L’ ultimo lavoro è carico di energia, di positività, di trasporto. Manca qualcosa ?
Certamente, come si può dire tutto con un album??? Credo si possa definire un piccolo frammento di uno specchio… la cosa bella però è che anche nel solo frammento di uno specchio si può vedere riflessi se stessi.
Siamo quasi a 20 anni dal tuo esordio a Castrocaro e la sua vincita. Come hai vissuto musicalmente questi anni ?
La musica per me è uno strumento di crescita, di confronto, di comunicazione, di vita.. in questi anni ho scoperto questo. Nei primi anni sono rimasta accecata da falsi significati… dando importanza a qualcosa che nel mio profondo non lo aveva, ma per poter capire questo ho dovuto perdere tutto. Dal nulla ho potuto incontrare me stessa, fragile e nuda, ed accompagnarmi per la mia strada, cercando di portare congruenza fra i miei valori, il mio sentire e i miei gesti, le mie scelte.
Cosa c’entra questo con la musica??
Beh la musica è lo strumento che mi è stato donato per svolgere il mio compito di essere umano, per scoprire le mie possibilità… e attraverso di essa mi sono cercata e conosciuta.
L’ordine delle canzoni del tuo cd..viste così sembrano una storia: “L’attesa”, “Un giorno qualunque”, “ Le Viole” , “L’appuntamento” …O è tutto un caso ?
Dipende da cos’è per lei il caso??? Per me fare una cosa casualmente è farla senza esserne consapevoli. Ma anche nell’inconsapevolezza le cose che facciamo sono profondamente connesse con noi e con la nostra storia. Non l’ho scelto razionalmente ma non ho alcun dubbio che tutto ciò che ho messo insieme e come l’ho messo insieme abbia invece un senso profondo. Non posso mettermi a ricercare ogni volta questo senso perché, viste le innumerevoli varianti possibili, potrei impazzire.
Mi affido spesso a questo “caso” con estrema fiducia, credo che lui compia qualcosa di più grande di me.
Intervista a cura di Davide Falco




