TRAMA:
Roma papale, seconda metà del 1500, una giovane di famiglia nobile subisce ripetute sevizie da parte di suo padre Francesco Cenci.
Pur di non vivere la sua fanciullezza, ormai rubata, in casa con quel mostro, Beatrice denuncia gli abusi al Papa, chiedendo di essere rinchiusa in convento. Le sue preghiere purtroppo non verranno mai ascoltate e le ripetute violenze spingeranno la giovane a vedere l’uccisione del padre come unica via di scampo per poter essere finalmente libera. Con l’aiuto della matrigna Lucrezia Petroni Velli, del fratello Giacomo e del castellano Olimpo Calvetti, dopo due tentativi falliti, riescono nel loro intento inscenando la morte del nobile. Le indagini giungeranno alla verità e nessuno terrà conto delle testimonianze delle violenze subite dalla giovane che sarà processata con i suoi complici e decapitata l’11 settembre 1599 nella piazza di Castel Sant’Angelo in Roma.
IL CASO:
Beatrice Cenci può essere considerato uno dei casi di violenza casalinga più documentati nella storia antica.
La brutalità della legge romana della fine del 1500 non è certo paragonabile alla giurisdizione dei nostri giorni.
La violenza sulle donne era ed è purtroppo ancora oggi una gravissima piaga della nostra società, per lo stesso motivo all’interno dell’opera viene inserita una figura femminile attuale (Claudia), donna che subisce abusi familiari e che, grazie al diario di Beatrice consegnato dalla nostra protagonista sotto forma di spirito [legenda romana] all’inizio dello spettacolo, trova la forza di denunciare e scappare dal suo carnefice

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