EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Banvit Bandirma

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Partenza molle e distratta dei freschi vincitori della Coppa Italia. Barac commette 3 falli in altrettanti minuti ed è virtualmente fuori dal Match, Simon cerca, come spesso capita, di sobbarcarsi il peso della squadra sulle spalle ma appare subito chiaro che non è la serata giusta.

Ne consegue che il Banvit, senza neanche troppo brillare, vola facile sul +11 svegliando gli spalti un pò assopiti del Forum.

Ci pensa Coach Repesa a pescare dalla panchina quello che serve per ricucire lo strappo; il duo Sanders Mclean firma il meno 1 prima del 18 a 22 del primo intervallo.

L’Emporio non decolla neppure nel secondo periodo. I turchi tornano a sfiorare la doppia cifra che solo barlumi di Simon evitano mandando le squadre negli spogliatoi sul 41 a 47 esterno.

La ripresa è ancor più amara. Gli ospiti toccano il massimo vantaggio sul 43 a 55 con Milano incapace nemmeno di far punti da un antisportivo e un tecnico fischiati a favore.

Toccato il fondo le scarpette rosse non hanno voglia di scavare. Il trio Simon, Lafayette e Sanders tramutano in un amen il meno 12 in un meno 1. Il sorpasso sembra cosa fatta ma l’attacco EA7 torna a incepparsi. Seguono oltre 3 minuti di confusione che portano all’ultimo intervallo con i turchi sopra 59 a 60.

L’uno due di Simon finalizzato da Kalnietis mette finalmente l’Emporio avanti. La lotta rimane serratissima e punto a punto. Il +4 a Lafayette a 100 secondi da termine, sommato al +3 della gara di andata, diventa già un gap incolmabile. Milano controlla, vince 79 a 76 e stacca il sofferto biglietto per i quarti di finale di Eurocup dove troverà un inedito e bellisimo derby con la sorprendente Trento.

(Stefano Daprile)

Gli infortuni tipici del basket

MATTEO ACQUATI- BASKET
«Nella pallacanestro come in tutti gli sport di squadra, le patologie vengono distinte tra acute e croniche (o da sovraccarico) – afferma Matteo Acquati, membro dello staff medico dell’Olimpia Milano – Nello specifico, la patologia acuta, ovvero la lesione di origine traumatica che insorge in concomitanza alle fasi di contatto del gioco, comprende le contusioni e gli infortuni a livello articolare e muscolare. La patologia da sovraccarico invece concerne prioritariamente problematiche infiammatorie di natura tendinea e cartilaginea: essendo solitamente causata dalla ripetitività dei movimenti, questo tipo di infortunio interessa spesso le articolazioni maggiormente coinvolte nel gesto atletico, che nel caso della pallacanestro corrispondono a ginocchia, schiena e caviglie».

Tra gli infortuni tipici dei giocatori di pallacanestro poi rientrano senza dubbio le distorsioni e le lesioni muscolari, problematiche che si presentano con un’incidenza sempre maggiore a causa dell’aumento della velocità e della fisicità del gioco, nonché in conseguenza alla variazione delle caratteristiche antropometriche dei giocatori e quindi all’incremento delle masse fisiche coinvolte.

«Anche il fitto calendario di impegni a cui devono attenersi i giocatori può costituire una causa scatenante di lesioni ed infortuni – aggiunge Acquati – Basti pensare, per esempio, che il giocatore di punta di una squadra come la nostra trascorre circa dieci mesi con il club, periodo durante il quale gioca dalle settanta alle ottanta partite, ed i restanti mesi con la nazionale. In pratica si parla di un giocatore che non smette mai di fare attività fisica, un fattore che impedisce di avere una buona periodizzazione dell’allenamento e che determina quindi un rischio maggiore di incorrere in infortuni ed in particolare nelle patologie da sovraccarico».

In concomitanza all’insorgenza di una problematica risulta di fondamentale importanza un lavoro sinergico, che coinvolga cioè sia lo staff medico, sia il fisioterapista, sia il preparatore atletico, il quale assegna ad ogni giocatore, sulla base delle problematiche individuali, un preciso modulo di esercizi da effettuare durante il riscaldamento.

«Nell’immediato invece, la patologia acuta necessita prioritariamente di una gestione medica e fisioterapica – spiega Acquati – Oltre ad un periodo di riposo, viene infatti prescritto al giocatore un protocollo terapeutico che comunemente concerne l’applicazione del ghiaccio, la compressione (laddove si presenti un trauma di natura articolare) per prevenire il gonfiore, ed infine i presidi farmacologici, che comprendono nello specifico i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) somministrati sia a livello topico sia per via orale».

 

EA7 – Capo d’Orlando

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L’Olimpia si rituffa nel campionato dopo l’inutile vittoria di Zagabria che ha comunque decretato l’eliminazione dall’Eurolega, Al forum arriva la Betaland Capo d’Orlando alla disperata ricerca di una buona prestazione e di punti per poter muovere la classifica.

La partita Palla a due e partita da subito condita con errori da ambo i lati  con le squadre che faticano a trovare la via del canestro.  Jenkins da tre prova ad accendere lo spento attacco meneghino, seguito da Hummels per il 9-2 di metà periodo. Milano si spegne e siciliani che prendono fiducia e si rifanno sotto sull’ 11-9  a tre minuti dalla fine con Repesa costretto a chiamare time-out.

Lafayette e Jenkins provano a rivitalizzare le scarpette rosse  e primo quarto che si chiude sul 18-14 EA7. Secondo periodo e la musica sembra cambiare, l’ EA7 trova più fluidità nel gioco e precisione nel tiro dalla lunga distanza  +12 dopo tre minuti. Alti e bassi caratterizzano  questa prima parte della partita, il gioco è spesso frammentato da continui errori e il canestro sembra non arrivare mai. Macvan in contropiede chiude il primo tempo con l’EA7 avanti 41-28. Secondo tempo e subito Simon da tre e Cinciarini in entrata allungano sul 48-30. Ora la superiorità tecnica di Milano comincia a farsi sentire, per i siciliani il canestro diventa una chimera e forbice di punteggio che si amplia per il  +22 di metà quarto sul  54-32. Partita che si trascina ormai su ritmi blandi con giocate che servono solo a far scorrere il cronometro per arrivare alla sirena del terzo quarto sul 67-44.

Ultimo quarto di puro garbage-time con EA7 che chiude 84-57 In sala stampa coach Repesa contento della vittoria soprattutto per le problematiche dovute al lungo viaggio di ritorno dalla patita di Eurolega.

Davide Vailati

 

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano– Umana Reyer Venezia

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La prima scossa di terremoto è archiviata. Milano supera Venezia 87 a 65 mettendo in campo 40 minuti di buona intensità e interrompendo la serie nera di 3 sconfitte consecutive, tra campionato e coppa, che ha avuto il duplice effetto di eliminare virtualmente queste scarpette rosso pallido dall’Europa che conta (in un girone tutt’altro che proibitivo) e di minarne fortemente la fiducia in campionato con la sconfitta contro Torino, l’ultima della classe.

Lo stesso Repesa, osannato sia 2 settimane che questa sera dai tifosi al forum, ha traballato rimanendo comunque, per ora, seduto sulla panchina griffata dal sempre presente Armani. È infatti difficile spostare le spalle larghe dell’omone Jasmin, ma ahimè non impossibile, e la sensazione è che, nonostante la sua presenza sia ben visibile sul parquet con un impronta di gioco che varia dall’abbozzato in su, ci siano già alcuni giocatori che remino contro lui, la società o peggio ancora lo stesso gruppo.

Lafayette, Jenkins, Hummel e Barac, in rigoroso ordine di numero di maglia, sono stati aspramente criticati in conferenza stampa dallo stesso Jasmin. Il tempo, soprattutto per uno dei primi 2, sembra essere scaduto con il tesseramento di Sanders, ma c’è ancora circa un mese per convincere Coach Repesa su chi buttare dalla torre.

Contro la Reyer Lafayette si è mosso decisamente meglio rispetto al solito nulla o quasi di Jenkins. Anche Hummel e Barac hanno lanciato segnali positivi. È arrivato insomma il momento di dimostrare quanto il presidente Proli più volte ha dichiarato. Servono uomini attaccati alla maglia e al progetto. Chi non lo è, cadrà con la prossima scossa.

(Stefano Daprile)

EA7 EMPORIO ARMANI OLIMPIA MILANO – OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA

Olimpia_Milano
Olimpia_Milano

di Stefano Daprile

Milano supera la nobile decaduta Virtus Bologna e mantiene una vetta in campionato dal sapore decisamente più amaro rispetto alla dolcezza che la leadership in classifica dovrebbe offrire.

I motivi sono soprattutto  da ricercarsi fuori dai confini nazionali, con la pessima situazione dell’Emporio  nel girone d’Eurolega che già a novembre sembra essersi tramutata nella classica spada di Damocle pronta a colpire e dar fine a sogni di gloria, o almeno di top 16 delle scarpette rosse.

Ma l’ingrediente che sembra donare l’amaro più deciso è dato probabimente dal potenziale di questo roster. Coach Repesa ci sta decisamente provando a tramutare questo gruppo in una squadra, si vedono infatti geometrie e movimenti non consueti al Forum negli ultimi anni, ma quel che preoccupa è che questa squadra non sembra poter offrire niente di più che buone prestazioni contro le tutt’altro che temibili avversarie della Lega A italiana.

Ci sono evidenti lacune di costruzione sull’asse portante della squadra Play-Pivot.
In regia Lafayette se non entra il tiro dalla distanza è dannoso. Cinciarini appena si sale di livello appare inadeguato. Sotto le plance Barac è stanco di nome e di fatto, Lawal fa venire in mente sempre e solo lo stesso interrogativo (ma c’era proprio bisogno di richiamarlo?), mentre McLean, un pò appannato atleticamente in questo momento, ha lo stesso problema del Samuels della stagione appena trascorsa, in Europa fatica.

Intorno a loro luci e ombre, con capitan Gentile e Simon unici a illuminare con continuità il parquet,   mentre per gli altri qualche lampo e niente più.

Questo Olimpia manca decisamente di qualità e un intervento sul mercato è necessario, ma non è Sanders l’uomo che serviva.