Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Strasbourg

l'Olimpia ad un passo dalla top16

Assago (Milano), 15 novembre 2013 di Stefano Daprile. Top 16 all’orizzonte per Milano che chiude l’andata di Eurolega con un bilancio in attivo in virtù delle 3 vittorie contro le 2 sconfitte patite, il massimo che l’Olimpia potesse raggiungere in questo girone come lo stesso Coach Banchi in conferenza stampa post partita sottolinea.

La partita:

Starting five milanese formato da Jerrells, Langford, Gentile, Wallace e Samuels. Rispondono i francesi con Campbell, Diot, Greer, Murphy e Ajinca.

Primi minuti di studio, con ritmi blandi e equilibrio totale. Il primo mini break Milano lo ottiene con 2 buone difese che lanciano Gentile e Jerrells in contropiede per il 13 a 9 interno di metà frazione. I transalpini rientrano puntuali affidandosi alle lunghe leve di Ajinca e all’esperienza di Campbell. Langford e Samuels fanno male dando anche l’impressione di poter essere ancora più micidiali, ma nonostante la velata supremazia, Milano chiude la prima frazione sopra solo 19 a 18.

Panchine in campo in avvio di secondo quarto, quella di Milano è sicuramente più lunga e di maggiore qualità, ma lo Strasburgo tiene ugualmente l’Emporio in scia, catturando rimbalzi a ripetizione ed evitando pericolose fughe.

Gran giocata di Gentile che con un gioco da 3 punti stile NBA accende il pubblico ma non l’Olimpia, distratta e zavorrata da paure ingiustificate. A creare il primo mini gap ci pensano allora gli arbitri che a una manciata di secondi dalla fine del primo tempo fischiano un tecnico al quintetto francese, reo di non essere rientrato in campo puntuale durante un timeout. Melli in lunetta fa bottino pieno e manda le squadre negli spogliatoi sul massimo vantaggio EA7 per il 34 a 28 scritto sui tabelloni.

Nella ripresa il gap sale immediatamente in doppia cifra. La Firma è di Jerrels, bravo a far molte cose, tranne il playmaker. Un contro parziale di 6 a 0 francese dice che il match è tutt’altro che finito. Ci si affida alla solita arma letale chiamata Keith Langford per muovere il punteggio, mentre Coach Banchi compie una scelta tanto clamorosa quanto emblematica, quando a 3 minuti dal termine della frazione sceglie un quintetto senza i 2 (presunti) Play. Il risultato non è entusiasmante, mettere Langford in cabina di regia è come dire a un leone affamato di non mangiare la gazzella azzannata, ma è un tentativo doveroso che lascia intravedere la caduta libera di fiducia di Banchi per Jerrells e Haynes. L’esperimento conduce Milano all’ultimo intervallo sopra 57 a 51.

Nell’ultimo quarto c’è spazio anche per il neo arrivato Gani Lawal; pochi minuti di nulla per l’ex Roma, visibilmente ancora troppo fuori condizione e dagli schemi EA7. Arrivano i primi fondamentali punti per Moss, e Milano mantiene un discreto +9 di margine, che diventa improvvisamente un +2 in 2 minuti di pura rilassatezza delle scarpette rosse. E’ ancora Moss a togliere le castagne dal fuoco e a trovare dall’arco il +5 EA7 con metà frazione da giocare. L’ex Siena, dopo 3 quarti di torpore è totalmente trasformato e trascina i suoi fino al nuovo +10. I titoli di coda sul parquet li mette Gentile in contropiede con la schiacciata del +12. Lo Strasburgo ha il merito di provarci ancora ma il tempo è suo nemico . Milano vince 83 a 72 e le Top16 sono all’orizzonte.

Pagelle: Gentile 6,5 – Gigli Inf. – Cerella N.E. – Melli 6 – Tourè N.E. – Kangur Inf. – Haynes 5 – Langford 7,5 – Samuels 6,5 – Wallace 6 – Lawal s.v. – Moss 7 – Jerrells 5,5