THALASSA…STAY HUMAN…

 

Innovazione e tradizione, musica e circo, prosa e danza: Archeo.s Festival abbina in maniera mirabile e variegata la ricerca di nuovi linguaggi, la memoria, i costumi, le visioni che  raccontano le storie e le culture che popolano le sponde dell’Adriatico attraverso gli occhi degli artisti. Nelle splendide cornici della Mole Vanvitelliana, dell’Anfiteatro romano e dell’Area dei Pini di Sirolo si alternano 14 debutti

Archeo.s Festival è il momento clou del progetto biennale europeo Archeo.S System of the Archeological Sites of the Adriatic Sea che accoglie e intreccia gli universi artistici dei Paesi coinvolti che si affacciano sulle sponde del Mare Adriatico e sono legati dal comune obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico e storico dei propri territori attraverso speciali iniziative e attività di spettacolo dal vivo. Sei i partner che hanno partecipato, sviluppato e curato il progetto: il Teatro Stabile delle Marche, il Comune di Fier (Albania), il Comune di Pazin (Croazia), il Comune di Igoumenitsa (Grecia), la Regione Abruzzo, il Teatro Pubblico Pugliese (Lead Beneficiary).

 

Il 4 luglio nella suggestiva cornice dell’ anfiteatro romano alle ore 21.30 la Regione Abruzzo presenta lo spettacolo di teatro-danza Thalassa…Stay human… prodotto da L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione onlus. La drammaturgia e la regia sono di Maria Cristina Giambruno, scenografia Antonio Massena, coreografie Silvia Bertoncelli, costumi Chiara Defant, contaminazioni video Enzo Testa, musiche originali Raffaello Angelini, disegno luci Raffaello Mastrorilli. In scena gli attori: Fabrizio Croci, Barbara Esposito, Ana Karina Rossi Barra, i danzatori: Silvia Bertoncelli, Chiara Guglielmi, Alberto Munarin e l’acrobata Elena Bidoia.

 

Dalle note di regia di Maria Cristina Giambruno “Thalassa… per narrare del mare, e prima ancora dell’acqua di cui vive, delle sue fascinazioni e delle sue tragedie, sono andata a cercare i testi degli autori, nonché le immagini della cronaca, che meglio le rappresentassero.

Sulla scena di vele issate verso un viaggio inesausto, mute presenze di manichini diventano complemento di azioni e trasformazioni, le parole prendono vita attraverso i corpi degli attori e dei danzatori mentre le immagini colorano le vele di echi di acqua e di mare… E poi, a spezzare il sapore delle melodie esotiche, un tango improvviso introduce la cantante che presta la sua magica voce a canzoni poliglotte… E su tutto e tutti, la figura dell’acrobata ricama l’aria in mille arabeschi di tessuti e di reti, novella Ariel, spirito indomito a trascinare il pubblico in virtuosa tempesta… Stay Human…”

 

Il mare, come l’acqua di cui si nutre, come i grandi capolavori del pensiero, dell’arte e della letteratura, è polisemico e polisemantico: usa codici di comunicazione diversi, che esprimono diversi significati. Resta agli umani il compito di decodificarli e rispettarli. Oppure no.

Thalassa, avvalendosi della potenza evocativa del teatro, proprio questo tema intende esplorare abbracciando gli spettatori in un viaggio oniricamente reale attraverso i sentieri dell’acqua… dalla placenta, alla goccia di pioggia, dal fiume al mare, ma anche attraverso clamorosi esempi di ciò che è accaduto e potrà accadere quando questa insostituibile risorsa in luogo di essere strenuamente protetta venga sprecata, contaminata e violentata.

Così gli attori daranno voce e corpo a canti e procelle e profondissime quieti e ballate e fremiti da Omero, Eraclito, Shakespeare, Baudelaire, Whitman, Kipling, Neruda, Leopardi, Melville, Goethe, Lorca, Kavafis, Cordeschi… E poi, all’improvviso, irromperanno in scena immagini e resoconti  dei recenti disastri legati all’abuso e/o mal uso dell’acqua, come schegge impazzite, danzate, scandite come bollettini di guerra o recitate come litanie, le parole della cronaca di ordinarie follie presenteranno il conto della stupidità e ingordigia di certi uomini a discapito dell’umanità intera. Attori, danzatori, acrobati in scena e fuori scena in felice alchimia con lo spazio, con il pubblico e con il luogo della rappresentazione, a comporre un’unica visione.

Uno spazio dove i linguaggi scenici, attraverso l’espressione multidisciplinare, riescono a creare atmosfere evanescenti, sospese tra realtà e finzione ma di un’intensità tale da lasciare senza respiro.  La potenza della parola, la concretezza del gesto, l’eleganza del movimento, la sonorità della musica, l’impatto dell’immagine filmica e l’atmosfera della luce producono un evento capace di superare i tradizionali confini del rapporto scena/platea. Scena che si trasmuta in proiezione onirica del proprio io, capace di coinvolgere tutti i sensi e di fondersi con le emozioni degli interpreti. Ma l’azione scenica si trasforma anche in quotidianità dirompente in grado di trasfondere il nostro vissuto in un processo creativo senza confini predefiniti. Una creazione che lascia spazio all’interpretazione e ai sogni di ciascuno di noi. La scena diventa paradigma della vita e, nel suo essere in continuo divenire, concede tempo alla riflessione e spazio all’interpretazione. E così attori e spettatori finiranno per scambiarsi i ruoli, muovendosi alla ricerca di se stessi.

 

L’ingresso è gratuito.

 

In caso di maltempo gli spettacoli previsti ad Ancona si terranno al Teatro delle Muse (Thalassa…stay human…,) e al Teatro Sperimentale (L’assemblea, La parola padre) e al Teatro Cortesi di Sirolo (Racconto d’oltremare, Decontext,Johan Padan and the discovery of the Americas).