Lyre, nuovo disco “Queer Beauties”

Lyre Queer Beauties
Lyre Queer Beauties

Queer Beauties è il disco d’esordio di Lyre

Esce oggi venerdì 22 gennaio 2020 per Pitch The Noise Records l’EP di debutto di Lyre dal titolo Queer Beautiesi, che vede la luce dopo una lunga gestazione di sperimentazione e ricerca sonora. Lyre è il progetto musicale di Serena Brindisi. Un progetto unico nella scena musicale italiana, un nome che si candida ad essere i più interessanti del panorama elettronico italiano. Piacerà ai fan di James Blake, Portishead, Massive Attack e Nick Cave, ma anche di FKA Twigs e Arca.

Laghidi luce tenue, in cui forze sottili emergono, contrastanti e misteriose e impossessandosi di un corpo, ne dirigono i gesti, ne plasmano i dettagli del viso e il colore della voce, e ne svelano la bellezza più profonda, intima e pericolosa. Qualcosa fa breccia nella corazza. Una ferita. Rivelazioni che incidono un segno indelebile nel mondo interiore di chi assiste, segnandone per sempre il proprio vissuto. Imponenti come divinità antiche, queste bellezze svelate, femminili, violente e ambigue, col tempo si sono tramutate in specchi in cui ritrovare la propria immagine riflessa da mille angolature. In cui ri-conoscersi ogni giorno. (Lyre)

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Un tema guida centrale per questo lavoro, è stato il doppio che ci abita, Il contrasto, il maschile e il femminile e la necessità di far vivere e esprimere entrambi, rompendo certe gabbie interiori portate dentro dall’infanzia, insieme a ombre profonde come quella emanata da queste bellezze zoppicanti, in cui mi sono specchiata, strambe, ambigue e regine anch’esse del doppio, al cui interno è nascosta una luce potentissima. Le ombre dorate come le chiamava Carl Jung di questi nostri corpi corazzati.

La ricerca di un costante contrasto inoltre, a livello di produzione musicale, (e in questo Giuliano Pascoe è stato incredibile) per me stato fondamentale per esprimere al meglio questo strappo, questa dualità. Spesso mi sono ritrovata a creare assiduamente ritmiche ossessive, zoppe, taglienti e metalliche, violente a livello sonoro che potessero contrapporsi in modo prepotente su melodie delicate in armonie sospese. Un mondo in cui a un bombardamento violento e costante si schierasse una voce fragile, profondamente intima e disarmata, come per Dorothy, o , come per Broken Flowers, una voce scura e irriverente, severa e tagliente, necessariamente distruttiva che si imponesse e portasse avanti il proprio universo ossessivo, come sacerdotessa spietata di un rito antico , necessario.

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