Concerto di Pasqua in Val d’Aveto

BandaCoro
BandaCoro

In Val d’Aveto, dove l’inverno sembra proprio non voler cedere il passo alla Primavera, la stagione concertistica del Complesso Musicale si apre con il tradizionale Concerto di Pasqua.

La Banda e il Coro, che hanno iniziato una collaborazione lo scorso anno proprio in occasione del concerto Pasquale, visto il successo del mix, ripropongono un concerto con questo ensamble: si esibiranno dapprima soli e insieme per il gran finale.

Il programma prevede musiche di Mozart, Brahms, Verdi, Gounod ma anche brani della tradizione popolare, la Banda sarà diretta da Davide Pedrazzi e il Coro da Sofia Fattore.

L’appuntamento è per domenica 1 aprile 2018 alle ore 18.30 presso il Santuario di Ns di Guadalupe in S. Stefano d’Aveto, l’ingresso è gratuito, seguirà un piccolo rinfresco nella Sala di S. Cecilia.

Royal Opera House

Opera
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DODICI TITOLI D’ECCELLENZA E UN CAST STRAORDINARIO PER LA NUOVA STAGIONE DELLA ROYAL OPERA HOUSE IN DIRETTA VIA SATELLITE AL CINEMA

Le musiche di Mozart, Puccini, Verdi, Čajkovskij, Bernstein
Con la direzione d’orchestra, le interpretazioni, le coreografie di Antonio Pappano, Anna Netrebko, Liam Scarlett, Christopher Wheeldon, Wayne McGregor…

SI PARTE IL 20 SETTEMBRE CON IL FLAUTO MAGICO DI MOZART

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha raccolto oltre 45.000 spettatori entusiasti solo in Italia, per la stagione 2017-2018 la Royal Opera House proporrà 12 nuovi titoli d’eccellenza che arriveranno in diretta via satellite al cinema in più di 1500 sale di oltre 40 nazioni. Protagonisti di questo nuovo calendario saranno alcuni dei più amati spettacoli del repertorio classico della Royal Opera e del Royal Ballet, le stelle del balletto e dell’opera mondiale e quattro nuove produzioni sempre trasmesse in diretta via satellite da Covent Garden.

Ad inaugurare la stagione una delle più amate opere di Mozart, Il flauto magico (mercoledì 20 settembre 2017). Proposto per la prima volta nelle sale, lo spettacolo condurrà il pubblico nelle terre della Regina della Notte.
Sarà poi il momento della nuova produzione della struggente opera di Puccini, La Bohème (martedì 3 ottobre 2017) con la regia di Richard Jones e la direzione d’orchestra di Antonio Pappano. Ambientata nella seconda metà del 19° secolo, la produzione riporterà in vita il cuore più profondo della cultura parigina del tempo.

Il Rigoletto di Verdi (16 gennaio 2018) ritornerà alla Royal Opera House grazie alla produzione di David McVicar per raccontare tutta la crudeltà e la degenerazione della corte di Mantova. Prendendo spunto da temi altrettanto duri e devastanti, l’interpretazione di Jonathan Kent nell’ardente opera di Puccini, Tosca (mercoledì 7 febbraio 2018), metterà in scena i pericolosi scontri della Roma del 1800.

Dopo l’impressionante successo di Francoforte, la Carmen di Barrie Kosky approderà alla Royal Opera House e sarà trasmessa via satellite martedì 6 marzo 2018. Quest’emozionante interpretazione rivisita la versione originale dell’opera di Bizet, rappresentando in modo nuovo i mondi dell’opera comica, del varietà e della commedia musicale a cui l’autore si era ispirato. L’ultima produzione operistica della stagione al cinema sarà il Macbeth di Verdi (mercoledì 4 aprile 2018). Al fianco del direttore d’orchestra Antonio Pappano, assumerà il ruolo della manipolatrice e subdola Lady Macbeth Anna Netrebko, per la prima volta a Covent Garden in questo dramma feroce ispirato all’opera di Shakespeare.

Anche sei produzioni del Royal Ballet verranno proiettate in diretta via satellite nei cinema durante la stagione 2017/18. Il primo balletto sarà Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (lunedì 23 ottobre 2017) di Christopher Wheeldon. La leggiadra narrazione dell’amatissima storia di Lewis Carroll sarà una stravagante festa per gli occhi grazie a proiezioni, tip tap e costumi di scena variopinti. Dopo aver raggiunto oltre 130.000 cinefili in tutto il mondo lo scorso dicembre, il balletto più amato dalle famiglie durante il periodo delle feste, Lo Schiaccianoci (martedì 5 dicembre 2017), tornerà su grande schermo per incantare il pubblico con i suoi fiocchi di neve, la terra dei dolci e balletti sensazionali. Sarà poi il turno del balletto basato su Il racconto d’inverno di Shakespeare (mercoledì 28 febbraio 2018) in una produzione di Christopher Wheeldon che si è aggiudicato il premio Olivier: qui la tragedia famigliare sarà amplificata dalla colonna sonora emozionante e coinvolgente di Joby Talbot.

Si celebrerà poi il centenario della nascita di Leonard Bernstein con un trittico spettacolare che comprenderà due nuovi pezzi creati del coreografo residente Wayne McGregor e dell’artista associato Christopher Wheeldon, e Age of Anxiety di Liam Scarlett, danzato sulle note della Symphony No.2 di Bernstein (martedì 27 marzo 2018). Il Royal Ballet porterà poi in scena l’epica Manon (giovedì 3 maggio 2018), la storia di una giovane ragazza che paga il prezzo più alto per aver scelto il lusso e la ricchezza anziché l’amore vero. La partitura di Jules Massenet non permetterà a nessuno di lasciare il cinema senza avere occhi lucidi.

L’ultimo spettacolo della stagione sarà l’attesissima nuova messa in scena de Il lago dei cigni (martedì 12 giugno 2018) di Liam Scarlett. Basata sulla coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov, l’interpretazione di Liam Scarlett allieterà il pubblico, che potrà assistere a un punto di vista moderno di quello che è presumibilmente il balletto più famoso al mondo.

La stagione 2017-2018 della Royal Opera House è distribuita nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con Classica HD, MYmovies.it, Sky Arte HD, Amadeus, Danza&Danza e Danzadove, Sipario-La Rivista dello Spettacolo, British Council.

Scala Amici della Scala – Prima delle Prime: “Simon Boccanegra”

Prima delle Prime
Prima delle Prime

Ritorna alla Scala, dopo le rappresentazioni dell’autunno 2014, la stessa applaudita produzione di Simon Boccanegra, opera ora amatissima rimasta per lungo tempo nel dimenticatoio.

Si sa, non ebbe un debutto felice nel 1857 alla Fenice di Venezia, fu applaudita poco dopo a Napoli e fischiata alla Scala nel 1859, poi il silenzio.

“Credevo di aver fatto qualcosa di possibile, ma pare che mi sia ingannato, vedremo in seguito chi abbia torto.” Così Verdi scriveva alla contessa Maffei dopo l’insuccesso veneziano.

No, Verdi non s’ingannava. Certamente qualcosa nell’edizione del 1857 non convinceva: era un’opera tutta avvolta nel buio, “un’opera al nero”. Con la prima versione del Simone si apriva per Verdi un periodo di sperimentazione, di necessità di rinnovamento. Il libretto, abbozzato dal compositore, che si era ispirato a un dramma di A. García Gutiérrez, era stato poi affidato a Francesco Maria Piave per la versificazione.

A far uscire l’opera dai forzieri Ricordi fu certamente determinante Giulio Ricordi, editore illuminato, che propose a Verdi una collaborazione con Arrigo Boito, gettando il seme per un’altra futura collaborazione tra i due artisti che in passato erano stati separati da tempestosi malintesi. Verdi dapprima rifiutava: “È un tavolo zoppo.” Ma già pensava a una soluzione. “Chi potrebbe rifarlo? In che modo? … Bisogna trovare qualcosa che doni varietà e un po’ di brio al troppo nero del dramma. Come? … mi sovviene di due stupende lettere di Petrarca, una scritta al Doge Boccanegra, l’altra al Doge di Venezia dicendo loro che stavano per intraprendere una lotta fratricida. Sublime questo sentimento d’una patria italiana in quell’epoca ! … dico per dire”.

In realtà agiva e scriveva a Boito “… si metta immediatamente al lavoro, io intanto guarderò di raddrizzare qua e là le gambe storte delle mie note.” Boito apportava importanti modifiche al libretto, Verdi in sei settimane trasformava l’opera con tagli, sostituzioni, inserimenti (come la possente scena del Consiglio ispirata alle due lettere del Petrarca). Dramma “cupo virile” scrive Mila. È illuminato soltanto dal tremolare palpitante del mare all’ingresso di Amelia e dall’invocazione del Doge, prima di morire, a pace e libertà.

La Scala celebrava nel marzo 1881 il successo della seconda edizione del Simone che tuttavia in Italia non riusciva ancora ad avere un cammino facile. La Scala in seguito ha proposto una tardiva ampia rivelazione (con l’edizione Abbado-Strehler) quindi nuove attuali interpretazioni di quest’opera che è tra le più belle di Verdi. C’è chi dice anche la più intelligente.

Nell’incontro “L’opera del tempo che passa” con ascolti e video, parla di Simon Boccanegra Emilio Sala, musicologo, professore all’Università degli Studi di Milano, già direttore scientifico dell’“Istituto Nazionale di Studi Verdiani”.

Lunedì 13 giugno 2016 – ore 18
al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala
Amici della Scala – Prima delle Prime

SIMON BOCCANEGRA di Giuseppe Verdi
“L’opera del tempo che passa” – incontro a cura di Emilio Sala
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

L’opera sarà in scena al Teatro alla Scala dal 18 giugno all’8 luglio 2016

direttore Myung-Whun Chung – regia Federico Tiezzi

Teatro alla Scala – La Stagione Sinfonica parla italiano: Chailly dirige Cherubini e Verdi

chailly teatro
Nel suo primo anno da Direttore Principale Riccardo Chailly presenta due programmi nell’ambito della Stagione Sinfonica. Il primo impaginato è interamente italiano, il secondo attinge al repertorio internazionale, in un’ideale presentazione delle radici storiche e culturali dell’Orchestra e della sua versatilità.

Il 17, 19 e 20 marzo Chailly accosterà due pagine sinfoniche di Luigi Cherubini, l’Ouverture da concerto in sol maggiore e la Sinfonia in re maggiore, ai ballabili e alla Sinfonia da I vespri siciliani di Verdi.

I ballabili sul tema de Le quattro stagioni sono tra le pagine sinfoniche più impegnative di Verdi, con parti di brillante virtuosismo per gli strumentini e una sorprendente varietà ritmica: Chailly e la Filarmonica le avevano eseguite nel 2013 in un concerto per il bicentenario della nascita del compositore.Completamente nuovi per l’Orchestra sono invece i due brani di Cherubini: l’autore di Medea e Lodoïska, senza dubbio una figura cardine della musica italiana tra Sette e Ottocento che suscitò l’ammirazione di Beethoven e di Schumann, è assente dalla programmazione scaligera dal 2001, quando Riccardo Muti diresse la Messa solenne.

Entrambi i brani furono composti nel 1815 per la Royal Philharmonic Society di Londra, che in occasione di una serie di concerti aveva commissionato al compositore un’ouverture da concerto, una sinfonia e una cantata. Le cronache delle prime esecuzioni indicano un vivo successo dell’ouverture e una certa freddezza per la Sinfonia, ma fu quest’ultima a godere di numerose riprese in tutta Europa.

Tra i sostenitori moderni della Sinfonia c’è Giulio Confalonieri che, nella sua biografia di Cherubini, scrive: “Immaginazione musicale che è l’estendersi dell’attività musicale entro zone fino allora precluse; che è il nervosismo di un episodio del primo tempo, precorritore dei pensieri fissi romantici; è l’aria un po’ svagata del Larghetto, quell’apparente incepparsi del discorso che viene invece regolato da una superiore unità di disegno; è l’accettazione di una visuale un po’ grottesca nello Scherzo (Minuetto), dubbi tra il brivido e l’ironia alla maniera di Gérard de Nerval; è la corsa spavalda del Finale che anticipa le spedizioni dei Davidsbundler; è, lungo tutto il ritmo dell’opera, il contrasto continuo fra stati d’animo opposti”.

Quindici anni dopo Cherubini, secondo un processo piuttosto insolito, trasformò tre dei quattro movimenti della sinfonia in un quartetto d’archi.  Chailly e la Filarmonica inseriranno la Sinfonia e i brani dai Vespri in un programma italiano che, già sperimentato per l’inaugurazione di Stagione del Teatro Grande di Brescia, sarà presentato in tournée a Gstaad e al Festival di Salisburgo nel prossimo agosto e a Essen, Mosca e al Musikverein di Vienna dal 15 settembre al 1° ottobre.

La Stagione Sinfonica

“Prima delle Prima”: Amici della Scala presentano “I due Foscari”

prima delle prime- teatro
Sesto appuntamento del ciclo “Prima delle prime”  : I due Foscari” di Giuseppe Verdi
libretto di Francesco M. Piave
Teatro alla Scala – Ridotto dei palchi “A. Toscanini”
mercoledì 17 febbraio 2016 – ore 18

Considerata per molto tempo un’opera minore, I due Foscari riapparve sporadicamente solo nella metà del secolo scorso, quando la musicologia cominciò a vedere in essa una tappa importante della produzione verdiana, evidenziando una ricerca del nuovo, un proposito di caratterizzazione dei personaggi e quelle intenzioni “sperimentali” che si manifestarono più chiaramente in seguito.

I due Foscari alla Scala debutta in una nuova produzione il prossimo 25 febbraio con la direzione del giovane, già affermato Michele Mariotti, con la regia e le scene di Alvis Hermanis (che si è recato a Venezia per approfondire la storia della famiglia Foscari) con i cantanti Francesco Meli, Anna Pirozzi, Andrea Concetti. Ed evento straordinario, la presenza di Plácido Domingo che con “O vecchio cuor, che batti” ritorna in un grande ruolo paterno.

Nell’incontro “Il padre dei Padri” al pianoforte e con ascolti, parla Antonio Rostagno docente di Drammaturgia musicale e Storia della musica nell’Università “La Sapienza” di Roma.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Supporto per l’ospitalità Brera Hotels