La notte della taranta

LA NOTTE DELLA TARANTA

Diretta da Ludovico Einaudi

Festival Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

3 luglio 2012, di Elisa Zini – Nella serata di ieri, un’allegria travolgente si è impadronita del Festival di Villa Arconati: l’Orchestra La notte della Taranta, diretta dal Maestro Ludovico Einaudi, ha donato al suo pubblico più di due ore di balli, canti, musiche e colori.

Un dolce morso di tarantola (grosso ragno comune nelle Puglie, la cui puntura cagiona gravi turbamenti nervosi) ha accompagnato i numerosi spettatori per l’intera serata in un’alchimia di brani tradizionali salentini, popolari, che sfumano in sonorità nuove, moderne, elettroniche, in grado di ipnotizzare tutti con ritmi infuocati. Una nuvola bianca dà inizio al concerto e più di venti elementi appaiono sul palco tra musicisti, cantanti e ospiti. Molti strumenti in perfetta armonia hanno amalgamato ritmi, suoni e sapori: tamburelli, nacchere, violini, violoncello, organetto, fisarmonica, percussioni, batteria, fiati, chitarre, mandola, viola sono stati diretti maestralmente da Ludovico Einaudi. Un progetto musicale che si estende oltre il mediterraneo: dalla pizzica salentina al ballo arcaico con innesti di musica turca, africana e portoghese. Una musica curativa per il corpo e l’anima.

Il primo brano, solo musicale, è di grande effetto. Nel secondo voci maschili e femminili si rincorrono come bambini scalzi nei cortili fondendosi con il ritmo incalzante dei tamburelli napoletani. Tre coriste dai lunghi vestiti in color giallo, rosso e arancio ricordano il sapore degli aranceti e dei limonai: con la musica si assapora l’odore degli agrumi solleticati dai raggi di sole al tramonto. Segue una danza che fa svolazzare un bellissimo abito rosso, a gonna larga, capace di raccontare una storia come fanno i dipinti sulle volte di antiche chiese.

Terminato il ballo, spariscono i tamburelli e una voce di donna intona una struggente storia d’amore. E tra “riccioli d’oro e d’argento” la luna fa capolino dalle frasche degli alberi ad alto fusto che racchiudono in una cornice il palco e gli spettatori, all’interno dei giardini di Villa Arconati.

Mamma la rondinella, mamma la rondinà, mamma la rondinella gira, vola e se ne va”: echeggia una voce, un eco e la musica dietro a rincorrerla, in una bellissima danza di luci, voci e colori.

Alcuni spettatori si alzano e raggiunti i lati del palco iniziano a ballare, divertiti e rispettosi. Chi rimane seduto come d’incanto inizia a battere le mani. E la luna piena è ormai alta nel cielo.

Ad alternarsi sul palco gli ospiti della serata: Savina Yannatou, grande voce jazz e antica tradizione medioevale, rinascimentale e barocca, il polistrumentista turco Mercan Dede accompagnato dai Secret Tribe, che con sapienza fonde musica elettronica e tradizione folk del suo paese, Ballaké Sissoko, strumentista talentuoso tra i più grandi virtuosi della kora e infine Justin Adams, chitarrista, e Juldeh Camara, suonatore di ritti (violino a una corda della tradizione del Gambia).

Una serata magica, incantata, tutta da ballare.