“Prudent triangle”, la personale di Henry Chapman

Blue green blue drip, 2020, acrylic and ink on canvas, cm. 180x140
Blue green blue drip, 2020, acrylic and ink on canvas, cm. 180×140

HENRY CHAPMAN
Prudent triangle
A CURA DI DOMENICO DE CHIRICO
SABATO 20 FEBBRAIO
DALLE ORE 15 ALLE 20
La mostra proseguirà fino al 17 aprile 2021
Labs Contemporary Art è lieta di presentare Prudent triangle, la nuova personale dell’artista americano Henry
Chapman. La mostra, curata da Domenico de Chirico, è composta da dodici dipinti realizzati durante questi mesi
difficili, segnati dagli sconvolgimenti che hanno paralizzato gli Stati Uniti con la presa d’assalto a Capitol Hill. Il
progetto racchiude un testo scritto da Chapman per questa occasione e un’intervista tra il curatore e l’artista.
Prudent triangle indaga la sintassi della pittura e l’autenticità del linguaggio data dall’uso del colore.
Il titolo della mostra si rifà alla poesia dell’autore serbo Vasko Popa (1922 – 1991) e nella quale l’artista trova una
profonda sensibilità nella forma triangolare che richiama le forme Costruttiviste, dove la figurazione e l’astrazione
si incontrano.
C’era una volta un triangolo
Aveva tre lati
Il quarto lo teneva nascosto
Nel suo centro ardente
Di giorno ha scalato le sue tre cime
E ne ha ammirato il centro
Di notte si riposava
In uno dei suoi tre angoli
Ogni alba guardava i suoi tre lati
Trasformarsi in ruote infuocate
E svanire nel blu del non tornare mai più
Come lo stesso Chapman scrive nel testo che accompagna la mostra: “Lì ho trovato la forma centrale di questo
lavoro, che suggerisce una ruota dei colori o un orologio. In alcuni, è come una figura con le braccia tese; in altri,
una forma floreale o stellare. Le parole serigrafate si muovono intorno o all’interno di questi segni e sfumature di
colore, spesso nei punti in cui si trovano numeri su un quadrante. L’idea è il movimento. Le parole stesse non sono
il “linguaggio” del dipinto, ma parte del linguaggio. Una parte di colore. Qui sono tornato al colore, percependo il
suo centro ardente”.
Nei dipinti di Chapman fuoriescono, con una forza sorprendente data dall’uso del colore, tematiche e problematiche attuali, sociali e politiche: identità etnica, colonialismo, ricerca delle proprie origini, sopravvivenza e supremazia bianca. L’impegno di questi lavori fa scaturire una serie di quesiti: “di quali parole ci possiamo fidare oggi?
Quali parole userebbero i nostri antenati? “ Di quali colori ci fidiamo oggi? Quali colori avrebbero usato i nostri
antenati?”
Il testo di Chapman che accompagna la mostra fa emergere l’importanza che il linguaggio e la pittura possiedono:
“Ho sempre desiderato che la pittura – il corpo pensante e sensibile di un dipinto – parlasse.”
Henry Chapman, è nato nel 1987, vive e lavora a Brooklyn (NY).