Milano: nuova tariffa dell’acqua

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Una tariffa unica per i comuni d’ambito GruppoCAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, calcolata sulla base di quella attualmente più bassa, invece degli attuali 141 bacini tariffari differenti.
Una quota fissa calcolata pro-capite, in modo da minimizzarne l’impatto sulle fasce più deboli della popolazione.

E i primi 33 metri cubi d’acqua saranno a tariffa agevolata a persona, in coerenza con la nuova direttiva europea, approvata lo scorso 23 ottobre, che impone a tutti i paesi di promuovere l’uso attento dell’acqua potabile.

Sono questi i principi della nuova tariffa del servizio idrico della Città metropolitana di Milano, che è stata approvata dalla Conferenza dei Sindaci dell’Autorità d’Ambito della Città metropolitana ed entrerà in vigore dal prossimo gennaio 2019 con applicazione anche per l’anno 2018.

La nuova tariffa prevede una quota fissa di euro 0,60 euro al mese per persona e sarà calcolata per un massimo di tre persone. Questo consente di alleggerire l’impatto per le persone sole, ma anche per le famiglie numerose che pagheranno al massimo 1,80 euro al mese.

Per i condomini si applicherà uno standard di 3 persone per appartamento, salvo che non vengano comunicati l’esatto numero di residenti di ogni unità immobiliare. Nuova anche la tariffa non residenti, leggermente più cara di quella per i residenti e che non prevede agevolazioni.

La tariffa dell’acqua potabile sarà articolata in fasce. La prima agevolata per i primi 33 metri cubi all’anno a persona, oltre 90 litri al giorno, a seguire la fascia base e tre fasce per consumi superiori, in modo da consentire una modulazione della spesa in base alla quantità di acqua consumata, mentre le tariffe per depurazione e fognatura rimangono proporzionali al consumo senza fasce differenziate.

Nel complesso la nuova tariffa per uso residente sarà proporzionale al numero di componenti del nucleo famigliare e si attesterà tutto compreso intorno a 1 euro (1,06) per metro cubo, 1000 litri di acqua e si stima che per circa l’80% degli utenti ci sarà anche un risparmio in bolletta.

Novità anche sul fronte delle utenze non domestiche, la cui classificazione cambia anche per venire incontro ai bisogni del territorio e ai principi di sostenibilità.

Nasce infatti la tariffa per usi pubblici e sociali e la tariffa per usi non potabili, con lo scopo di promuovere l’uso dell’acqua di prima falda e il riuso di acqua depurata, in ottica di economia circolare.

Cambia anche la tariffa per la raccolta e depurazione delle acque reflue industriali, mirata a semplificare la modalità di determinazione dei corrispettivi e a meglio allocare i costi secondo il principio di “chi inquina paga”.