Mondiali di Ciclismo, in Olanda vince Gilbert

Il podio mondiale di Valkenburg

Valkenburg (Olanda), 23 settembre 2012 di Fiorenzo Di Costanzo. Sulle strade olandesi va di scena il mondiale di ciclismo sulla lunghezza di 267 Km, di cui oltre 160 sul circuito di Limburg, dove sono previsti 11 passaggi sotto l’arco di avvio e altrettanti passaggi sul Bemelerberg e sul Cauberg. Le speranze azzurre sono riposte su Vincenzo Nibali che dovrà vedersela con i favoriti Gilbert (Belgio) e Valverde (Spagna).

Nellaa prima parte della gara prende il via una fuga composta da 10 ciclisti che riesce a guadagnare circa 6 minuti: Cataldo (Italia), Coppel (Francia), Duggan e Howes (U.S.A.), Isaitschev (Russia), Mezgec (Slovenia), Kangert (Estonia), Lastras (Spagna), Anacona (Colombia), Ferrari (Uruguay), Buts (Ucraina). In testa al gruppo si vede la Gran Bretagna che cerca di tenere i fuggitivi a “bagnomaria”, anche se il terreno è troppo impegnativo per tentare la carta Cavendish allo sprint. Quando mancano circa 120 km alla fine, si forma un gruppo che si porta all’inseguimento dei fuggitivi: Flecha (Spagna), Cummings (Gran Bretagna), Nocentini (Italia), Meersman (Belgio), Bouet (Francia), Matthews (Australia), Schar (Svizzera), Beppu (Giappone), Fuglsang (Danimarca).

In testa al gruppone si portano le nazionali di Belgio e Olanda e controllano agevolmente la situazione. A 100 km dal traguardo si fa vedere in testa al gruppo anche Contador, per la Spagna, che tenta un allungo sul Cauberg: è solo un assaggio, per testare come girano le gambe. Nel corso del giro successivo la corsa “scoppia” con il secondo tentativo d’attacco di Contador sul Cauberg che questa volta va a buon fine: in testa alla corsa si forma così un gruppo con 29 elementi, tra questi gli italiani son ben 4: Marcato, Nocentini, Ulissi e Cataldo; tra i big troviamo il francese Voeckler e l’olandese Gesink. È una situazione molto interessante e pericolosa: la squadra belga si deve dar da fare per ricucire lo strappo e trova un valido aiuto dai sudamericani della Colombia.

Nel gruppo di testa Contador è aiutato da Lastras e Flecha che fanno un gran lavoro per tenere distante il gruppo tirato dal Belgio. La fuga sembra andar in porto quando nel gruppone degli inseguitori avviene una caduta che sembra spezzare il ritmo della risalita, ma il Belgio e la Colombia non si lasciano distrarre troppo dalla sfortuna e si buttano a capofitto all’inseguimento di Contador e gli altri fuggitivi. Quando mancano 2 giri al termine, gli sforzi di Belgio e Colombia sono premiati: il gruppo è nuovamente compatto. Sul Cauberg attaccano l’americano Talanski e l’inglese Stannard, ma il loro tentativo a vita breve. Si giunge così all’ultimo giro.

Spagna e Italia rendono gli ultimi chilometri veramente duri: Contador, da buon gregario, si mette a disposizione Valverde, Rodriguez e Freire; Nibali è pilotato alla grande da Marcato, Moser e Paolini. Sull’ultimo passaggio sul Cauberg Nibali tenta l’attacco decisivo, ma le gambe non rispondono come vorrebbe e si fa riprendere da Gilbert. Il ciclista belga sembra volare sul Cauberg, la sua pedalata è molto leggera e quando giunge ai – 500m dal traguardo la vittoria è ormai definitivamente nelle sue mani. Alle sue spalle hanno tentato un recupero impossibile il norvegese Boasson Hagen e lo spagnolo Valverde, ma i due si devono accomodare, rispettivamente, sul secondo e terzo gradino del podio.