
Cosa è cambiato in Mariella Nava nei 5 anni dall’ultimo cd ?
“Cinque anni, per ognuno di noi, sono sempre cinque anni. Un lustro. Con tutto quello che portano in sé, con gli accadimenti fuori e dentro la nostra vita. Questi ultimi anni poi, se li guardiamo bene, sono animati da veri e propri capovolgimenti, scenari mondiali politici che si rivoluzionano, piazze finalmente in pretesa di diritti di libertà, insorte contro anacronistiche dittature. Pensiamo alla Libia, alla Siria e non solo. I social network che ci hanno collegato per gridare reagire diversamente.
In più questi anni hanno scardinato tutte le certezze di un mercato globale che sembrava godere di salute buona, ma che si è rivelato fallimentare, generando una crisi che si sposta da occidente ad oriente non risparmiando nessuna salda economia.
Io non sono certo un’esperta, ma a volte la sintesi che si offre agli occhi di chi guarda le cose non sapendole, ma vivendole, può essere efficace.
Così, la mia semplice deduzione, è che si sia costruito troppo un mercato riferito alle proiezioni virtuali più che sulle effettive necessità e domande del mondo stesso, e tutto è andato in tilt.
Siamo entrati in una sorta di loop senza uscita, per dirla alla maniera ritmico/musicale.
Dal punto di vista personale, dopo nuovi cinque anni, sono una donna più cosciente, in un’età consapevole, matura, lucida, attenta, che osserva e non ci sta a vedere un’Italia che lentamente affoga nelle sue disfunzioni politico sociali.”
Una canzone dedicata a Pistorius. Cosa l’ha colpita di questo uomo ?
“Mi colpisce la sua grande forza di volontà, il suo rapportarsi alla vita in un modo in cui, qualsiasi normodotato cosiddetto, non farebbe mai.
Nel brano a lui dedicato racconto la sfida con la velocità coincidente con la voglia di abbattere qualsiasi pregiudizio o barriera che la società pone ancora.
Una lezione fortissima di stile di esistenza e dalla quale abbiamo tutto da imparare.
Pistorius, però, non è il solo esempio di chi vince, ce ne sono tanti altri che stiamo imparando a conoscere.
Mi piacerebbe, per esempio, girare un videoclip dove molti altri atleti simili a lui si allenano costantemente per prepararsi alle Paraolimpiadi prossime di Londra.”
Il cd parla di violenze domestiche, di donne maltrattate. Secondo lei le donne sono pronte per denunciare tutti questi abusi o è ancora un tabù ?
“È un tema che mi tocca profondamente proprio in quanto donna.
Mi fa male pensare che ancora troppe donne sopportino in silenzio abusi di ogni tipo e, il più delle volte, per mano dei propri compagni o ex compagni.
Il punto non è solo trovare il coraggio di esporre denuncia nei confronti di qualcuno che faceva o fa parte della tua vita, ma è soprattutto quello che accade dopo, a denuncia effettuata. Si è protette davvero? Ci si sente comprese? Si esce dal tunnel? Sono domande alle quali molte donne stanno ancora aspettando utili risposte e spero che arrivino prima che sia troppo tardi, come ormai di frequente la cronaca ci riporta.”
Intervista a cura di Davide Falco



