Programma del Teatro Manzoni di Monza per il mese di marzo

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teatro

dal 1 al 4 marzo ore 21.00 (domenica 4 ore 16.00 e ore 21.00) – STAGIONE DI PROSA IN ABBONAMENTO

Maria Amelia MONTI, Gianfelice IMPARATO in

TANTE BELLE COSE di Edoardo Erba, regia Alessandro D’Alatri, musiche Cesare Cremonini

 

·        venerdì 9 marzo ore 21.00 – STAGIONE DI PROSA FUORI ABBONAMENTO

Maurizio Colombi in

CAVEMAN l’uomo delle caverne autore Rob Becker, regia Teo Teocoli

 

·        domenica 11 marzo ore 11.00 CON APERITIVO A SEGUIRE – DOMENICA MATTINA IN CONCERTO – ingresso libero

Suela Mullaj (Orchestra UECO)

DOMENICA MATTINA IN CONCERTO brani di Bach, Paganini, Isaie

 

·        domenica 11 marzo ore 16.00 – STAGIONE FUORI ABBONAMENTO

HEIDI il musical

con Rino Silveri e Francesca Epifani, regia Maurizio Colombi

 

·        dal 22 al 25 marzo ore 21.00 (domenica 25 ore 16.00 e ore 21.00)– STAGIONE DI PROSA IN ABBONAMENTO

Gianfranco JANNUZZO in

CERCASI TENORE di Ken Ludwig, regia Giancarlo Zanetti, e con Milena Miconi

 

·        venerdì 30 marzo ore 18.00: PERCORSI D’OPERA, INCONTRO di presentazione de “La Traviata” con il musicologo Francesco Rocco Rossi

·        sabato 31 marzo ore 21.00 – STAGIONE OPERA IN ABBNAMENTO

As.Li.Co. in

LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi

Aretè Ensemble Medea

medea

Progetto vincitore del bando di residenza Offx3 dello SpazioOff di Trento e selezionato per il Vd’A – Voci dell’anima 2011.

Ha debuttato al teatro Kismet Opera di Bari – aprile 2011

 

Una rappresentazione da “camera” della famosa tragedia di Euripide, trasferita in un ambiente borghese e condotta ad un minimalismo esasperato: in scena tutto il dramma antico, tra echi di divinità e responsi di oracoli.

 

I meccanismi e le contraddizione del rapporto di coppia, già indagati da Annika Strøhm, nata ad Oslo – una risoluta Medea – e da Saba Salvemini, interprete dei personaggi maschili, tutti ugualmente ipocriti e illusoriamente convinti della loro supremazia sul mondo femminile, in un una potente messa in scena, volutamente nuda e semplice ma dotata di tutta la spiazzante intensità del grande teatro antico.

 

 Il capolavoro di Euripide mantiene intatta la sua forza drammatica: sul palco si confrontano così le ragioni di Medea e Giasone, della donna devota e tradita e dell’uomo che ha usato l’amore per i suoi giochi di potere.

 

Nel rispetto assoluto del testo, la dimostrazione di come i classici possono essere contemporanei.

Dalle note di regia

Partiamo dal presupposto che un classico abbia una sua forza interna che gli garantisce la possibilità unica di varcare tempo e spazio, un’assoluta universalità di certi sentimenti che esprime anche la sua atemporalità.

 Non ci occupiamo di attualizzare il testo. Facciamo un lavoro sul linguaggio, un linguaggio diretto, vero, al limite del quotidiano, dove anche gli improvvisi inserti del mito possono articolarsi in dialoghi perfettamente credibili. (…)

 Personaggi spogliati di qualsiasi riserva mitica e la cui forza, l’epicità insomma, sta nei dubbi e nelle certezze che si mescolano senza che nessuno possa mai stabilire cosa sia bene e cosa sia male. La messa in scena di una visione, profondamente laica; visione che spingeva Euripide a immaginare creature che hanno perso molti punti di riferimento, molte certezze e che vivono dell’incostanza dei sentimenti che agitano l’anima. Non prediligiamo un punto di vista, ma restituiamo i fatti – fatti legati a molteplici interpretazioni..

 Uno spettacolo che pone l’accento sul lavoro dell’attore piuttosto che sugli effetti teatrali.

 

 

Aretè Ensemble

Aretè Ensemble nasce nel 2007 con sede a Giovinazzo (Bari).  Affianca alle attività teatrali e laboratoriali anche la produzione musicale e video.  I lavori di Aretè Ensemble partono dal nulla scenico  per ricrearsi di volta in volta in una improvvisazione strutturata.
Sviluppiamo nel tempo un percorso  che permetta di unire l’attore al pubblico attraverso il gioco teatrale. Siamo interessati a ciò che sta in mezzo: gli spazi vuoti. Ci interessa raccontare le relazioni che intercorrono tra i personaggi/persone. Una storia è fatta di azioni e persone in relazione tra loro.
Ogni persona ha un punto di vista. La pièce li individua, il gioco teatrale ci permette di evidenziarli,
l’incontro teatrale ci permette di condividerli con il pubblico.  Come creare una rete di idee più che un conflitto di idee.
www.areteensemble.wordpress.com


Saba Salvemini si diploma alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2000. Si trasferisce in Puglia nel 2001 dove si specializza studiando con J. Alschitz e i suoi allievi. Ha studiato e lavorato, tra gli altri, con J. Alschitz, A. Milenin, J.P. Denizon, P. Byland, Cora Bos-Kroese, G. Borgia, S. Gonnella, G. Gotti, L. Sicignano. Costituisce, come socio fondatore, il gruppo teatrale “La Compagnia delle formiche” e nel 2007 “Areté Ensemble” con Annika Strøhm ed un gruppo di artisti internazionali.


Annika Strøhm ha iniziato i suoi studi alla scuola del Nordic Black Theatre di Oslo. Si è diplomata alla Nordic Theatre Academy del Jurij Alschitz e con lui ha lavorato in diversi spettacoli. Tra gli altri ha studiato/lavorato con A. Milenin, J.P. Dénizon, G. Borgia, Grete Sneltvedt, C. Moustache, T. Ludovico. Ha lavorato come docente per Cantieri Teatrali Koreja e La Compagnia delle Formiche. Nel 2007 fonda l’associazione Areté Ensemble con Saba Salvemini ed un gruppo di artisti internazionali. Laurea breve in Francese, Antropologia e storia delle religioni.

  

 

medea

Genere:  tragedia umana alla Dogma 95
da giovedì 1 a domenica 11 marzo – spettacolo dal giovedì alla domenica – ore 20,45

Teatro della Contraddizione  02 5462155
via della Braida 6, 20122 Milano
MM3 Porta Romana – tram 16/29/30
Ingresso € 15,00 – ridotto 12 euro
www.teatrodellacontraddizione.it
info@teatrodellacontraddizione.it

 

LA DUCHESSA DEL BAL TABARìN

La duchessa del bal tabarìn

Dal 2 al 4 marzo 2012 “teatro San Babila” e Operetta Mon Amour presentano “La duchessa del bal tabarìn”

libretto di C. Lombardo, A.Franci, C.Vizzotto

 musiche: Leon Bard (C.Lombardo)

 

Il duca di Portacy, anche Ministro delle Poste e Telegrafi, durante un’ispezione nel suo dicastero si innamora di Edy, una telefonista e si reca spesso all’ufficio postale per corteggiarla. La ragazza, però, è innamorata di Ottavio, principe di Chantal, giovane scapestrato innamorato di Frou Frou, ex stella del “Bal Tabarìn” di Parigi, ora moglie del duca di Pontarcy. Da questa situazione intrigata, si snoda tutta una vicenda di divertenti equivoci e malintesi, fino alla comparsa di Sofia, uno strano accertatore di crediti che incaricato di indagare sulle entrate di Frou Frou.

Fra tutte queste situazioni paradossali ed equivoci, si arriverà ovviamente al lieto fine, con l’amore che trionferà nuovamente.

La messa in scena si svolgerà in clima di Belle Epoque parigina e l’orchestra Diapason diretta dal Maestro Gianpiero De Santi, accompagnerà le famose arie “Frou Frou del Tabarìn”, “Ah, come si sta ben” duetto Frou Frou-Sofia “Tutto il dì” coro di introduzione delle telefoniste.

 

ORARI DEGLI SPETTACOLI

Dal venerdì al sabato ore 21:00

Sabato pomeriggio anche ore 16:00

Domenica pomeriggio ore 15:30

PREZZI € 35.00 platea e € 25.00 balconata.

Riduzioni convenzioni: venerdì e sabato pomeriggio € 25.00 platea e € 18.00 balconata.

 

PERSONAGGI ED INTERPRETI

FROU FROU – Consuelo Gilardoni

SOFIA BERNET – Andrea Binetti

EDI  – Giovanna Michelini

IL PRINCIPE OTTAVIO – Gianpaolo Guazzotti

MADAME MOREL – Gabriella Mazza

IL DUCA DI PONTARCY – Andrea Ceron

ATENAIDE – Marta Redaelli

GRIGRI – Paola Bortoluzzi

GRANDBEC – Massimo Froli

 

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ:una storia di intrighi e veleni

Elia Schilton

Mercoledì 7 marzo 2012, alle ore 20.45, al Teatro Gobetti (Via Rossini, 8 – Torino) ACTI Teatri Indipendenti, Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Residenza Multidisciplinare di Rivoli con il sostegno del Sistema Teatro Torino presentano in prima nazionale

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ una storia di intrighi e veleni di Luca Scarlini da La bottega del caffè di Carlo Goldoni, con la regia di Beppe Rosso. Lo spettacolo è interpretato da Elia Schilton, Beppe Rosso, Riccardo Lombardo, Cinzia Spanò, Paolo Giangrasso, Ornella Balestra, aiuto regia Irene Zagrebelsky, coreografie Ornella Balestra, scene Paolo Baroni

luci Cristian Zucaro, costumi Laura Dondoli e Sofia Vannini, direttore di scena Francesco Mina, fonico Paolo Calzavara, assistente Alberto Barbi.

La bottega del caffè sarà replicato al Teatro Gobetti fino al 1° aprile 2012 

Nel 1750 Goldoni compone sedici commedie, introdotte dal manifesto de Il teatro comico.  È in questo gruppo che fa la sua prima apparizione La bottega del caffè, destinata a diventare un titolo celebre. Un’opera da subito entrata nel canone, eppure piena di misteri e ambiguità; un titolo che nel tempo ha suscitato riletture complesse, come quella di Rainer Werner Fassbinder. L’idea del progetto è quella di una scrittura nuova, che, senza tradire la scansione, i temi e le battute micidiali del testo originale, parli ad un oggi segnato dalla crisi economica e dal dominio dell’informazione. Gli intrighi e le vicende del testo sono, senza forzature, quelle del gossip che oggi impera tutto schiacciando e distruggendo. Don Marzio davvero è l’antesignano dei mille cronisti di gossip che oggi stabiliscono un proprio potere con rivelazioni più o meno scottanti, in un gioco perverso. Eppure allo stesso tempo, egli è anche capro espiatorio di un mondo regolato da un duro meccanismo di sfruttamento economico di cui non capisce il senso e in cui crede di poter avere un posto per tramite del suo controllo sull’informazione. Straniero (napoletano a Venezia) vive infatti in un mondo di cui cerca disperatamente di comprendere le regole fino a diventare ostaggio delle sue stesse parole. Nel testo il denaro ha un peso schiacciante e Ridolfo, “onesto caffettiere”, portavoce di una morale ricattatoria, malgrado tutti i suoi moralismi, è in sostanza alla ricerca del potere. Egli gioca una partita senza esclusione di colpi con il biscazziere Pandolfo per la supremazia sul territorio.

BUONANOTTE MAMMA

Ariella Reggio e Marcela Serli

“Buonanotte mamma” è un atto unico con due personaggi in scena: Jessie Cates, una quarantenne divorziata e depressa che vive con la madre vedova, Thelma. La commedia si apre con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l’arma con l’aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile.

La decisione di Jessie scatena un’impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell’angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre prova ogni mezzo per dissuaderla, tanto da spingersi a dire la verità alla figlia su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esi-stenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile…

Questa commedia illustra ogni possibile prospettiva sulla natura che crea “il dramma” in una storia: l’anticipazione della tragedia imminente. In questo specifico caso, nasce dal fatto che tanto Thelma quanto il pubblico apprendono subito le intenzioni suicide di Jessie. E proprio per questo tutti sono proiettati profondamente nel cuore del dramma: alla fine Jessie si ucciderà realmente o Thelma riuscirà a fermarla?

Al debutto nel 1983, ‘night, Mother (titolo originale della commedia) sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio.

La Contrada – Teatro Stabile di Trieste / di Marsha Norman / traduzione Laura Curino / con Ariella Reggio e Marcela Serli / regia Serena Sinigaglia / scene Maria Spazzi

Da giovedì 8 a domenica 11 marzo – ore 20.45, domenica ore 16.00
biglietti 15/10 euro