Si arricchisce di due preziose tele la mostra “Orsola Maddalena Caccia. Storia singolare di una monaca pittrice” inaugurata il 3 marzo 2012 al Castello di Miradolo, dimora nobiliare circondata da un parco di sei ettari, sita a San Secondo di Pinerolo.
Nel corso di una visita a sorpresa al Castello, il Prof. Vittorio Sgarbi ha potuto apprezzare l’esposizione, organizzata dalla Fondazione Cosso, che valorizza, con una mostra per la prima volta interamente a lei dedicata, la figura di questa straordinaria pittrice piemontese.
Commentando positivamente il progetto il Prof. Sgarbi ha offerto due dipinti, entrambi di Orsola Maddalena Caccia, raffiguranti “Madonna col Bambino e San Giovannino” e “Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Giovannino”, giunti ora al Castello di Miradolo direttamente dalla Collezione privata Cavallini – Sgarbi.
Le opere del Prof. Sgarbi ampliano un percorso espositivo che, con oltre 70 opere, desidera rappresentare l’intero percorso cronologico della pittrice, dalle prime prove accanto al padre Guglielmo Caccia, di natura prevalentemente religiosa, alle riuscite rivisitazioni della sua produzione più tarda, comprese alcune imponenti pale d’altare di straordinaria bellezza e importanti natura morte che di fatto inaugurano in Piemonte un genere non ancora praticato.
La mostra, visitabile fino al 29 luglio nelle sale del Castello di Miradolo, è il nuovo contributo della Fondazione Cosso alla riscoperta di personaggi meno noti del patrimonio artistico del territorio e ha il compito e il merito di far luce su una figura rimasta fino ad oggi nell’ombra.
Nata nel 1596 e seconda di nove figli, Orsola Maddalena Caccia fu pittrice particolarmente abile. Esercitò la propria vocazione creativa dopo essersi formata fin da giovanissima nella bottega del padre Guglielmo, meglio noto come il Moncalvo, esponente di spicco del tardo manierismo piemontese. Nel 1620 entrò in convento vestendo l’abito delle Orsoline, probabilmente per volontà del padre. Orsola rivestì per decenni la carica di badessa morendo nel 1676, all’età di 80 anni.
Contemporanea di Artemisia Gentileschi, Orsola Maddalena Caccia se ne discosta in modo netto per storia personale, modi e tratti distintivi. La monacazione e la vita in convento influenzarono fortemente i temi pittorici legati in prevalenza a una religiosità tradizionale ma, in quanto “istruita alla pittura”e grazie alla sua crescente fama, ebbe una certa libertà di movimento, commissioni importanti e contatti illustri tra cui la Duchessa Cristina di Francia.
Uno spiccato gusto per il dettaglio femminile, per lo studio dei volti e delle vesti, per gli incarnati e le composizioni, conferisce alle opere di Orsola una personale forza espressiva. La garbata delicatezza che circonda le sue sante, la femminilità manifesta dei suoi personaggi e i colori scelti per rappresentare le sue
scene e le sue elaborate nature morte risaltano all’occhio del visitatore, permettendo di cogliere la freschezza di una pittura in parte ancora da scoprire.
La Fondazione Cosso, che per statuto e vocazione si occupa di valorizzare aspetti culturali meno conosciuti o dimenticati, desidera ricordare la figura della pittrice seicentesca Orsola Maddalena Caccia, presentandola al pubblico per la prima volta in veste monografica e ripercorrendo la storia della sua evoluzione artistica.
Orari:
Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14 alle 18.30 (mattino aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche)
Sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 19
Chiuso il martedì.




