”A spasso tra le stelle con te” – videoclip

Andrea Petrucci_photo by Valeria Leteo
Andrea Petrucci_photo by Valeria Leteo

Da martedì 21 luglio sarà online il videoclip di “A SPASSO TRA LE STELLE CON TE”, brano del cantautore marchigiano ANDREA PETRUCCI estratto dal suo nuovo album “IL CORAGGIO È TRA LE BRACCIA DI UN SOGNO”
Il brano è una dolce ma potente ballata che Petrucci stesso definisce un “inno all’amore” e una dedica alle donne che nella sua vita lo hanno sempre amato e supportato.

«”A spasso tra le stelle con te”è una canzone molto intima e personale, io la definisco un vero e proprio inno all’amore. – dichiara ANDREA PETRUCCI – Rappresenta appieno la difficoltà al giorno d’oggi di vivere una storia concreta, stabile, ma non per mancanza di sentimento. In una società caratterizzata da instabilità, precarietà e incertezza, a volte sfuma l’idea di un amore duraturo che possa anche creare un proprio nucleo familiare. Una canzone sentimentale, il sogno di un viaggio tra le stelle di chi non ha niente da donare se non il proprio amore, la promessa di un riscatto futuro ”senza aver timore di combattere contro tutto ciò che rende ciechi, cercando sempre di arrivare al bene di ogni cosa.»

“IL CORAGGIO È TRA LE BRACCIA DI UN SOGNO” contiene sette tracce autobiografiche, dalle sonorità pop-rock, nelle quali Andrea parla di amore a tutto tondo, da quello romantico all’affetto per la propria terra di origine. Andrea è infatti originario delle Marche, una regione particolarmente colpita dal terremoto del Centro Italia avvenuto nel 2016 e nei suoi testi traspare la voglia di ricominciare e continuare a lottare per raggiungere i propri sogni e la felicità.

Questa la tracklist completa del disco: “Polvere e sassi nel cuore”, “Nel cielo tu”, “A spasso tra le stelle con te”, “Fidati di me”, “Il coraggio è tra le braccia di un sogno”, “Il passato è ormai passato” e “Amore”.

“Il cielo non è un fondale”

un fondale Dietrich Steinmetz
un fondale Dietrich Steinmetz

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 2 al 6 maggio 2018
Il cielo non è un fondale
di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini

Una scena scarna e il cielo del titolo evocato da un dialogo tra sogno e realtà. Il duo Deflorian/Tagliarini, per la prima vola al Piccolo Teatro, sul palco con Francesco Alberici e Monica Demuru.

I sogni, dice il filosofo George Didi-Huberman, ci lasciano soli. Nella solitudine dei nostri sogni gli altri, come attori su un palcoscenico, sono e non sono sé stessi.

Il cielo non è un fondale parte da un sogno che è a sua volta generato da una canzone. È lì, tra il buio e il corpo della musica che inizia il vero, paradossale, lavoro del teatro: sognare gli altri assieme a loro, in uno spazio scenico vuoto che si ingrandisce e si restringe, come l’architettura, a un tempo contratta e smisurata, della nostra mente.

In questo luogo sospeso, Antonio racconta di aver sognato Daria nei panni di una barbona e, pur avendola riconosciuta, di essere passato oltre; quel gesto innesca una ritmica di incontri e di misconoscimenti, di cadute e di incidenti, di parole e di canzoni, scandita da due sentimenti contraddittori: la paura di essere noi stessi l’altro, l’escluso, “l’uomo che mentre tutti sono al riparo resta da solo sotto la pioggia” e il desiderio di metterci, per una volta, al suo posto.

Ma come conciliare la compassione e un’obesità dell’io che non resiste alla tentazione di sostituire a ogni storia la propria?

Federica Morrone: “Alice”

Federica_Morrone
Federica_Morrone

A partire da oggi è disponibile su YouTube il videoclip del nuovo brano della giovane cantautrice Federica Morrone, intitolato “Alice”, brano che ha convinto diverse giurie nell’ultimo anno, posizionandosi al primo posto del Premio Incanto e Bianca D’Aponte.

Il videoclip, presentato in anteprima alla nuova edizione del Premio Incanto presso l’Asino che vola di Roma, è stato affidato al regista e sceneggiatore di televisione e cinema Daniele Falleri, noto al grande pubblico per progetti televisivi come “Le tre rose di Eva” e “Il commissario Manara”, con la collaborazione di Gabriele Zagni.

In “Alice”, Federica Morrone s’impegna in una narrazione sonora che ripercorre la storia di una giovane ragazza, Alice, che vive costantemente tra sogno e realtà ricercando se stessa in ogni suo passo: “Questo brano nasce dopo aver visto il film ‘Il favoloso mondo di Amelie’, pellicola che in cui mi rispecchio molto, tanto da identificarmi nella famosa ‘sono tempi duri per i sognatori’, frase che racchiude la sintesi del mio pensiero da inguaribile sognatrice”.

“Il Ballo delle Illusioni” Su Real Time

BdI_Totale
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Il Cavalier Lanzafame, chiamato Don Carlos, discendente di Caterina d’Aragona e fondatore dell’Ordine dei Cavalieri di Santa Teresa d’Avila di Jesus ha una missione: mettere in scena l’ennesima edizione del Gran Ballo delle Debuttanti di Catania.

Nel documentario “IL BALLO DELLE ILLUSIONI”, in onda in Prima Tv martedì 19 dicembre alle ore 21.10 su Real Time (Canale 31), la storia di dodici ragazze, principesse per una sera, giusto il tempo di un giro di valzer, giusto il tempo di un’illusione!

Sfoderando le sue arti affabulatorie e con l’aiuto delle sue dame di carità, Don Carlos ogni anno cerca ragazze appena maggiorenni e di buona famiglia per proporgli un’indimenticabile serata da sogno: abiti su misura, lezioni di ballo e portamento e, incluso nel prezzo, anche un principe azzurro.

Don Carlos, coadiuvato dalla stilista Rosy e dalla maestra di danza Fia, raggiungeranno il loro scopo nonostante vari imprevisti: non importa se le ragazze non fanno parte della nobiltà, non sono rigorosamente diciottenni, i cadetti non sono proprio ufficiali d’alto rango, i gioielli sono di plastica, le stoffe di seconda scelta e i valzer non proprio impeccabili, il Cavalier Lanzafame regalerà alla città e alle 12 protagoniste un evento unico e da sogno.

L’importante è provare, anche se per pochi attimi, l’illusione di una serata da sogno…

Teatro Libero: “Ludovico secondo Ludovico”

Ludovico madre
Ludovico madre

Al Teatro Libero,

2 novembre – 7 novembre 2017 | Compagnia in residenza TLLT

LUDOVICO SECONDO LUDOVICO

Viaggio nella mente di Ludovico II di Baviera

Ludwig II di Baviera: il re pazzo. Un mito che si rinnova tra follia e grandezza, tra sogno e realtà, e costruisce castelli sempre più in alto, tra le aquile. O solo nella sua mente. Una storia di narcisismo, inquietudine, insoddisfazione e solitudine, ma soprattutto la storia di una visione delle cose, di un uomo nel mondo diverso dal mondo.

Questa pièce si allontana dall’oggettività storica e propone una visione interna di Ludwig, portando fuori dal corpo del re il teatro magico delle sue visioni, materializzando l’inferno dei rapporti umani. Un grezzo simbolismo da ragazzi di oggi di una periferia metropolitana, Los Angeles, banlieue di Marsiglia o Quarto Oggiaro, che improvvisano rituali crudeli di sesso, di vita e di morte, per sfuggire alla noia.

Quattro attori interpretano una dozzina di personaggi. Ludovico, capetto controverso di una microsocietà alla deriva, risponde anch’egli al carattere crudo della messinscena, una ricerca personale e artigianale fatta con quello che si ha a disposizione, perché una società ai margini utilizza ogni oggetto che ha, di recupero, riciclo, assemblato da materiale con funzioni originarie anche molto lontane.

La scarsezza decorativa, se non dove si tratta della personale e significativa ricerca estetica di Ludovico, non impedisce la presenza di oggetti puramente simbolici, fondamentali alla creazione dei piccoli e grandi miti di una comunità. Questi oggetti saranno maneggiati, goduti e malmenati più che in una società borghese, e con un piglio per così dire tribale. Il metallo domina.