Modà: “Quelli come me”

Modà_foto di doublevision film
Modà_foto di doublevision film

I Modà hanno annunciato a sorpresa sui loro social che il 30 agosto uscirà il nuovo singolo “Quelli come me”, secondo brano che anticipa l’atteso album, prodotto da Friends & Partners – licenza Believe, in uscita il 4 ottobre.

Il video di “Quel sorriso in volto”, che ha superato quattro milioni di visualizzazioni, per la regia di Matteo Alberti e Fabrizio De Matteis, produzione DoubleVision.Film (www.doublevision.film), utilizza uno stile cinematografico. È stato girato nel deserto di Tabernas, nella Provincia di Almería in Andalusia, nella Spagna, conosciuto per aver ospitato i famosi “spaghetti western” di Sergio Leone.

Lo stesso Kekko si è messo in gioco interpretando il protagonista di questa storia d’amore fuori dagli schemi insieme alla conduttrice svizzera Clarissa Tami.

I Modà si esibiranno a dicembre nei principali palasport d’Italia per un’anteprima del tour e a partire dal 6 marzo raggiungeranno il pubblico di tutta la penisola, raddoppiando così gli appuntamenti al Mediolanum Forum di Assago, Milano (4 dicembre e 28 marzo) e al Palazzo dello Sport di Roma (14 dicembre e 20 marzo).

Queste le date del tour nei palasport a dicembre e marzo 2020:

2 dicembre all’Unipol Arena di Bologna
4 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (MI)
7 dicembre al Brixia Forum di Brescia
8 dicembre al Pala Alpitour di Torino
11 dicembre al Mandela Forum di Firenze
14 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma
6 marzo al Pal’Art Hotel di Acireale (CT)
10 marzo al PalaSele di Eboli (SA)
14 marzo al PalaFlorio di Bari
20 marzo al Palazzo dello Sport di Roma
28 marzo al Mediolanum Forum di Assago (MI).

Le prevendite sono disponibili sul circuito Ticketone e nei punti vendita abituali.
Il tour è prodotto e organizzato da Friends & Partners.
Radio 105 è la radio ufficiale.

Verissimo: Epilogo vicenda Pamela Prati

PRATI TOFFANIN
PRATI TOFFANIN

Pamela Prati, in esclusiva a Verissimo sabato 11 maggio alle ore 16,10, risponde al fuoco di fila di domande di Silvia Toffanin sul suo discusso matrimonio, che ha occupato per mesi giornali e programmi tv.

 “Tutto ciò mi ha distrutta. Abbiamo deciso di rimandare le nozze perché mancano gioia e serenità. Era tutto confermato: location, chiesa, testimoni: uno doveva essere Pingitore. L’altra, dopo l’impossibilità di Simona Ventura, ho pensato di farla fare a Pamela (Perricciolo ndr).”

Molto dimagrita e provata la Prati racconta: “Non riesco più a parlare. Dicono che sono stata truffata, plagiata, ma da chi? Io sono una donna di 60 anni e non vado in tv a dire bugie. Volevo condividere una gioia e invece ha portato solo dolore”.

Verissimo, che doveva seguire in esclusiva con le sue telecamere il matrimonio, non ha mai ricevuto conferma esatta da parte del gruppo di Pamela Prati di una data e una località precisa.
A Silvia Toffanin, che le domanda perché, la show girl risponde: “Perché avevamo cambiato location. Ci hanno detto di no all’ultimo per tutto quello che avevano sentito. Poi abbiamo trovato un’altra location in Toscana a Prato, e doveva essere l’8 maggio”.

Sulla misteriosa identità del futuro marito, Marco Caltagirone, e sul fatto che non sia uscita nemmeno una foto perché, afferma lo sposo, c’era un contratto d’esclusiva con ‘Verissimo’ (valido solo per il matrimonio, ndr), la Prati confessa: “Lui non fa parte del mondo dello spettacolo, quindi pensava di non poter farsi vedere perché avevamo un’esclusiva del matrimonio. L’ha fatto in buona fede!

Le foto di Marco esistono, ma lui fin dall’inizio mi ha detto che non voleva apparire”. E sulla telefonata fatta dal futuro sposo al programma ‘Live-Non è la D’Urso’, Pamela dichiara: “Confermo che era lui che ha chiamato in diretta Barbara D’Urso”.

Incalzata da Silvia Toffanin, sul mostrare una foto di Caltagirone, Pamela risponde: “In camerino te la faccio vedere. Se vuole venire e apparire lo deciderà lui, non verrà certo obbligato da me. Se avessi voluto divulgare le foto prima, l’avrei fatto”.

Un giallo dietro l’altro, tanto che Silvia Toffanin rivela un dettaglio emerso durante le trattative per portare il presunto futuro marito in trasmissione. Dopo la richiesta, la risposta dell’entourage è stata che Caltagirone, essendo molto ricco, non voleva firmare nessun documento e che al massimo ci proponevano che poteva venire girato di spalle: “Questa cosa non la so e non so chi l’abbia riferita sinceramente. A me non interessa, sono i media che stanno parlando e gettando fango su di me. Non ho guadagnato niente, sono stata strumentalizzata”.

Convinta ad andare a prendere una foto e provare a chiamare al telefono Marco, Pamela Prati se ne va dallo studio, scatenando la reazione di Silvia Toffanin che afferma: “È tutto una barzelletta che non fa neanche più ridere”.

Dopo circa mezz’ora la showgirl torna sui suoi passi, rientra in studio e decide di mostrare solo alla conduttrice la foto di Marco Caltagirone: “È un uomo di 54 anni e l’unico motivo per cui non si mostra è per una questione di riservatezza. In questo momento – aggiunge – non c’è un’atmosfera delle migliori tra di noi. Io non ce la faccio più, perché scrivono delle cose non belle, ma è la loro versione”.

Una storia che ha scatenato reazioni condannabili, sia sui social che nella vita reale: “Non abbiamo ammazzato nessuno, solo perché non si fa vedere non vuol dire che non esista. Esiste eccome. Sono state dette cose orrende, solo perché siamo personaggi famosi veniamo messi alla gogna: non va bene. Bisogna stare attenti, hanno ucciso alcuni artisti in passato parlandone male in questo modo”.

E rivela un episodio scioccante: Mi hanno fatto trovare l’acido fuori dalla porta di casa con un biglietto orrendo. Ma è tutto nelle mani di chi di dovere. Si sta esagerando”. E l’agente Eliana Michelazzo, presente tra il pubblico in studio, aggiunge in lacrime: “Abbiamo paura adesso. Siamo state aggredite, con l’acido, con un biglietto di minacce con scritto ‘Al matrimonio ci arrivate a metà’”.

Nessun problema finanziario e un futuro che dovrebbe prevedere ancora delle nozze: “Non ho nessun problema economico. Dove sta il guadagno in questa storia? Adesso basta. Mi sposerò, ma lo farò in maniera privata, visto quello che è successo. E da oggi, quello che farò saranno solo fatti miei”.

Nuovo album di Coez

E' sempre bello - manifesti
Coez

È SEMPRE BELLO è il nuovo album di Coez in uscita il 29 marzo per Carosello Records. Lo ha appena annunciato il cantautore sui propri social, rivelandosi finalmente, dopo settimane di attesa, come autore delle frasi anonime che da febbraio hanno invaso i muri, le strade, le fermate e i mezzi pubblici di Roma e Milano.

Una vera guerrilla urbana, con frasi come “L’amore come va?”, “Non basta un elastico per tenerci insieme”, “Vorrei fosse domenica”, “Siamo in isolamento ma con un’isola dentro”, dei veri e propri slogan che Coez ha scelto tra i versi delle sue canzoni, per fare vivere il suo album ancora prima dell’uscita, portandolo nelle strade delle città.

Da sempre all’avanguardia nella sua musica e rivoluzionario nel modo in cui vuole raggiungere il pubblico, ancora una volta Coez ha stupito tutti scegliendo con questi poster una modalità analogica, per annunciare l’uscita del nuovo album È SEMPRE BELLO, che dal 29 marzo sarà disponibile in cd, vinile e su tutte le piattaforme digitali per download e streaming.

“Ho sempre pensato che l’album È SEMPRE BELLO fosse di tutti e che potesse iniziare a vivere da subito nelle strade, sui muri, sui mezzi pubblici. Volevo che un’idea diventasse reale, prendendo forma prima di tutto tra la gente” (Coez)

L’album arriva a un anno e mezzo di distanza dal disco dei record FACCIO UN CASINO (doppio platino), che ha segnato il suo ingresso a pieno titolo nella storia dello streaming e della discografia italiana, e la svolta nel percorso di un artista che, con i suoi claim e la sua scrittura ha dato il via in Italia a un genere crossover tra rap e pop, con cui ha dominato le classifiche, diventando portavoce della sua generazione e simbolo del nuovo cantautorato italiano.

Il 28 e il 29 maggio Coez torna sul palco con i due appuntamenti live prodotti da Vivo Concerti, “Roma, è sempre bello” al Palazzo dello Sport di Roma, che arrivano dopo il “Faccio un casino tour”, con cui Coez ha registrato ben 180 mila presenze e infranto il record per un artista italiano al Rock In Roma, con circa 33 mila biglietti venduti.

Le prevendite per i due appuntamenti del live “Roma, è sempre bello”, sono disponibili sul sito www.esemprebello.com e nei punti vendita autorizzati.

Al Tour Estivo di Alvaro Soler, due nuove date estive

alvaro-soler-concerti-italia-2018
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10 AGOSTO @ MELILLI (SR) –
PIAZZA SAN SEBASTIANO
DATA UNICA IN SICILIA
Prezzi biglietti:
Posto unico: 26,00 € + diritti di prevendita

11 AGOSTO @ VALMONTONE (ROMA) –
VALMONTONE OUTLET SUMMER FESTIVAL
Prezzi biglietti:
Posto unico: 15,00 € + diritti di prevendita
Biglietto ridotto: 10,00 € per i possessori della Valmontone Card che effettuano l’acquisto presso l’Info Point di Valmontone Outlet
a partire da lunedì 28 maggio.

Biglietti in prevendita esclusiva per gli iscritti My Live Nation dalle ore 11 di mercoledì 23 maggio.

Biglietti disponibili su ticketmaster.it, ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 11 di giovedì 24 maggio.

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

A grande richiesta si aggiungono due nuove date al tour estivo di ALVARO SOLER che tornerà in Italia per quattro imperdibili appuntamenti live il 18 luglio a Marostica (VI) – Marostica Summer Festival, il 10 agosto a Melilli (SR) – Piazza San Sebastiano, l’11 Agosto a Valmontone (ROMA) – Valmontone Outlet Summer Festival e il 12 agosto a Forte dei Marmi (LU) – Villa Bertelli.

Un calendario che si preannuncia pieno di appuntamenti in giro per il mondo dopo il successo del tour internazionale del 2017 che aveva registrato innumerevoli sold out anche in Italia.

Compositore, musicista e cantante, lo spagnolo più amato in Italia ha sorpreso tutti con l’annuncio sui social del nuovo singolo La Cintura, post che è arrivato dopo settimane di foto e video di lui e dei suoi musicisti impegnati in studio di registrazione.

ALVARO SOLER SUMMER TOUR 2018

18 LUGLIO @ MAROSTICA (VI) – MAROSTICA SUMMER FESTIVAL

10 AGOSTO @ MELILLI (SR) – PIAZZA SAN SEBASTIANO

11 AGOSTO @ VALMONTONE (ROMA) – VALMONTONE OUTLET SUMMER FESTIVAL

12 AGOSTO @ FORTE DEI MARMI (LU) – VILLA BERTELLI

I giovani preferiscono la famiglia, ai social

Andrea pandolfi
Andrea pandolfi

Il 43% degli under 20 (su un panel di 300 intervistati nel corso degli incontri formativi), ha dichiarato che passerebbe volentieri più tempo con i genitori, riducendo quello trascorso sul web e sui social network.

Un dato davvero significativo, soprattutto, perché emerge dalla compilazione di domande su base anonima, somministrati nel corso di incontri formativi nelle scuole e fuori. E non si tratta di giovani con famiglie particolarmente difficili o distratte. Oltre il 30% afferma, poi, che anche i genitori, a loro avviso, “trascorrono troppo tempo sul web o sui social”.

“Nel corso dei nostri incontri sulle tematiche familiari, abbiamo voluto capire, realmente, il cosa vogliono i giovanissimi, comprendere meglio le dinamiche, che possono portare a forme di scarsa comunicazione all’interno dei nuclei familiari.

Il dato emerso, non ce lo aspettavamo, anche perché, erano di norma, i genitori, che denunciavano la poca predisposizione alla comunicazione dei figli ma, anche, all’interno della coppia – ha dichiarato Andrea Pandolfi, Consulente Olista specializzato, anche, nelle dinamiche familiari – Sia chiaro: i “social” non hanno colpe e sono solo una rappresentazione simbolica di un problema più profondo.”.

Dalla ricerca e sperimentazione sul campo, i dati che emergono, dialogano con un problema centrale, determinato dall’elemento “appartenenza”.

La comunicazione elettronica, sempre più veloce, altera, in maniera esponenziale, la “mistica della partecipazione”, termine usato dall’antropologo Levy-Bruhl, per significare una connessione, a livello di psiche, di natura primitiva fra due persone, da cui deriva un forte legame inconscio.

Una proiezione identificativa, come direbbe C.G. Jung, di una parte della propria identità, su di un’altra persona, divenuta lo strumento su cui sperimentare ciò che è stato proiettato.

Un modo del tutto innaturale, che ha destabilizzato sia il rapporto di coppia, sia il rapporto tra genitori e figli, senza tralasciare l’importanza del ruolo, nella sua collocazione simbolica, della figura del marito/padre e della moglie/madre.

Nel primo caso, si è passati dal pater familias, al pater virtualis; ossia, da chi, inizialmente, imprime il suo potere mediante modelli di autorità, in chi, nella sua assenza, sparisce come punto di riferimento. E, lo stesso fenomeno, si riscontra, anche, nella figura della “madre” che, seppure meno indebolita, inizialmente, oggi, sembra destinata alla stessa “virtualità”.

“La Famiglia e i genitori, non sono solo una organizzazione sociale, ma un riferimento simbolico essenziale, inciso nel nostro inconscio collettivo, fin dal concepimento, riferimento per millenni di tradizione religiosa e, non solo. È, quindi, evidente, che il suo indebolimento non si limita a conseguenze pratiche immediate, pure gravi, come il senso di solitudine e la mancata guida dei figli. La venuta meno del “simbolo” famiglia, incrina il senso di se stessi, lasciando i ragazzi ma, anche, la coppia, in uno smarrimento esistenziale, di cui stiamo vedendo solo l’inizio. – ha continuato Andrea Pandolfi.

“Se il simbolo e il concetto di “Famiglia”, non sono più ereditati e, compresi, spontaneamente, come accaduto per secoli occorre, nuovamente, farli conoscere e, comprendere nella loro essenza e, subito dopo, diffonderli mediante un insegnamento scevro da qualunque forma di condizionamento e interesse di tipo speculativo. Nei numerosi incontri che svolgo, per il mio lavoro, appare evidente che, i legami familiari, per quanto indeboliti, sono ancora, potenzialmente, forti. Ecco perché, il “simbolo”, può essere ricostruito attraverso un percorso di consapevolezza. E, i più consapevoli del problema ma, anche, i più predisposti al suo superamento sono proprio loro: i giovanissimi, ossia, quelli che, paradossalmente, scontano, di più, questa mancanza.”