Lombardia, è la regione con più scolari

Scuole Lombardia
Scuole Lombardia

Il nuovo anno scolastico è appena cominciato, non senza polemiche. L’attenzione, naturalmente, era rivolta tutta al decreto della Buona Scuola, mettendo in secondo piano l’importanza che per gli scolari riveste il primo giorno di scuola. Tante cose sono cambiate nel corso degli anni, ma non quell’ansia, quell’eccitazione che pervade gli studenti, non fosse altro per occupare il miglior banco nella nuova aula. Ma come vanno le cose nell’Italia della crisi? Come sono cambiate le abitudini delle famiglie anche per quanto concerne la scuola? Sono diminuiti gli studenti? Niente affatto, almeno stando ai numeri che riguardano la regione Lombardia.

Iniziata il 14 settembre, la scuola inizia già ad avere i suoi numeri. In tutta l’Italia i nuovi studenti sono 7.861,925, un numero ragguardevole se si pensa al fatto che molte famiglie stentano a trovare il denaro sufficiente per garantire loro un percorso di studi, anche per le scuole dell’obbligo dove comunque, tra grembiulini, astucci e zainetti, i soldi vengono spesi. Per quanto riguarda le scuole paritarie, invece, i nuovi iscritti sono 960,000. Tra questi un numero cospicuo è iscritto nella regione Lombardia che da sola ha ben 1 milione e 185,662 nuovi studenti. Numeri incoraggianti che fanno schiudere anche un certo ottimismo verso la fine di un periodo di austerity che aveva colpito anche la scuola, quella buona e quella meno buona.

Naturalmente, nonostante tutte queste nuove presenze, la scuola rimane ancora oggetto di grandi polemiche e non solo per le tanto discusse assunzioni. Sono numerosi gli istituti che non hanno un collegamento adsl portatile né fisso (approfondimenti su http://www.apprendistatoprovinciaroma.it/adsl-portatile/) , o che lo avevano ma che ormai è obsoleto. Il tutto nonostante la lotta al digital divide. Eppure agli studenti si richiede l’utilizzo di supporti tecnologici, supporti che, se non si troveranno i fondi, dovranno acquistare in forma privata le famiglie. Non c’è da stupirsi quindi se durante il corso dell’anno saranno in molti gli studenti che, gioco forza, saranno costretti a interrompere gli studi, studenti della scuola secondaria naturalmente, dove non vi è l’obbligo di frequenza.

Del resto non si possono nemmeno fare i conti in tasca alle famiglie che, anche in virtù dei nuovi parametri Isee, non possono sempre fruire degli aiuti statali o comunali.