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mercoledì, Settembre 23, 2026

Ferzan Ozpetek al Teatro Manzoni di Milano, con il suo Mine Vaganti

MINE VAGANTI- F. Ozpetek

TEATRO MANZONI di Milano fino al 11 dicembre 

La famiglia Cantone è resa protagonista pur non desiderandolo, dalle notizie che la riguardano .

Il figlio Tommaso, di ritorno da Roma e deciso a dichiarare la propria omosessualità e la verità sugli studi universitari intrapresi ma nascosti ai propri genitori, narra prima come esterno e come protagonista durante tutto lo spettacolo.

La sua rivelazione viene fatta rima a suo fratello Antonio, che però, forse indotto dal desiderio del fratello di liberarsi di questa segreta verità, lo anticipa, e lui stesso dichiarerà la sua omosessualità alla sua famiglia.

Preso dal totale sconforto, Vincenzo, padre dei ragazzi, dimostra disprezzo e totale disapprovazione, e soprattutto esalta il timore di ciò che il resto del paese dove vivono possa pensare sulla loro privilegiata famiglia di imprenditori della pasta (di Gragnano).

Tutti gli attori, capaci di una perfetta sintonia tra loro, riescono a connettersi al pubblico, camminando tra il pubblico e guardandolo negli occhi, rendendolo partecipe, come se rappresentasse gli abitanti della cittadina dove vivono.

Gli attori ci guardano negli occhi, ci fanno sorridere, anzi, ridere, cavalcando l’onda di battute fatte di stereotipi, che però, lasciano spazio alla riflessone.

I pregiudizi dovrebbero essere abbattuti e la famiglia essere la prima porta alla libertà che ogni figlio necessita di aprire con spontaneità e supporto verso il resto del mondo.

I personaggi, come nel film, sono perfetti nel rappresentare alcuni tipici stereotipi italiani: un padre strambo e maschilista, una madre a volte troppo silenziosa e preoccupata a difendere il nome della famiglia, una divertente zia che nasconde i suoi incontri d’amore aggiungendoci forse troppo alcol nella vita di tutti i giorni, ed infine una cameriera chiacchierona amante del gossip sia della famiglia che altrui.

Tommaso e la nonna, la saggia della famiglia che anch’essa nasconde un segreto durato tutto una vita, appoggia e supporta i loro nipoti, che ha sempre capito anche se gli stessi non si erano mai dichiarati con lei. Ma una nonna gode di una speciale empatia con i propri nipoti.,….si sa.

Lo spettacolo non delude, tutt’altro.

Si ride moltissimo, i dialoghi ricchi di vivaci ed ironiche battute fanno scorrere con facilità tutto lo spettacolo anche con una pausa di 10 minuti circa tra la prima e seconda parte.

Meritevolissima la parte della nonna, che per la prima al Teatro Manzoni di Milano, è stata interpretata da Gianna Coletti, sostituendo Simona Marchini.

Pannofino, nei panni del padre Cantone, emozionato racconta al pubblico che la Coletti, in un solo giorno ha studiato ed imparato a memoria tutte le battute , come una grande attrice sa fare.

La nonna…è infondo la vera mina vagante di questa romantica amara e divertente storia familiare.

Assolutamente da vedere, sia per la storia e il tema sociale, diretto magnificamente anche a teatro da Ferzan Ozpetek.

Nulla toglie al successo che fu il suo film Mine Vaganti del 2010, ma proprio grazie alla sinergia e simpatia tra tutti gli attori sul palco, noti al pubblico grazie al piccolo schermo, la storia  risulta ancora  vincente.

Mine_Vaganti_Milano_Teatro_Manzoni
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Info e biglietti su www.teatromanzoni.it

Scopri altre news di teatro e recensioni su Dietro la Notizia.

Viviana Vitariello

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