Dal 10 maggio al 3 giugno 2012
L’ADALGISA
di Carlo Emilio Gadda
regia di Lorenzo Loris
Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Out Off l’11 gennaio 2011.
In questo folgorante e sardonico ritratto della borghesia lombarda della Milano di prima della guerra si incontrano due personaggi femminili che incarnano l’anelito a una vita più libera e autentica che si leva, malgrado tutto, dall’ossessiva griglia delle convenienze borghesi: Elsa (la cui soffusa malinconia ha per origine anche la mancata maternità) e soprattutto colei che al libro finisce per dare il titolo, la bella popolana Adalgisa Borella, cantante lirica «di quint’ordine», poi amorevole sposa del rispettabile ragionier Carlo Biandronni e malvista per le sue origini popolari.
Il racconto procede per flashback e termina con la visita dell’Adalgisa al Cimitero Monumentale, dove, andata per accudire alla tomba del Carlo, non si preoccupa di dare “scandalo”, lucidando anche il monumento funebre dei «Carugati di via Brisa, papà e mamma, suoi ex-amministrati», raffigurante un «Saturno, con la clessidra e la falce». Lavorando di gomito intorno alla statua, alla fine riesce a mettere trionfalmente a nudo, scrostandola di «certi licheni verdastri, », «quell’altra falce, tra le due natiche».
Il racconto dell “’ingegnere” finisce al monumentale e da quel luogo viene ripreso dai 3 protagonisti che sono la memoria storica della Milano operosa benefica e previdente, la cui secolare vocazione solidaristica si esprimeva già all’inizio del secolo attraverso una fitta rete di asili, di orfanotrofi (i Martinitt, le Stelline), di cucine popolari, di asili (cioè ricoveri) notturni, di alberghi per poveri e vecchi (la Baggina, divenuta proverbiale nei dialetti lombardi, poi Pio Albergo Trivulzio), di istituzioni educative e di lotta contro la disoccupazione, come la Società Umanitaria a tendenze laiche e socialiste.
Nella nostra messa in scena i tre personaggi si reincarnano e da “anime” ci conducono in un mondo che non esiste più, librandosi dapprima al di sopra delle nubi, poi tra le lenzuola stese sui tetti della “svergolata Milano” e infine tra le tombe del monumentale da cui hanno iniziato il loro “viaggio”.
La Milano dei primi del Novecento, ricca della forza e del coraggio degli strati più umili dei ceti popolari lombardi a cui Gadda in uno dei Disegni milanesi de’ L’Adalgisa si rivolge con un’affettuosa e sofferta dichiarazione d’amore:
“Oh, oh! Il sangue vivente delle lavandaie nei mattini gelati! Naso granita-di-lampone tra gli spiri delle nebbie…….
….Oh lavandaie oneste della vecchia gente che non dite bugìa!…. Oh! porcelli senza frode della cassina Mornaga, oh! materne vacche, oh! tremuli brumisti! E voi bigliettai in salive, con occhiali e occhi sui”du frank” a dipanar numero e serie: Oh! nobili facchini della stazione centrale e della “Ditta Fratelli Gondrand”. Oh! pollivendole furbe, che, in cambio d’un bel pollo, volete denaro. Oh! Oh!
Oh! Cavalli! Oh! Gente ! Al vostro operoso coraggio si volga e si affidi la maturità sermoneggiante intrappolata in pelliccia, intasata in uno scafandro di castoro.”
Il grande autore lombardo bacchetta la «somaresca tribù» dell’affaccendata borghesia ambrosiana (“la maturità sermoneggiante”) e si diverte a dissacrarla con acre spirito corrosivo in grado di cogliere e colpire le ipocrisie e le fisime di una società in crisi. Un periodo storico a cui forse dovremmo guardare con maggiore profondità per poter riflettere sulla nostra situazione di cittadini della Milano di oggi.
Lorenzo Loris
Così la critica:
Il regista Lorenzo Loris porta in scena “L’Adalgisa” di Gadda, con un bel lavoro drammaturgico, riuscendo a far sentire il fascino denso della grandissima capacità narrativa gaddiana, quell’entrare nel pasticciaccio della realtà con un linguaggio sempre imprevedibile per restituire ritratti palpitanti, ironici e acute analisi sociali.
Magda Poli
Lo spettacolo scorre via con leggerezza e il nitore necessari. E’ quanto mai divertente. Si sente dentro un’affettuosa e sofferta dichiarazione d’amore per una Milano d’antan. Ma anche vi traspare quell’acre spirito corrosivo di cui Gadda non poteva fare a meno.
Domenico Rigotti
Spettacolo sorprendente, che incanta proprio per la sincerità del suo linguaggio, appena un poco velato dalla poesia del dialetto, e al quale dà verità l’umana, spregiudicata interpretazione di Elena Callegari accanto a un non meno valoroso Mario Sala e alla bravissima Stefania Ugomari di Blas.
domenica 27 maggio, ore 11.30 (ingresso libero)
MUSEO DEL ‘900
incontro con i protagonisti de “L’ADALGISA
con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas




