Che risultati sta ottenendo l’album “A Sud di nessun Nord”
Antonio: “A Sud Di Nessun Nord” sta ricevendo ottimi riscontri di pubblico e di critica, non resta che aspettare ancora per vedere cosa accadrà.
Per te il viaggio è…. ?
Antonio: Un viaggio è una storia. Storia del viandante all’interno del viaggio da lui compiuto. La fine di un viaggio è solo l’inizio per riprendere il cammino, nuovamente. Prenda l’ascoltatore queste canzoni come invito a perdersi dentro geografie e storie che vivono “lontano da qui”, prende queste canzoni come invito al viaggio, e come compagne di viaggio…Bisogna sempre tornare sui sentieri , vedere le messi verdi, cercare di giorno quel che si è visto di notte, vedere in inverno quel che si è perso d’estate. Bisogna sempre ricominciare il viaggio, perché il viaggio non finisce mai.
Descrivi qual è per te il fascino della notte?
Antonio: La notte è perfetta per affidarsi ai sogni e alle allucinazioni. Uscire in strada accompagnati da scrittori e poeti amati. Tornare a casa, le birre in frigo, del tabacco, e voci che vengono a farti visita per narrarti la loro storia. E tu sei lì, pronto per ascoltarle e scriverle, appuntarle, prima che svaniscano. Mi tornano alla mente i versi del poeta Costantino Kavafis: “Immaginate voci amate / di coloro che sono morti o come i morti / sono per noi perdute. / A volte ci parlano in sogno / a volte ci vibrano nel petto. / E con la loro voce, per un istante appena, torna l’eco / della prima poesia della nostra vita, come / una musica lontana che svanisce nella notte”.
Intervista a cura di Davide Falco




