
Szeged (Ungheria), 13 agosto – Sefi Idem è già a Szeged. Ha anticipato il
resto della squadra azzurra che partirà dall’Italia lunedì e ha raggiunto
stamani la città ungherese dove da giovedì prossimo si disputano i
Campionati del Mondo della velocità, prova di qualificazione per i Giochi
olimpici di Londra. E’ subito andata a prendere contatto con il campo di
gara, domani un’altra uscita ‘’per provare il ritmo’’, martedì per gli
spunti di velocità. Venerdì l’appuntamento con la giornata chiave: batterie
e semifinali del K1 500. La sua gara, quella che a 46 anni potrebbe
riconoscerle un posto di prestigio assoluto nella storia dello sport, e non
soltanto della canoa, prima donna a qualificarsi per l’ottava Olimpiade:
Londra 2012 dopo Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992, Atlanta 1996,
Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, con cinque medaglie, 1 oro, 2 argenti
e 2 bronzi. Una realtà di cui Sefi Idem è ovviamente consapevole ma che non
modifica il suo metodico percorso di avvicinamento all’appuntamento
agonistico. Non tutto è andato come avrebbe voluto in questi mesi di
allenamento, una malattia ad aprile, un fastidioso infortunio a una spalla
alla fine di luglio ‘’ma – ci tiene a precisare – nulla che possa avere
compromesso la preparazione’’. ‘’Anzi – scherza l’azzurra – adesso uno dei
pochi momenti in cui sento meno dolore alla spalla è quando vado forte in
barca. Per cui, come sempre sono qui per dare il 150 per cento e se deve
andare…’’. ‘’Le sensazioni di questi ultimi giorni di lavoro – aggiunge Sefi
– sono ottime. Sappiamo come funziona quando torna dall’allenamento in
altura: c’è un po’ di pesantezza, la cellula si deve riadattare, ma ora va
bene e c’è sempre più brillantezza. È questa la settimana decisiva’’.
Decisiva per un traguardo che l’azzurra e Guglielmo Guerrini, suo marito
e tecnico, sanno perfettamente richiederà il massimo dell’impegno e della
concentrazione. Tanto è vero che dell’alternativa, del percorso di
ripescaggio che la Federazione Internazionale ha programmato a maggio 2012
per l’Europa, Josefa Idem preferisce non parlare ‘’non pensarci per non
distrarmi’’.
Le avversarie che dovrà cercare di battere a Szeged per conquistarsi un
posto alle Olimpiadi l’azzurra le conosce benissimo. Non fa nomi ma riassume
perfettamente l’elevatissimo grado di incertezza che caratterizzerà tutte le
gare in Ungheria e in particolare quella del K1 500 femminile. ‘’Sulla base
dei risultati di quest’anno – spiega – vedo 15 ragazze capaci di vincere il
mondiale. Una volta nello spazio di 2’’ potevi trovare le prime tre, ora c’è
una schiera molto più agguerrita’’. E allora? ‘’Noi non abbiamo tralasciato
niente, non resta che andare li e tirare fuori il coltello, per battersi con
la convinzione di riuscire’’. Cosa che Sefi Idem ha sempre dimostrato di
saper fare.



