Boom di richieste di accesso alla cessione del quinto: perché conviene

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In un periodo di grave crisi economica come quello in cui versa attualmente l’Italia, sono ormai numerosi i nuclei familiari che necessitano di rivolgersi ad un istituto di credito per dotarsi di ulteriore liquidità ovvero per fronteggiare spese più o meno consistenti.

Infatti, la diffusione del Covid-19 agli inizi del 2020 non ha fatto altro che peggiorare lo status della maggioranza degli italiani e soprattutto di coloro che hanno dovuto cessare la propria attività o che si sono ritrovati improvvisamente senza una stabile occupazione.

Non è un caso, infatti, che lo scorso anno le richieste di accesso al credito sono aumentate in misura sensibile.

Tra le forme attualmente più diffuse di finanziamento vi è senza dubbio la cessione del quinto dello stipendio o della pensione che, al verificarsi di determinate condizioni, risulta essere più conveniente sotto il profilo pratico ed economico: gli istituti di credito applicano tassi inferiori rispetto ai prestiti ordinari e garantiscono una maggiore trasparenza delle condizioni contrattuali rispetto al passato.

Da una recente indagine statistica emerge che, se nel 2019 le cessioni del quinto costituivano il 9% del totale dei crediti al consumo concessi, nel 2020 la suddetta percentuale ha raggiunto il 10%.

Analizzando poi con peculiare attenzione le categorie di beneficiari di questo finanziamento, si evidenzia che ad oggi il 50% appartiene alla classe dei dipendenti pubblici e statali, mentre negli anni precedenti tale percentuale non superava neppure il 30%: la ragione di tale mutamento è con tutta probabilità da imputarsi alla maggiore stabilità lavorativa da essi garantita, a differenza dei dipendenti privati che sono stati più colpiti dalle drastiche conseguenze dell’emergenza sanitaria.

Quanto invece alla destinazione degli importi, si evince che le somme erogate sono spesso destinate all’acquisto di una vettura nuova oppure al rinnovo dell’arredamento di casa, sebbene talvolta siano semplicemente dirette a garantire una maggiore serenità economica alla famiglia.

In media, le erogazioni ammontano a circa 20-22 mila euro e i richiedenti optano sempre più frequentemente per l’allungamento della durata del piano di rimborso, onde ridurre l’impegno mensile.

Il pagamento delle rate mensili avviene a mezzo trattenuta diretta della rata sul netto percepito a titolo di retribuzione: proprio per questa ragione, nel caso di dipendenti privati, è necessario non solo essere titolari di un contratto a tempo indeterminato ma anche che il datore di lavoro sia in possesso di alcuni requisiti che attengono alla forma societaria o al numero minimo di dipendenti (per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche della cessione del quinto: https://www.zonaprestiti.com/quinto.htm)