Le notizie secondo cui i combattenti avrebbero minacciato coloro che rilasciano farmaci anticoncezionali arrivano mentre le ostetriche e gli attivisti afghani mettono in guardia dall’impatto sulla salute e sui diritti delle donne.
I combattenti talebani hanno bloccato la vendita di contraccettivi in due delle principali città dell’Afghanistan, sostenendo che il loro uso da parte delle donne è una cospirazione occidentale per controllare la popolazione musulmana.
I Talebani sono andati di porta in porta, minacciando le ostetriche e ordinando alle farmacie di sgomberare gli scaffali da tutti i farmaci e i dispositivi anticoncezionali.
“Sono venuti due volte nel mio negozio con le pistole e mi hanno minacciato di non tenere in vendita le pillole contraccettive. Stanno controllando regolarmente tutte le farmacie di Kabul e in tanti abbiamo smesso di vendere i prodotti”, ha detto il proprietario di un negozio della città .
“Dall’inizio del mese non è consentito tenere in farmacia articoli come le pillole anticoncezionali e le iniezioni di Depo-Provera, un medicinale che aiuta a non accrescere gli ormoni per coloro malati di certi tipi di tumore. Abbiamo troppa paura di vendere le scorte esistenti”, ha dichiarato un altro proprietario di un negozio a Kabul.
Anche prima che i Talebani salissero al potere, un rapporto di Human Rights Watch del 2021 affermava che la maggior parte delle donne afghane non disponeva delle informazioni più basilari sulla salute materna e sulla pianificazione familiare.
Gli attivisti hanno invitato i Talebani a rispettare gli accordi internazionali che stabiliscono l’accesso universale all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva.
L’accesso alla contraccezione e il diritto alla pianificazione familiare non sono solo una questione di diritti umani, ma sono anche fondamentali per l’emancipazione delle donne e per far uscire un Paese dalla povertà .
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