Difficoltà, impegni e pedagogia….

Tsunesaburo Makiguki
Tsunesaburo Makiguki

La pedagogia ha sempre sostenuto che bisogna imparare a chiarire i problemi di volta in volta che si presentano. Non c’è dubbio che in situazioni di emergenza gli elevati livelli di stress possano ostacolare la calma necessaria a tale approccio risolutivo, ma forse esplicitare e ricordare costantemente il fine dell’agire quotidiano può essere utile: bisogna aiutarsi, è un’emergenza, bisogna fare gioco di squadra. Ma quali regole pedagogiche si possono consigliare in famiglia in situazione di emergenza?

Le possibili regole pedagogiche familiari sono essenzialmente riassumibili in tre: 1. Il gruppo familiare nei pericoli resta unito. 2. Bisogna chiedersi costantemente cosa si sta imparando da questa esperienza. 3. Non arrendersi di fronte alle difficoltà.

E’ importante poi chiedersi che cosa stiamo imparando, non solo perché come proponeva un pedagogista giapponese della prima metà del Novecento, Tsunesaburo Makiguki, “siamo quello che impariamo”, ma per capire a fondo il senso di quello che ci sta accadendo. Stiamo imparando che rispettare le regole può essere utile a salvare la propria vita e quella degli altri, che stare in casa diventa non solo un obbligo di legge da rispettare, un dovere imposto dallo Stato Italiano, ma un contributo intenzionale a vincere questa battaglia contro un nemico invisibile. 

Stiamo imparando che se si è in difficoltà è importante saper chiedere aiuto nel modo giusto; la perseveranza e la determinazione a non arrendersi sono qualità preziose da coltivare e che hanno un nome preciso: Resilienza, che non vuol dire solo resistere, ma saper cogliere elementi positivi anche nelle situazioni di dolore, vuol dire fare il meglio che si può con quello che si ha con la scelta di una buona volontà per fare il Bene. Essere resilienti vuol dire continuare ad imparare a salvarsi e a salvare gli altri.

Ped. Laura Bonomo

L’atteggiamento pedagogico

andra tutto bene
andra tutto bene

In questo tempo sospeso di COVID-19 è importante avere un atteggiamento profondamente pedagogico, perché più che mai è fondamentale avere dei maestri che indichino il cammino da seguire. L’atteggiamento pedagogico, infatti, in tempo di emergenza, è fondamentale, poiché quando grandi masse di popolazione sono confuse dalla paura della morte, sono gli esperti in questo settore a indicare la rotta da seguire.

In questi mesi la frase “Andrà tutto bene” è stata tra le più usate, ma in realtà andrà tutto bene e potremo guardare a questo periodo con occhi diversi, solo se noi adulti restiamo lucidi, usiamo la forza della ragione, della coesione sociale, dell’ottimismo pedagogico che significa lavorare insieme per migliorare il nostro futuro. 

Il primo elemento fondamentale in pedagogia è il rispetto delle regole, le quali devono essere spiegate, comprese e interiorizzate; solo così infatti poi potranno essere rispettate. Purtroppo abbiamo visto in questi mesi di emergenza come molte persone non sono state in grado di accettare le regole. 

Questa reazione è comprensibile, perchè negare l’esistenza di un rischio o di un problema è la via più facile per non dovere spendere energie a risolverlo; molti minimizzavano o alcuni smentivano divulgando fake news, altri ancora continuavano a fare la stessa vita di prima. E’ importante infatti che il rispetto delle regole venga introiettato sin dall’infanzia in modo che in età adulta sia la persona autonomamente a essere coscientemente in grado di assumere un comportamento morale, ovvero in grado di discernere il Bene dal Male che ogni evento nuovo impone.

Ecco quindi il lavoro che ci aspetta, ma per fare ciò è necessario affidarsi a chi ha competenze pedagogiche, in grado di individualizzare gli interventi educativi volti al riconoscimento dei bisogni di ciascuno, invece che pensare di affidarsi a notizie non fondate o contraddittorie.

Buon lavoro!

Ped. Laura Bonomo

 

Educare oggi…

Educare oggi
Educare oggi

Le sfide pedagogiche oggi in gioco sono veramente di alto livello, in considerazione del fatto che di educazione si parla tanto, troppo forse, ma spesso senza far seguire alle parole e ai giudizi una giusta azione educativa.

Aprendo i social è possibile quotidianamente leggere commenti sull’organizzazione scolastica, sulla mancata esecuzione di protocolli, sulla corretta o scorretta formulazione di teorie pedagogiche, espressi da coloro che di pedagogia ed educazione non conoscono nulla e che dovrebbero in qualche modo aiutare le nuove generazioni a muoversi all’interno di una realtà in continua evoluzione e di difficile comprensione.

Sì…perchè….non dobbiamo dimenticarci che educare vuol dire rendere l’Altro libero di compiere scelte autonome, sulla base di valori acquisiti, ma se questi valori cambiano costantemente e vengono messi in discussione anche da coloro che dovrebbero fare da “guida”…beh allora è veramente complesso muoversi nella realtà!

Il punto di partenza, ma anche quello di arrivo, deve essere la Persona come valore e questo nasce prima di tutto all’interno delle nostre famiglie, nel rispetto reciproco, nel prenderci cura l’uno dell’altro, nel rispetto, nella comprensione, nella rettitudine….che dite, si può fare?

 

Ped. Laura Bonomo

Educazione, formazione e istruzione….non facciamo confusione!

Laura Bonomo
Laura Bonomo

Gli uomini si possono tenere con la frusta, come si fa con gli animali.

Possono essere ammaestrati come i cani…ma quando si fa così, quando i dispositivi sono autoritari, di potere, gli uomini manifestano le stesse qualità degli animali, appunto.

Se invece riconosciamo che la persona sia qualcosa di diverso dagli animali, dobbiamo trattare di essa anche le caratteristiche umane: quella affettiva, quella relazionale e quella razionale!

Questa è l’educazione!

Ogni mammifero cura i suoi cuccioli e insegna loro ciò che ha imparato nella vita; ma noi non siamo solo mammiferi, siamo persone e la nostra specificità è appunto l’educazione.

Educazione che ha a che fare con la libertà, con la ragione, con il meccanismo che prevede prima una scelta responsabile e poi l’obbligo di rendere conto di quella scelta.

Ecco perchè educare è più difficile che ammaestrare, significa instaurare con l’educando un rapporto che non è più di potere ma richiede competenze cognitive, relazionali e affettive che non tutti gli adulti possiedono.

Ecco perchè ci sarebbe bisogno di un forte investimento sulla formazione, in particolare di coloro che si occupano di educare gli altri…ma spesso si ha l’impressione che tale bisogno non sia accolto…o no?

 

Ped. Laura Bonomo

 

Laura Bonomo

Laura Bonomo
Laura Bonomo

Una nuova rubrica ha preso avvio da oggi nel nostro giornale, chiamata semplicemente con il nome della tematica da cui prende origine, “Pedagogia oggi”.
A curarla è una Pedagogista e Docente di Scienze Umane che, partendo dalle esigenze pedagogiche e formative sempre più emergenti e delicate, vuole offrire spunti di riflessione e confronto, alla luce delle principali e comuni esperienze educative odierne, per differenziarle dal contesto psicologico con le quali vengono spesso confuse.

Chi è Laura Bonomo

Laura è nata a Milano l’8 settembre 1975 e da sempre è cittadina novatese, città alla quale è profondamente legata.
Ha frequentato la facoltà di Scienze dell’Educazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, conseguita la laurea, ha frequentato la Scuola di Specializzazione per l’insegnamento secondario.

Sin dagli anni dell’Università Laura si è dedicata all’insegnamento all’interno della scuola dell’infanzia e soprattutto della scuola primaria, esperienza che le ha permesso di consolidare l’interesse nei confronti dell’esperienza educativa a largo spettro.
Sono gli anni caratterizzati dall’alternarsi di esperienze professionali differenti, da quelle scolastiche a quelle educative all’interno di settori vari, come per esempio quello della disabilità che le hanno permesso di sviluppare una complessa visione pedagogica che pone le sue basi sull’approccio personalistico, quindi sulla centralità della persona come valore assoluto.

Parallelamente sono questi anche gli anni della nascita della sua famiglia e dei tre figli.
Dal 2005 Laura concilia la sua professionalità docente con quella pedagogica e, dal mese di marzo 2020 è tra i professionisti inseriti all’interno del progetto “Pedagogia della emergenza” gestito da Apei, su tutto il territorio nazionale.