Lo spettacolo chiude il progetto FAIR PLAY del Teatro della Cooperativa di Milano e Csbno, un intervento culturale sovracomunale fra il quartiere di Niguarda e l’hinterland del Nord Ovest di Milano, sostenuto da Regione Lombardia nell’ambito del bando Olimpiadi della Cultura e da Fondazione Milano Cortina 2026.
Torna sul palco di via Hermada Gianfelice Facchetti con In principio era la neve, in prima nazionale dal 30 gennaio all’8 febbraio. In un’epoca di crisi climatica, il nuovo spettacolo interroga il nostro rapporto conflittuale con la natura.
C’è una guerra in corso. Una, si fa per dire. Non è uno dei tanti conflitti sparsi per la Terra che riempiono le prime pagine dei giornali. È lo scontro più antico e diffuso per cui non si vede pace all’orizzonte, quello tra uomo e natura, un conflitto aperto come quelli tra uomo e infanzia, tra uomo e femminile.
Un filo sottile lega le pulsioni distruttive del maschio che di volta in volta si accanisce sulle sue vittime. Con la natura non accade di meno.
Vista come realtà da idealizzare da una parte o come forza brutale da soggiogare dall’altra, la natura che comprende anche la nostra specie, che, incurante del futuro, corre verso l’estinzione con un sorriso raggiante.
Quali sono le forze più potenti che potrebbero risvegliare un istinto di conservazione? Ciò che siamo stati, ciò che ci ha generati, ciò a cui apparteniamo: l’infanzia, il femminile e la natura, appunto.
Contro tutto ciò, l’uomo spiega ogni forza per avere la meglio, senza accorgersi di aver smarrito sè stesso e il futuro.
E se i Giochi invernali fossero l’occasione per fare pace con la natura per noi che viviamo ai piedi delle montagne? E se le Olimpiadi del freddo fossero l’opportunità per una tregua? Se fosse arrivato sul serio il momento per arretrare e posare le armi?
La neve, simbolo per eccellenza delle montagne e delle vette, diventerebbe la cura, il segno di un ritorno possibile a un tempo in cui riconoscere la natura come casa di tutti dove entrare e uscire con passo leggero.
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