Romeo e Giulio fa rivivere la tragedia shakespeariana utilizzando le stesse lines del testo originale tradotto, potremmo definirla una prosa musicale, dove non mancano alcune esibizione danzanti.
Sul palco, si passa dall’ironia alla satira, violenza e tenerezza nella contemporaneità di oggi, tra un flash un reel in una Verona che scorre rapida.
La sessualità e l’amore, vissuti tra due giovani ragazzi attraverso anche voci cantate e accompagnate da incoraggianti balli.
Sul palco giovani attori, e il viso particolarmente noto di Mirko Ranù che interpreta Giulio, ballerino sperimentato in grandi musical.
I giovani attori, forse ancora un po’ acerbi, hanno bisogno di lavorare ancora un po’ sull’interpretazione e la dizione, ma sono nel giusto spettacolo per trovare spunti di miglioria.
Mercuzio, Enrico Cava, sta benissimo nei panni che veste e dona quel leggero filo ironico – comico durante alcuni momenti di serietà.
Padre Lorenzo, Luca Arcangeli, è molto convincente nei panni del frate erborista, amico dei giovani protagonisti della tragedia shakspeariana.
Miranda, la tata di Giulio è una considerevole cantante lirica di nome Alessandra Floresta, divertente sebbene a tratti quasi timida.
Il pubblico è rimasto soddisfatto , anche perché finalmente, c’è un finale non tragico nella storia d’amore più controversa della letteratura inglese.

Regia del bravo Walter Palamenga, da vedere!
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