Moda e Modi in ufficio

Stefano Bigi_BigiCravatteMilano
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Nell’era del casual Friday, in cui l’atteggiamento disinvolto e confident ha scalzato la divisa formale del businessman, la vera rivoluzione la fa chi sceglie in maniera decisa e consapevole di rispolverare i simboli dell’eleganza per eccellenza per affrontare con sicurezza e determinazione la routine lavorativa.

Secondo la scienza è sufficiente un decimo di secondo, poco più di un battito di ciglia, per farsi un’idea di una persona, “etichettarla” formulando un giudizio di massima.

A dimostrare che le persone sono ciò che indossano, secondo un meccanismo chiamato effetto priming, ci ha pensato la psicologa Karen Pine attraverso uno studio ripreso sulle pagine del Dailymail che dimostra come indossare una maglietta raffigurante un supereroe possa influire positivamente sulle proprie performances mentali.

“In un mondo del lavoro sempre più un conventional, in cui l’individualità del singolo ha un peso maggiore rispetto alla schematizzazione e l’uniformità aziendale, non ha più senso applicare delle regole ferree all’abbigliamento – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – Il guardaroba racconta molto della nostra personalità, racchiudendo l’idea di sé che si vorrebbe comunicare agli altri e la cravatta, quando si decide di indossarla, esprime più di qualsiasi altro accessorio il proprio umore e il proprio carattere.”

Giacca e cravatta per gli uomini e tailleur per le donne continuano a essere un passepartout, facendo sentire più sicuro di sé chi li indossa, ma sono lontani i tempi in cui fungevano da divise contemporanee standardizzando l’outfit dei lavoratori di tutto il mondo. E allora perché scegliere ancora l’eleganza?

Il celebre libro Dress for success, scritto da John T. Molloy nel 1975, sostiene che nell’ambiente di lavoro sia necessario vestirsi in abiti formali, non solo per una questione di decoro, ma anche perché più l’abito rispecchia la nostra professionalità più sarà facile avere successo.

Ma a distanza di 40 anni se gli studi scientifici confermano tale tendenza, di diverso avviso sono i nuovi manager che inneggiano a uno stile più easy chic. Da Mark Zuckerberg all’ex Presidente Barack Obama che hanno l’abitudine di indossare sempre gli stessi modelli di abiti, passando per Steve Jobs, che ha fatto del suo look casual un marchio distintivo.

Vale quindi ancora la pena di vestirsi eleganti? Pare di sì. È infatti scientificamente provato che una persona naturalmente ben vestita ispiri più fiducia nei suoi colleghi a patto però, che il gusto coincida con la personalità.

Secondo la dottoressa Karen Pine, professoressa di psicologia alla University of Hertfordshire e fashion psychologist, quando si indossa un capo di abbigliamento solitamente si adottano le caratteristiche a esso associate, stimolando il cervello a comportarsi in modo coerente con l’outfit prescelto (effetto priming).