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giovedì, Ottobre 22, 2026

Miracolo a Le Havre

Regia di Aki Kaurismäki

Con André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo

Commedia, Finlandia, Francia, Germania

3 maggio 2012, di Elisa Zini – Marcel Marx vive a Le Havre e fa il lustrascarpe di strada. La sua vita ruota intorno alla sua casa, alla moglie Arletty, la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove aspetta i suoi probabili clienti.

Un giorno incontra un ragazzino africano, immigrato  clandestino, Idrissa, che si nasconde dalla polizia. Decide di aiutarlo e di nasconderlo a casa nel momento in cui la moglie si ammala di cancro e viene ricoverata in ospedale.

Arrivato in Francia all’interno di un container vorrebbe raggiungere Londra, città dove vive e lavora la madre. Tutta Le Havre, come in un sogno felliniano, aiuta il piccolo Idrissa sfamandolo e nascondendolo dalle ricerche di quartiere che si intensificano, guidate da un detective sospettoso ma umanamente sensibile. Dalla fornaia al fruttivendolo, dal barista a Marcel tutti si muovono in sincronia, come in una danza.

Sogno o realtà? Aki Kaurismaki con estrema delicatezza e semplicità racconta una storia commuovente lasciando un finale aperto: serve un miracolo a Le Havre affinché possa avverarsi il racconto oppure no? Colori avvolgenti, pochi movimenti di macchina, attori capaci di parlare con uno sguardo. Povertà, emarginazione, solidarietà e cattiveria si alternano e permeano le strade del piccolo quartiere di periferia. Una storia di gente povera, che lavora però con dignità, per questo, forse, ancora capace di ascoltarsi. Un film delicato, piacevole, con belle inquadrature. Un racconto che vuole leggere il reale attraverso una favola: una storia che schiera il bene contro il male, i buoni contro i cattivi senza evidenziare, forse, la complessità “del gioco”. Un desiderio, forte, di un mondo migliore.

Davide_Falco
Davide Falco

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