Caso Schwazer: lo Sport pulito ha bisogno di piena credibilità

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Alex Schwazer sospeso dalla IAAF, niente Olimpiadi.
Caso chiuso? Siamo da molti anni in prima fila per lo sport pulito e i valori dell’educazione e del rispetto, ma questa decisione ci lascia perplessi. I tempi e i modi di questa vicenda di controlli ad orologeria non convincono del tutto.

Crediamo che Sandro Donati e l’équipe che ha seguito il marciatore altoatesino debbano avere il diritto di dimostrare che l’oro olimpico di Pechino è pulito, come sostengono senza alcun dubbio.

Perché? Perché l’allenatore Sandro Donati è stato già vittima in passato di macchinazioni contro i suoi atleti; perché vari professionisti, medici, specialisti hanno già controllato Alex Schwazer e garantiscono sul percorso dell’atleta; perché troppe coincidenze appaiono costruite ad arte.

Non vogliamo essere dei semplici creduloni; se Schwazer ha di nuovo fatto ricorso al doping, merita i provvedimenti previsti. Chiediamo, però, che gli sia dato il diritto, in tempi rapidi, per dimostrarne l’eventuale innocenza.

Riteniamo che le autorità federali e dello sport italiano, piuttosto che assistere passive, si adoperino per ascoltare e far ascoltare la difesa del marciatore. Desideriamo che ogni dubbio su questa vicenda sia fugato e la credibilità dello sport ne possa uscire rafforzata e non compromessa. Chiediamo che, se innocente, Alex Schwazer possa gareggiare a Rio.

Impedire un serio accertamento della verità sarebbe un delitto, una colpa grave, non solo nei confronti dell’atleta e dell’allenatore, ma soprattutto nei confronti di milioni di giovani, volontari e praticanti che credono nei valori dello sport.

Lo sport è soprattutto storie di uomini e donne che hanno saputo vincere non solo le medaglie, ma soprattutto le sfide della vita. Se Alex può offrirci un’altra bella storia, non vogliamo che il silenzio assordante di un sistema cieco lo impedisca.

Libera, CSI, UISP e US Acli chiedono che il mondo dello sport e della comunicazione mettano in campo ogni risorsa affinché la prima vittoria sia quella della verità, oltre ogni dubbio.