Piccoli crimini coniugali (2003), testo in cui un uomo, Guido (nell’originale Gilles) al ritorno dall’ospedale dove è stato ricoverato in seguito ad un colpo ricevuto in casa sulla testa perde, almeno così dichiara, la memoria e la propria identità.
Il drammaturgo scrive una commedia nera che è una amara riflessione sui problemi che possono crearsi in una coppia oramai dilaniata.
Guido ragiona ma non ricorda, arrivando a non riconoscere neppure la moglie. Questa tenta di ricostruire la loro vita di coppia tassello dopo tassello, cercando di oscurarne le ombre
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