EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – CSKA Mosca

Assago (Milano), 9 aprile 2015 di Stefano Daprile. Milano si congeda dal palcoscenico europeo concedendo la vittoria, e un comodo allenamento, al Cska che agguanta contemporaneamente il primo posto di un girone colmo di rimpianti per le Scarpette Rosse.

L’amarezza di Gentile e compagni non deriva tanto dalla netta ripassata impartita dalla corazzata russa, che domina tutto il match prima di chiudere, mollando con largo anticipo, con un comodo e bugiardo 79 a 88, quanto per i troppi punti persi per strada con squadre assai più terrene rispetto agli extra terrestri atterrati questa sera al Forum.

Ora testa ed energie saranno dedicate interamente al campionato, dove Milano ha l’ultima pericolosa uscita di emergenza per evitare che la parola fallimento sia accostata a questa stagione.

Pagelle: Ragland 5,5 – Brooks 6 – Gentile 6 – Gigli s.v. – Cerella s.v. – Melli 5,5 – Kleiza 5 – Elegar 5,5 – James n.e. – Hackett 5 – Samuels 6 – Moss 5.

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Laboral Kutxa Vitoria

Assago (Milano), 26 marzo 2015 di Stefano Daprile. Manca solo la matematica per completare la nefasta campagna europea ma Milano centra comunque una bella vittoria, dal sapore un po’ agrodolce, che la tiene appesa a un filo fatto probabilmente di illusioni e rimpianti.
Il meno 19 virtualmente scritto alla palla a 2 rappresentava una salita troppo proibitiva e, per essere completata, ci sarebbero voluti 40 minuti pieni di scarpette rosse determinate, ben differenti rispetto a quelle svogliate, e perfino involute, entrate in campo contro gli spagnoli del Vitoria.
Il primo quarto d’ora sarebbe infatti da vietare in fascia protetta. Lo si vede dai volti dei giocatori e dal loro atteggiamento in campo. Si salva solo il capitano che, con gran mestiere e classe, è il primo ad andare in doppia cifra, anche se sembra più che altro un misero sorso d’acqua nel deserto arido creato dalle trame offensive di Banchi. Gli spagnoli scappano 26 a 41, o +34, a seconda di cosa ci si aspettasse dalla serata.
Milano è sul baratro ma, anzichè precipitare, sceglie (finalmente) di entrare in campo e giocare mettendo in coabitazione forzata Brooks e Gentile che la tengono in vita all’intervallo lungo terminato 39 a 43 in favore degli ospiti.
L’incompatibile duo inizia anche la ripresa da assoluto protagonista, prima impattando il match e poi firmando il primo vantaggio Ea7 , tanto da insinuare il dubbio in molte teste che i due possano coesistere e che forse con un sistema di gioco non solo basato sul talento chissà…
Quel che conta è che Milano è trasformata. Gentile a suon di triple sgretola le certezze costruite dal +19 spagnolo dell’andata. Moss dall’angolo completa l’insperabile, indovinando la tripla del 74 a 55 che pareggia la serie completando, in poco più di una frazione, una rimonta da 34 punti.
L’entusiasmo è alle stelle e si vedono sul parquet cose inimmaginabili come Samuels catturare di potenza rimbalzi offensivi e Kleiza correre (!) attaccando il ferro.
Il Laboral ha però la pazienza di aspettare che l’uragano Alessandro cessi di potenza e, retrocesso a tempesta o meno, riesce a piazzare le giocate dal perimetro che rosicchiano il necessario per rimettere la differenza canestri in loro favore.
Samuels regala l’ultima illusione con la tripla del 99 a 82, ma sul possesso successivo spreca insieme ad Hackett il canestro dell’impresa. Milano centra un’amara vittoria per 99 a 85, ma tutto sommato il sapore che lascia questa partita è abbastanza dolce.
Pagelle: Ragland 5– Brooks 6,5 – Gentile 8 – Gigli n.e. – Cerella s.v. – Melli 5,5 – Kleiza 6 – Elegar 5,5 – James n.e.- Hackett 5,5 – Samuels 6,5 – Moss 5,5.

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Unicaja Malaga

Assago (Milano), 13 marzo 2015 di Stefano Daprile. Con Milano con un piede e mezzo fuori dai giochi continentali, l’attenzione della serata è tutta, ovviamente, per la leggenda Mike DˋAntoni, che già nella conferenza stampa prima del match si dimostra abile a creare i momenti più piacevoli e interessanti della serata. Tra battute, sorrisi e ricordi lˋex numero 8 viaggia ancora su ritmi altissimi, e piazza sulla sirena la giocata della serata con una promessa nascosta dai baffi che fa già sognare… “O alleno in NBA oppure c’è solo l’ Italia”. Vista la stagione avara di emozioni la serata è già sufficiente così.
Tornando all’altro evento, forse più importante ma sicuramente meno emozionante della serata, la partita, grande equilibrio in campo con Malaga che fa correre meglio la palla trovando ampi contropiedi concessi da una difesa di Milano assai sbarazzina. L’Olimpia risponde sfoggiando una circolazione di palla offensiva molto sopra la media stagionale, e riesce a stare in partita nel primo tempo con il solito Samuels e soprattutto con un gran capitan Gentile che trova le giocate decisive per mantenere il match in equilibrio sul 43 a 45 dell’intervallo lungo.
In avvio di ripresa Brooks vive un momento “on Fire” e bombarda Malaga costruendo da solo, con 3 triple in un minuto, il +7 EA7. Lˋex Nets non si ferma e lancia Milano fino alla doppia cifra di vantaggio con 14 punti personali nella terza frazione. Malaga abbozza una reazione ma capitan Gentile e Samuels rimandano le speranze spagnole all’ultima frazione. L’Emporio sembra in controllo del match ma un tilt di Samuels rovina la sua prova fin li generosa e rimette Malaga a 4 sole lunghezze. Lˋex Sassari Green scrive il meno 2 ma l’uomo della provvidenza è come di consueto Hackett che trova le giocate decisive per il 90 a 86 finale. Non sarà probabilmente utile per la qualificazione ma con la maglia di Mike nel cielo del forum Milano può sorridere, ovviamente sotto i baffi.

Pagelle: Ragland 5– Brooks 7- Gentile 7,5 – Gigli n.e. – Cerella 5,5 – Melli 6,5 – Kleiza 5- Elegar 6- James n.e. – Hackett 7 – Samuels 6 – Moss 6.

Olimpia, il cuore non basta. Olimpyacos troppo forte

Assago (Milano), 6 marzo 2015 di Davide Vailati. Olimpia scende in campo per cercare di alimentare le speranze di qualificazione in una partita che sembra una montagna quasi impossibile da scalare, un monte Everest che ha il nome dell’Olympiacos Pireo

Gara difficilissima quella di stasera, greci in testa al girone con 7-1 in classifica e Milano che necessita come il pane di una vittoria per cercare una rimonta quasi impossibile per la qualificazione al play-off

Primo quarto e greci grazie ad una solida difesa bloccano l’attacco milanese con il solo Gentile capace di trovare la via del canestro, 11-4 dopo quattro minuti in favore degli ospiti e time-out inevitabile per coach Banchi. Marshon Brooks sveglia il torpore milanese con una tripla appena uscito dalla panchina, ma è solo un fuoco di paglia, infatti l’Olympiacos riprende a macinare punti e difesa impenetrabile per il 22-9 a due dalla fine del periodo. Brooks trova un gioco da tre punti e quarto che si chiude 12-22. Uno scatenato Joe Ragland con la collaborazione di Brooks e Cerella risvegliano Milano, difesa forte con attacco che macina punti e rimonta EA7 per il 25-26 a metà secondo periodo. Olympiacos però non si spaventa e ricomincia a macinare gioco e punti, Spanoulis Hunter e Dunston non sbagliano, 30-37 a meno a due dall’intervallo lungo. L’ EA7 si blocca di nuovo e greci volano 32-42 alla fine primo tempo.

Secondo tempo e subito l’Olimpia mostra la sua voglia di rientrare, canestro di Hackett seguito da un fallo tecnico fischiato a Dunston con relativa trasformazione . Samuels e Gentile in successione accorciano il punteggio 42-45. Brooks offre un grande assist a Gentile che segna, ma Spanoulis immediatamente dopo trova un tripla del 46-52. Ora si gioca punto a punto, ma sul finire greci cinici e concreti, in un amen Milano ripiomba a -10 con tabellone che recita 56-66 di fine terzo quarto. Ultimo quarto e ospiti che scappano subito sul +12, l’Olimpia lotta per cercare di rientrare, ma l’Olympiacos si dimostra squadra di livello superiore, appena l’EA7 si avvicina come una sentenza arriva un nuovo allungo. Ospiti in pieno controllo con vantaggio che non scende mai sotto i 10 punti, e Milano non ha più le energie per poter rientrare.

Finale 74-83

PAGELLE: Ragland 6.5 -Brooks 6.5 – Gentile 7 – Gigli n.e. -Cerella 6 -Melli 5 -Kleiza 5 – Elgar s.v. – James 6.5 – Hackett 6 – Samuels 5 Moss 5

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Fenerbache Istanbul

Milano, 22 gennaio 2015 di Stefano Daprile. Con l’obiettivo di raddrizzare definitivamente le Top 16 della massima competizione continentale, Milano riceve per la seconda volta in questa stagione il Fenerbahce Istanbul del pluridecorato Zelimir Obradovic.
I quintetti di partenza sono formati da Hackett, Brooks, Gentile, Melli e James per l’Olimpia, e da Zisis, Goudelock, Bogdanovic, Savas e Bjelica per gli ospiti.

Partita dura fin dall’avvio. Sono le entrate di Gentile a concedere a Milano i primi vantaggi, tutti annullati prontamente dal reparto lunghi turco. Un paio di decisioni arbitrali a danno dell’Emporio rendono il clima subito incandescente. Milano, al contrario di altre apparizioni europee, non perde la concentrazione e, guidata dal talento e dall’inconsueta attenzione di Brooks, rimane saldamente dentro il match.
Il Fenerbahce, sfruttando lo strapotere sotto le plance di Savas e compagni, prova a rosicchiare certezze all’Emporio e abbozza uno strappo capitalizzato con il 24 a 28 del primo intervallo.

Kleiza reimpatta dall’arco il match a quota 29 ma la sensazione generale è che Milano fatichi il doppio dei turchi per muovere il punteggio. Ancora dal pitturato il Fenerbahce costruisce il massimo vantaggio sul +5. Brooks e Hackett vanno fino in fondo e tengono a galla l’Emporio ma l’inerzia e il punteggio continuano a pendere dalla parte degli ospiti che chiudono il primo tempo controllando il match 38 a 43 e con la sensazione di aver speso assai meno energie dei ragazzi di Banchi.

Al rientro in campo Brooks conferma la sua notevole crescita mentale e, con 4 punti e l’assist per Gentile, rimette lˋEA7 sotto di un punto. Tutti si aspettano il sorpasso ma il Fenerbahce, con calma olimpica, congela il buon momento di Milano riscrivendo il nuovo massimo vantaggio sul +7. Melli dall’arco riaccende la luce ma gli errori di un Samuels, visibilmente a corto di benzina, la rispengono concedendo il +9 turco che nemmeno Gentile, in lunetta allo scadere di frazione, riesce a togliere per il 54 a 63 dell’ultimo intervallo.

Non bisognerebbe sprecare un pallone ma Milano ne butta via 2 nel primo minuto. I turchi toccano la doppia cifra di vantaggio con la prima tripla del Match di un opaco Goudelock. L’Olimpia barcolla ma si aggrappa a Brooks che continua la sua gara senza passaggi a vuoto pescando la tripla del meno 7 e i liberi del meno 5. L’Olimpia e i suoi tifosi provano a crederci, ma ancora una volta il Fenerbahce, senza scomporsi, trova 2 contropiedi del nuovo +9.
Ci vuole cuore. Hackett e il capitano ne hanno sicuramente e accorciano 70 a 74 ma non basta. I minareti turchi svettano ancora e il 4 a 0 di Vesely fa calare i titoli di coda sul Forum. Milano esce sconfitta 71 a 82 e conferma che solo col cuore il cammino in Europa è troppo in salita.

Pagelle: Ragland 4,5 – Brooks 7 – Gentile 6 – Giglie N.E. – Cerella N.E.- Melli 5 – Meacham N.E. – Kleiza 5 – James 5,5 – Hackett 6– Samuels 4,5 – Moss 5.