I Bottega Baltazar aggiungono nuove date al tour

Foto di Raffaella Vismara
Foto di Raffaella Vismara

Si aggiungono nuove date al tour con cui BOTTEGA BALTAZAR presenta il nuovo album “Sulla testa dell’elefante” (Azzurra Music), disco nato durante i mesi trascorsi in ritiro sul Monte Summano (Prealpi Vicentine), le cui cime ricordano proprio la testa di un pachiderma.
Il 20 agosto la band si esibirà in Piazza Primo Maggio a Montegrotto Terme (Padova)
Il 27 agosto in Austria a Freistad per der Neue Heimatfilm Festival.

«Il tema dell’immigrazione è molto vivo, in quest’epoca e in questi territori – racconta la band –  Una regione che da povera è diventata ricca e ora ha paura di tornare povera, si trova a guardare negli occhi uomini che da poveri sono diventati poverissimi. In quello sguardo si alternano paura, incomprensione, compassione, curiosità in ogni caso una fortissima energia. E’ come se questa spinta fosse l’elemento più forte, più dinamico, che scuote il nostro mondo come una frustata, e al quale nessuno riesce a restare indifferente. Tutto questo lavoro ci ha spinto a vedere attraverso un caleidoscopio di piccole storie un’immagine molto complessa e molto grande».

Gaetano Fausto Esposito: “C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico”

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E’ da poco uscito il nuovo lavoro del segretario generale di Assocamerestero ed esperto di economia finanziaria, in cui si sottolinea come la grande crisi abbia dimostrato tutti i limiti delle formule capitalistiche basate su un mercato impersonale e mosso dall’egoismo individuale.

Esposito, autore di numerosi saggi sui temi dello sviluppo, dell’economia industriale, della statistica economico-territoriale e dei processi di internazionalizzazione, propone perciò in questo volume di seguire la strada del capitalismo imprenditoriale civile, capace di coniugare valorizzazione della persona, spirito imprenditoriale e attenzione verso gli altri e di tenere insieme la felicità pubblica con il ruolo e il protagonismo dell’impresa personale.

Una recente indagine (da Mauro Magatti, “La nuova borghesia produttiva”, Guerini e Associati, 2015) rivela che esiste una percentuale rilevante di imprenditori secondo cui la finalità dell’impresa è quella di favorire uno sviluppo più complessivo. Solo il 18% degli imprenditori intervistati, infatti, ritiene che la finalità di un’attività di business sia da rinvenire nel profitto, mentre il 44% pensa che vada identificata nella soddisfazione del proprietario, dei lavoratori, dei clienti e dei fornitori e il 23% che vada ricercata nella creazione di benessere economico e sociale per lo sviluppo di una cultura basata su bellezza e qualità.

Si può partire da qui per capire il senso del libro “C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico. Utopia e realtà di un capitalismo imprenditoriale civile” (Fralerighe Editore, 2016) di Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero ed esperto di economia finanziaria.

Gli aspetti “come mutualità, reciprocità, partecipazione, felicità pubblica e fiducia interpersonale sono stati considerati il residuo di un mondo pre-capitalistico e sorpassati da altri come il valore del profitto e la misura del merito, l’efficienza e l’impersonalità dei mercati e le valutazioni di tornaconto individuali” afferma Esposito; questo passaggio è da tenere a mente, come è importante fare un reload e rifocalizzare le basi su cui costruire.

“L’obiettivo del lavoro sta nel proporre una formula di capitalismo capace di coniugare valorizzazione della persona, spirito imprenditoriale e attenzione verso gli altri, una formula che si ritrova nel capitalismo imprenditoriale civile che affonda le radici nella storia del pensiero economico italiano del ‘700” continua Esposito.

“Ecco il motivo del titolo del mio libro: si possono tenere insieme la felicità pubblica con il ruolo e il protagonismo dell’impresa personale”. Nella grande conversazione condivisa in atto, sia in rete sia nelle sedi tradizionali, dunque, l’economia diventa più coinvolgente e condivisa e si moltiplica nel buzz di alta conoscenza, proposte, contaminazioni e nuove visioni che conducono verso una meta comune, cioè + condivisione e + socialità da parte delle imprese.

Continua Gaetano Fausto Esposito: “per percorrere questa strada dobbiamo recuperare il senso di valori come fiducia, reciprocità e partecipazione ai processi decisionali, che rappresentano da sempre il cardine della nostra società ma sono stati sopiti dalla fase di turbo-capitalismo che ha portato alla recente grande crisi, facendo emergere forti sperequazioni di reddito e ampliando le diseguaglianze”.

E conclude parlando di ‘corpi intermedi’ e di ‘accountability: “non c’è bisogno di pensare a forme diverse dal capitalismo, a forme di (serena) decrescita, per costruire una società più equa e non è un’utopia ritenere che possa esistere un capitalismo imprenditoriale civile attento ai valori umani, anzi oggi è ancora più attuale grazie alle potenzialità offerte dalla rete. In questo ambito ritorna però centrale il ruolo dei corpi intermedi, la cui funzione è messa pesantemente in discussione e la cui azione va profondamente riformulata e rinnovata, con puntuali verifiche in termini di accountability, per dare ulteriore slancio a forme di partecipazione e per valorizzare un genuino obiettivo di sviluppo, contrastando approcci ‘gerarchici’ capaci solo di rendere ancora più precario il nostro vivere comune”.

Gaetano Fausto Esposito è autore di numerosi saggi sui temi dell’economia finanziaria e dello sviluppo, dell’economia industriale, della statistica economico-territoriale e dei processi di internazionalizzazione delle imprese. Già direttore dell’Area Studi e ricerche dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne, componente dell’Unità di valutazione degli investimenti pubblici e docente di Economia applicata in diversi atenei, attualmente insegna presso l’Università telematica Universitas Mercatorum ed è segretario generale di Assocamerestero.

L’Oss è opportunità lavorativa

Aprea
Aprea

“I giovani che hanno intrapreso un percorso scolastico in ambito sociale, socio sanitario, e sanitario, avranno diverse prospettive di crescita professionale e di inserimento nel mondo lavorativo”.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenuta questa mattina al seminario ‘Riflessione sulle prospettive lavorative post diploma per gli studenti del corso socio-sanitario’ presso l’istituto Bazoli di Desenzano del Garda (Brescia).

COMPETENZE – “Gli studenti – ha proseguito Aprea – che hanno conseguito il diploma nei servizi socio- sanitari, avranno acquisito  le adeguate competenze sia di tipo tecnico, che di cultura generale, indispensabili per trovare lavoro, e per proseguire gli studi in ambito universitario. Inoltre, potranno partecipare a tutti i concorsi banditi dagli enti pubblici per i quali e’ richiesto un diploma quinquennale”.

PERCORSI DI LAUREA – “Il percorso di laurea – ha sottolineato  l’assessore regionale –   offre una vasta gamma di percorsi triennali o quinquennali che permettono di operare nelle unita’ sociali, socio sanitari e sanitarie.
In particolare ci sono lauree triennali inserite nelle professioni sanitarie previste dal Ministero della salute quali logopedista, infermiera, fisioterapista, educatore professionale che sono molto gettonate, ma ci sono anche lauree in ambito piu’ sociale (per esempio quella in servizio sociale della Universita’ Cattolica di Milano), o percorsi piu’ lunghi come Scienze della formazione primaria che permette di insegnare nelle scuole d’infanzia e nella scuola primaria”.

OPERATORE SOCIO SANITARIO – “In accordo con l’Ufficio scolastico regionale e la direzione generale Welfare – ha proseguito Valentina Aprea –  stiamo anche studiando altre possibilita’, in particolare quella di riconoscere crediti formativi per permettere di acquisire la qualifica di Operatore socio sanitario, il cosiddetto Oss. L’Oss svolge attivita’ indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario, in ambito ospedaliero, residenziale o domiciliare.

Una figura professionale che svolge la sua attivita’ in collaborazione con altri operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale, integrato con il personale infermieristico all’interno degli ospedali”.

PERCORSO FORMATIVO – “Questo tipo di studio – ha precisato Aprea- si articola in mille ore con una parte d’aula e una di tirocinio, che a sua volta si articola in due diversi ambiti: un tirocinio in una residenza sanitaria/assistenziale e l’altra in una struttura di ricovero e cura. Il tirocinio, diventa quindi una parte sostanziale non soltanto dei percorsi di formazione professionale come l’Oss, ma anche dei percorsi di istruzione, e rappresenta una forma di apprendimento sul campo durante il quale lo studente sperimenta le proprie abilita’ a partire dalle conoscenze acquisite nella parte teorica dei percorsi”.

IL TIROCINIO – “Auspichiamo – ha concluso l’assessore Aprea – una collaborazione con l’Ufficio scolastico e con la nostra direzione generale Welfare per far svolgere il tirocinio in ambito ospedaliero e socio-sanitario proprio nei settori che vedono l’inserimento della figura dell’Oss, in modo da cominciare a conoscere sul campo la struttura del sistema socio sanitario lombardo e toccare con mano i reali bisogni dei cittadini”.

Le ricette della Signora Toku

locandinale ricette della signora
Sentaro cucina dolci tipici in un chiosco di città, per ripagare un debito a vita. La sola compagnia che tollera è quella di una ragazzina senza mezzi, cui regala i pancakes non perfettamente riusciti.

Un giorno, una vecchia signora di nome Tokue si presenta da lui in cerca di un lavoro. La sua confettura di fagioli rossi è la più deliziosa che Sentaro abbia mai assaggiato, ma le sue mani sono sfigurate da una vecchia malattia, che l’ha tenuta lontana dalle altre persone per tutta la vita.

Nello spazio di pochi metri e pochi giorni, i tre si regalano a vicenda la prospettiva che era stata loro negata fino a quel momento.

Regia di Naomi Kawase.
Con Kirin Kiki, Masatoshi Nagase, Kyara Uchida, Miyoko Asada, Etsuko Ichihara
Genere Drammatico
Da giovedì 10 dicembre 2015 al cinema

Crisi: ritrovare il lavoro a 50 anni

Anche la provincia di Piacenza risente della crisi economica e occupazionale, ma mentre qualcuno continua a sognare il posto fisso, qualcun altro si guarda intorno alla ricerca di occasioni migliori. In questo contesto le vendite porta a porta, con una crescita del 5% nel 2011 (dati Univendita – Unione italiana della vendita diretta a domicilio), non sono più un ripiego ma un’occasione d’oro per inserirsi in un mercato del lavoro dalle maglie sempre più strette.

Lo sa bene Antonio Idda, 58 anni di Piacenza, che dopo 35 anni da imprenditore nel settore dell’automazione, ha deciso di diventare un agente di Vorwerk Folletto, l’azienda che commercializza porta a porta il sistema di pulizia più famoso d’Italia. «Una decina di anni fa è iniziato a mancare il lavoro -racconta- e alla fine io e i miei fratelli abbiamo deciso di chiudere la nostra ditta, molto conosciuta a Piacenza. Contattavo aziende e agenzie per candidarmi a un posto di lavoro, la risposta era sempre la stessa: avevo un bellissimo curriculum, ma nessuno assumeva un over 50». Vorwerk Folletto è l’unica a non dirgli di no: «Ero titubante, non avevo mai venduto nulla in vita mia. Ma l’azienda mi ha formato passo passo e ho imparato una professione che mi soddisfa». Da un anno e mezzo lavora in un gruppo in cui sono valorizzate esperienze e caratteristiche di ognuno, inclusa l’età: «Al mio fianco ho dei ventenni come dei sessantenni –conferma- e tutti possiamo ambire a grandi riconoscimenti professionali».

Gianmario Fiocchi, 45 anni, faceva l’impiegato, avanti e indietro dalla provincia di Lodi a Milano, quando la sua azienda è entrata in crisi. Ha fatto il suo ingresso in Folletto tre anni fa con la classica “offerta professionale”, cioè su proposta di un altro agente. «Ero in mobilità, mi stavo guardando in giro, ho deciso di provare -ci dice-. In Folletto ho trovato un ambiente completamente diverso, dove ci si mette in gioco direttamente e non c’è spazio per i “lazzaroni”, ma c’è anche un clima familiare». Ora vende sistemi di pulizia a Piacenza e non tornerebbe più indietro: «È una scelta che mi ha ripagato e che consiglio anche a chi è interessato a fare carriera, perché le possibilità sono reali».

Ma non c’è solo chi è rimasto disoccupato a causa della crisi. Qualcuno, un po’ come Mario Monti, il famigerato posto fisso lo trovava monotono. È il caso di Giuseppe Tosetti, di Pecorara, che la svolta l’ha fatta ben 12 anni fa. Quando ha lasciato la sicurezza della fabbrica per entrare in Folletto, parenti, amici e conoscenti gli avevano dato tre mesi di vita: poi sarebbe tornato sul tornio, perché, dicevano, non aveva mai venduto nemmeno una caramella. «Oggi tutti mi dicono che sono nato per fare questo lavoro -ricorda Giuseppe divertito- e nessuno discute più la mia scelta». Tosetti coordina un gruppo di agenti che nel 2011 è stato quinto, per numero di vendite, nella classifica nazionale Vorwerk Folletto. E ai compaesani consiglia l’esperienza in Folletto, come è capitato a lui? «Lo faccio con tutti, a cominciare dagli amici che sono rimasti in fabbrica, ma la resistenza a lasciare un posto fisso è forte e lasciare la strada vecchia per misurarsi con una professione così diversa fa paura».

Quelle di Antonio, Gianmario e Giuseppe sono solo tre delle tante storie di successo che Vorwerk Folletto colleziona. La carriera nella vendita diretta è attrae persone di tutte le età, dai giovani in cerca di un primo impiego agli over 50 che non riescono a ricollocarsi nel mondo del lavoro. Per il 2012 l’azienda intende aumentare la forza vendita di circa 1.100 unità in tutta Italia. Solo dalla Lombardia, nel 2011, sono stati più di mille i curriculum arrivati via web, il 23% anche da persone di più di 50 anni. L’iter di selezione e formazione è molto curato: dopo il colloquio inizia un training di 3 mesi, gratuito, con lezioni in aula e affiancamento sul campo. Si inizia subito a guadagnare e si capisce, fin dall’inizio, se si può avere successo come professionisti della vendita.

Vorwerk Folletto – Nato in Germania nel 1883 e presente in Italia dal 1938, da oltre 70 anni il gruppo Vorwerk è sinonimo di cura della casa per milioni di famiglie italiane. Il famoso sistema di pulizia per la casa viene distribuito esclusivamente tramite il canale di vendita porta a porta: oltre 4mila agenti contattano ogni anno più di due milioni e mezzo di famiglie, che possono contare una rete di assistenza di oltre 387 centri assistenza autorizzati. La vendita al domicilio del cliente consente di proporre e consigliare quella più adatta alle specifiche esigenze: una filosofia, questa, che spiega come l’attenzione di Vorwerk Folletto si concentra sui bisogni della famiglia, come riassume il motto internazionale “Il nostro meglio per la tua famiglia”.