere svegli la notte. La seconda fase invece comporta agitazione psico-motoria e confusione mentale. La terza fase provoca sonnolenza e sopore e la quarta la progressione verso il coma.

A prescindere dalla causa che la determina, l’Encefalopatia Epatica da una parte comporta una serie di problemi pratici che gravano quasi completamente sulle famiglie che devono assistere il loro congiunto senza avere le adeguate informazioni e dall’altra determina ingenti costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo uno studio del Ceis dell’Università di Roma Tor Vergata, si calcola una spesa media per ogni paziente con encefalopatia epatica di oltre 11mila euro l’anno solo per ricoveri ospedalieri e si stima un costo complessivo nazionale di oltre 200milioni all’anno.

Il “Progetto Tiberino”, la nuova iniziativa ideata da Fadoi, la Federazione che riunisce gli Internisti Ospedalieri, con il contributo non condizionante di Alfasigma, si propone di realizzare Corsi in dieci città italiane che permettano all’Internista Ospedaliero migliore gestione clinica e un appropriato counseling quando il paziente cirrotico, in particolare con encefalopatia epatica, viene dimesso dall’Ospedale.

Gli Obiettivi del Percorso Formativo sono: aderenza alla terapia, prevenzione delle complicanze più gravi quali encefalopatia e ascite, potenziamento dell’assistenza infermieristica territoriale, formazione di Medici e Infermieri per perfezionare la comunicazione con pazienti e famigliari, miglioramento dell’aspettativa e della qualità di vita del Paziente e della sua famiglia.

“Ecco perché diventa fondamentale trattare tempestivamente questi pazienti, mettere in atto ogni strategia che possa migliorare l’aderenza alla terapia, potenziare la sinergia tra le famiglie e i medici che hanno in cura i pazienti, predisporre adeguati percorsi di trattamento. A tale scopo è fondamentale la realizzazione di Programmi di Presa in Carico e l’organizzazione di Corsi di Formazione non solo per medici e infermieri ma anche per i caregiver (familiari e badanti)”. (Dario Manfellotto, Presidente FADOI, Primario Medicina Interna Ospedale Isola Tiberina, Roma)

“Il Progetto Tiberino prevede la realizzazione di 10 Corsi di Formazione sulla gestione clinica e il counseling alla dimissione del paziente cirrotico con encefalopatia. Ogni giornata vedrà il coinvolgimento di 50 tra Medici e Infermieri, sarà articolata in 7 ore di corso e sarà organizzata in lezioni frontali, sessione interattive, Role playing e gamefiction”. (Andrea Fontanella, Presidente Fondazione FADOI, Direttore del Dipartimento di Medicina Ospedale del Buon Consiglio, Napoli)

“Tra gli obiettivi del Progetto c’è anche la realizzazione di un Vademecum facile da consultare e scritto con linguaggio semplice in modo da fornire al paziente e ai famigliari uno strumento con le indicazioni sullo stile di vita più corretto da adottare, con informazioni sul decorso della malattia e sugli aspetti da tenere monitorati e che stimoli la famiglia e il caregiver a seguire l’aderenza alla terapia prescritta”. (Giancarlo Parisi, uno dei Coordinatori del Progetto, Direttore UOC di Medicina Interna, ULSS 6 Euganea, Ospedale Immacolata Concezione, Piove di Sacco – Padova)

Informazioni su Alfasigma.

Alfasigma, tra i principali player dell’industria farmaceutica italiana, è un’azienda focalizzata su specialità da prescrizione medica, prodotti di automedicazione e prodotti nutraceutici.

Nata nel 2015 dall’aggregazione dei gruppi Alfa Wassermann e Sigma-Tau – due tra le storiche realtà farmaceutiche italiane – oggi è presente con filiali e distributori in circa 90 paesi nel mondo. L’azienda impiega oltre 2800 dipendenti, di cui più della metà in Italia suddivisi in 5 sedi: a Bologna il centro direzionale e a Milano la sede della divisione internazionale, mentre a Pomezia (RM), Alanno (PE) e a Sermoneta (LT) sono localizzati i siti produttivi. Bologna e Pomezia ospitano anche laboratori di Ricerca e Sviluppo.

In Italia Alfasigma è leader nel mercato dei prodotti da prescrizione dove è presente in molte aree terapeutiche primary care (cardio, orto-reuma, gastro, pneumo, vascolare, diabete) oltre a commercializzare prodotti di automedicazione di grande notorietà, come Biochetasi, Neo-Borocillina, Dicloreum e Yovis.

Progetto CardioPain

progetto cardiopain
progetto cardiopain

Un altro importante risultato messo a segno nel percorso verso una migliore appropriatezza prescrittiva nella cura del dolore. La Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) ha concesso il proprio endorsement a CardioPain, il progetto che punta a ridurre l’impiego inappropriato di antinfiammatori nei soggetti  con problematiche cardiovascolari.

Il voto espresso all’unanimità dal Consiglio Direttivo, a seguito della richiesta presentata dalla prof.ssa Caterina Aurilio e dal dr. Arturo Cuomo, testimonia l’impegno di SIAARTI nel  sensibilizzare gli operatori sanitari, affinché si presti una sempre maggiore attenzione alla corretta somministrazione di analgesici in questi pazienti “fragili”, sia durante il loro ricovero in ospedale, sia in fase di dimissione, quando tornano a carico del medico di famiglia.

“Pur non demonizzandone l’utilizzo – dichiara il dr. Antonio Corcione, Presidente nazionale SIAARTI – nel trattamento del dolore cronico è importante non abbassare la guardia di fronte a un utilizzo improprio di farmaci antinfiammatori e al loro rischio di abuso”.

In Italia, il consumo di FANS si mantiene ancora elevato e la loro associazione con gastroprotettori determina un notevole impatto economico sulla spesa farmaceutica. In realtà, secondo le evidenze scientifiche e le più recenti indicazioni delle Autorità regolatorie, l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e di inibitori selettivi della COX-2 (COXIB) andrebbe limitato al dosaggio minimo efficace e al più breve tempo possibile: il loro impiego prolungato, oltre a causare danni a livello gastrointestinale, potrebbe infatti determinare seri eventi avversi di natura cardiovascolare.

Per tale motivo, la loro assunzione e prescrizione inappropriata risultano ancora più pericolose nei portatori di patologie cardiache.

Per far fronte a questa situazione, innescando una positiva inversione di tendenza nel nostro Paese, il progetto CardioPain prevede un monito esplicito circa l’uso di FANS e COXIB nella scheda di dimissione ospedaliera dei soggetti cardiopatici, recependo così gli orientamenti prescrittivi dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Secondo la nota n.66 di AIFA, infatti, FANS e COXIB sono controindicati nei soggetti con scompenso cardiaco moderato e grave, cardiopatia ischemica, patologie cerebrovascolari e arteriose periferiche.
Avviato nel settembre 2013 presso il nosocomio di Roccadaspide (SA), CardioPain rappresenta un importante strumento di tutela della salute, riduzione di ricoveri evitabili e razionalizzazione della spesa sanitaria.

L’iniziativa è stata finora implementata in numerose strutture ospedaliere italiane, ricevendo anche il plauso ufficiale da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Tag consigliati: dolore, pazienti cardiopatici, CardioPain, SIAARTI, FANS, antinfiammatori, Antonio Corcione.

Lotta al diabete: Verso la partnership tra Italia e Qatar

Renato Lauro

Roma, 7 marzo – Una rappresentanza del Ministero della Salute del Qatar, guidata dal Prof. Sheikh Dr Mohamed Al-Thani, Direttore del Public Health, Supreme Council of Health e dal Dott. Abdulla Al-Hamaq, Executive Director della Qatar Diabetes Association/Qatar Foundation, ha visitato oggi l’Italian Diabetes Barometer Observatory dell’Università di Roma Tor Vergata, per avviare una collaborazione con l’ateneo romano nell’ambito della prevenzione e cura del diabete, promuovendo progetti di eccellenza nell’ambito della prevenzione e nel monitoraggio degli outcome clinici ed economici correlati a questa patologia.

 

Il Prof. Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente dell’Italian Barometer Diabetes Observatory e, di recente nominato membro della Qatar Foundation, ha illustrato alla delegazione del Qatar, le strategie nella lotta al diabete nel nostro Paese, aprendo, di fatto, con questo incontro, una collaborazione con l’Emirato arabo, dove il diabete è una vera e propria emergenza sanitaria. Questo sarà possibile attraverso un accordo di programma che verrà firmato nei prossimi mesi e che permetterà a un’equipe di ricercatori italiani di sviluppare nei prossimi anni programmi di ricerca e prevenzione nell’emirato arabo, coinvolgendo in questo la Qatar Foundation.

 

Il diabete è anche una questione di fondamentale importanza per il Qatar, e in tutti i Paesi del Golfo Arabico.” ha detto il Prof. Renato LauroIl diabete colpisce quasi il 12% della popolazione del Golfo, con un tasso due volte più elevato che nel resto del mondo. Dunque siamo in presenza di una vera emergenza che il governo del Qatar deve affrontare attraverso modelli di prevenzione, diagnosi e trattamento precoce. Da qui l’interesse verso modelli di eccellenza come quelli che stiamo sviluppando all’Università di Roma Tor Vergata, sia attraverso l’Observatory, che con l’Health Prevention Institute”.

 

Nella regione del Golfo e nei Paesi arabi del Nord Africa, 33 milioni di persone soffrono di diabete, e nel 2030 il numero sarà destinato a raddoppiare. Mentre nei Paesi occidentali industrializzati si evince una maggior diffusione del diabete soprattutto nelle classi più povere, nella regione del Golfo i più colpiti sono le persone più ricche.

Nel giro di due generazioni, lo stile di vita è radicalmente cambiato: il lavoro fisico è interamente nelle mani dei lavoratori stranieri e l’alimentazione è caratterizzata da un’abbondanza di zuccheri e grassi.

 

La combinazione fatale di scarso esercizio fisico e troppe calorie, non ha conseguenze solo per l’individuo: si stima che nel 2025 circa il 13% delle spese sanitarie nel Golfo e in Africa settentrionale saranno rivolte alla lotta e al trattamento del diabete. Sarà quindi necessario un grande impegno nell’educare la popolazione e nel renderla consapevole di questi rischi. L’International Diabetes Foundation (IDF) ha di recente pubblicato alcuni dati sull’incidenza del diabete nei Paesi del Golfo Arabo, con numeri veramente impressionanti: in Qatar la rilevanza del diabete è del 20.2%, negli Emirati Arabi Uniti è del 19.2%, nel Bahrain del 19.9%, nel Kuwait del 21.1%, in Arabia Saudita del 20.0% e in Oman del 10.5%.

 

Questi dati evidenziano come circa 215.000 persone vivano con il diabete in Qatar e sempre l’IDF ha stimato che nel 2010, nello stesso Paese, il costo per paziente sia stato di 2.269 dollari. Ma la preoccupazione maggiore dei Governanti dell’Emirato Arabo è sull’aspettativa e la qualità di vita della propria popolazione nel prossimo futuro. Questo è quanto è emerso da una recente survey promossa da “ACTION ON DIABETES”, programma sviluppato nel Qatar sotto l’egida dell’Emiro H. H. Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani e presentata durante l’incontro di Villa Mondragone.

 

L’emirato arabo investe il 2,8% del PIL, 3,5 miliardi di dollari lo scorso anno, in ricerca e formazione in tre aree principali: tecnologie informatiche, energia, e soprattutto salute.

Per questo è importante la ricerca di partnership internazionali a livello accademico, come quella con l’Università di Roma Tor Vergata e con l’Italian Barometer Diabetes Obervatory, oltre a sinergie con grandi gruppi industriali, già in parte realizzate, attraverso il progetto “ACTION IN DIABETES” realizzato con il sostegno di grandi gruppi industriali come la Maersk Oil e la Novo Nordisk.

 

Nel corso della sua visita in Italia la delegazione del Qatar ha incontrato i membri della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, Presieduta dal Sen. Antonio Tomassini, i rappresentanti del Ministero della Salute, delle Società Scientifiche e numerosi esperti italiani nel campo del diabete e della prevenzione cardiometabolica.

 

Particolare interesse la delegazione del Qatar, oltre che al modello organizzativo e legislativo Italiano nella lotta al diabete, ha rivolto al modello sviluppato dall’Italian Barometer Diabetes Observatory e dall’Health Prevention Institute, oltre ai progetti di monitoraggio e analisi sviluppati dagli Annali AMD e dall’Health Search/SISSI di SIMG e CEIS di Tor Vergata.

La delegazione del Qatar continuerà la propria visita ai modelli di eccellenza nel campo del Diabete Europei, visitando a Copenaghen lo STENO DIABETES CENTER.

Corsi di macrobiotica a cascina rosa

Elena Alquati, l'Ordine dell'universo

 

Elisa Zini – Continua lo studio di prevenzione delle recidive del tumore al Seno attraverso l’Alimentazione e lo Stile di Vita. Nato come progetto DIANA (dieta e androgeni) voluto e sostenuto dal Dott. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione della Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il Campus Cascina Rosa estende la propria formazione a tutti coloro che vogliono interessarsi di sana alimentazione.

Mensilmente si svolgono veri e propri corsi di cucina salutare e macrobiotica seguiti da una cena a cui si può liberamente partecipare con prenotazione. La cucina è a vista e arrivando in anticipo si possono seguire da vicino tutte le lavorazioni, svelare i “trucchi” del cuoco e chiedere consigli o chiarimenti. Spesso è lo stesso Dott. Franco Berrino che risponde a domande, fermandosi a cena, dopo una giornata di studio nei laboratori dell’Istituto, adiacenti a Cascina Rosa.

I corsi di cucina macrobiotica sono tenuti da Elena Alquati, Presidente dell’Associazione l’Ordine dell’Universo, sostenitrice del progetto DIANA e collaboratrice personale del Dott. Berrino: insieme a lui vengono stilati i menù da presentare al campus. Elena Alquati è diplomata in Guida nella Terapia Alimentare, possiede una decennale esperienza di cucina macrobiotica e nella preparazione dei piatti si fa aiutare dal marito Stefania Francesco, cuoco diplomato all’Istituto Alberghiero Statale di Vieste. Con ventennale esperienza riversata nella cucina macrobiotica lo chef Stefania Francesco si è specializzazione nella preparazione di alimenti fermentati come tempeh, amasake, tofu, seitan. Insieme alla buona cucina a Cascina Rosa si è accolti da un clima familiare, rilassato, di condivisione, con professionisti a completa disposizione dei presenti che potranno  passare una serata davvero diversa e originale.

Consigliato sia ai neofiti che ai conoscitori delle virtù della macrobiotica perché i menù proposti sono continuamente aggiornati e adatti a diverse esigenze: dai cibi più complessi ed elaborati, di alta cucina, a quelli sani e veloci che richiedono per la loro preparazione meno di mezz’ora. Al termine della serata verranno inoltre distribuite le ricette di ogni pietanza degustata, insieme ai consigli per riproporre a casa il medesimo manicaretto. E’ opportuno munirsi di carta e penna per prendere appunti. Dopo una breve pausa estiva i corsi ricominceranno dal mese di settembre, con appuntamenti settimanali e mensili per l’intero anno solare.

Per informazioni:

Sede dei corsi – Cascina Rosa – Via Vanzetti n°5 Milano

Bus 61 – tram 5 – MM Lambrate

www.lordinedelluniverso.it

marisa@lordinedelluniverso.it