Matteo Salvini a “Quinta Colonna”

matteo salvini
matteo salvini

Torna l’approfondimento politico di «Quinta Colonna», in onda giovedì 11 gennaio, alle ore 21.15, su Retequattro.

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini apre la puntata con un’intervista faccia a faccia con Paolo Del Debbio.
All’ordine del giorno le vicende dell’attualità politica, in particolare il capitolo delle alleanze tra i partiti a pochi mesi dalle elezioni e gli impegni presi dai vari esponenti politici. Un focus anche sui rincari degli italiani con l’avvento del nuovo anno.

A seguire, la trasmissione a cura di Raffaella Regoli si occupa di temi legati al fenomeno dell’immigrazione e alla sicurezza.

Ospiti in studio e in collegamento esperti, politici e gente comune. Gli inviati di «Quinta Colonna» sono in diretta dalle piazze di Pescara o Spoleto (Perugia) e Roma.

Miracolo a Le Havre

Regia di Aki Kaurismäki

Con André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo

Commedia, Finlandia, Francia, Germania

3 maggio 2012, di Elisa Zini – Marcel Marx vive a Le Havre e fa il lustrascarpe di strada. La sua vita ruota intorno alla sua casa, alla moglie Arletty, la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove aspetta i suoi probabili clienti.

Un giorno incontra un ragazzino africano, immigrato  clandestino, Idrissa, che si nasconde dalla polizia. Decide di aiutarlo e di nasconderlo a casa nel momento in cui la moglie si ammala di cancro e viene ricoverata in ospedale.

Arrivato in Francia all’interno di un container vorrebbe raggiungere Londra, città dove vive e lavora la madre. Tutta Le Havre, come in un sogno felliniano, aiuta il piccolo Idrissa sfamandolo e nascondendolo dalle ricerche di quartiere che si intensificano, guidate da un detective sospettoso ma umanamente sensibile. Dalla fornaia al fruttivendolo, dal barista a Marcel tutti si muovono in sincronia, come in una danza.

Sogno o realtà? Aki Kaurismaki con estrema delicatezza e semplicità racconta una storia commuovente lasciando un finale aperto: serve un miracolo a Le Havre affinché possa avverarsi il racconto oppure no? Colori avvolgenti, pochi movimenti di macchina, attori capaci di parlare con uno sguardo. Povertà, emarginazione, solidarietà e cattiveria si alternano e permeano le strade del piccolo quartiere di periferia. Una storia di gente povera, che lavora però con dignità, per questo, forse, ancora capace di ascoltarsi. Un film delicato, piacevole, con belle inquadrature. Un racconto che vuole leggere il reale attraverso una favola: una storia che schiera il bene contro il male, i buoni contro i cattivi senza evidenziare, forse, la complessità “del gioco”. Un desiderio, forte, di un mondo migliore.

MAQUINA ENFERNALA Il nuovo album dei LOU SERIOL

E’ uscito, lunedì 5 marzo 2012, in tutti i negozi di dischi, “Maquina Enfernala”, il nuovo album autoprodotto dei Lou Seriol, distribuito da Egea Music.
 
Tredici tracce inedite, cantate in lingua occitana, in cui i Lou Seriol affrontano, attraverso la musica, alcuni temi scomodi legati ai giorni nostri. Maquina Infernala è, infatti, una sorta di lettura della società e del sistema globale dove, immigrazione, solitudine multimediale, manipolazioni e problemi sociali sono, purtroppo, le regole attorno cui si costruisce il complicato gioco della vita.
 
L’idea di questo nuovo lavoro è nata nell’autunno 2008 ma solo quattro anni più tardi i Lou Seriol, reduci da svariati live, in Italia ed in Francia,   hanno deciso di tornare in studio, dopo la produzione del live “Ambe Vos”, datato 2009, per registrare questo album che ben sintetizza l’evoluzione artistica della band.
 
Una produzione dove gli strumenti tradizionali vengono, abilmente, utilizzati per ricreare ed esplorare nuovi confini sonori.  Reggae, Hip Hop, Rock e Pop sono le strade scelte per quest’avventura.
 
www.louseriol.it
www.myspace.com/louseriol

Terraferma

Regia di Emanuele Crialese

Con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello, Martina Codecasa

Drammatico ITALIA, FRANCIA, 2011

Elisa Zini – L’ultimo film di Emanuele Crialese, Terraferma, potrebbe rappresentare l’Italia nella prossima stagione degli oscar come miglior film straniero. In un’isola siciliana di pescatori Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il nonno Ernesto in una modesta casa del posto. Nonno Ernesto è un vecchio e irriducibile pescatore che ama il mare e il suo lavoro, in piena osservanza delle sue leggi. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto si imbattono in una imbarcazione alla deriva colma di profughi clandestini. Riescono a salvare dall’annegamento una donna di colore incinta e il suo bambino di pochi anni.

Ignari delle regole della finanza così diverse dalla legge del mare decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro misero destino.

L’isola vede affacciarsi una nuova realtà lavorativa legata al turismo e piano piano gli isolani iniziano a cambiare la loro mentalità: non vedono di buon occhio lo sbarco di fuggiaschi sulle proprie spiagge. La finanza contro la legge del mare che impone e obbliga al soccorso, impedendo a chiunque di morire annegato. La famiglia di Filippo è formata da persone dalla forte personalità: un nonno onesto lavoratore, rispettoso dell’essere umano e di ogni forma di vita sulla terra, legato alle sue tradizioni che non hanno mai lasciato l’isola; una madre tenace capace di mandare avanti una famiglia onestamente, inventandosi lavoretti estivi come l’affitto della propria casa ai turisti pur avendo solo un garage dove potersi trasferire.

Il giovane Filippo è così in cerca della sua terra finalmente ferma. Una terra che non metta uomini contro altri uomini, una terra dove la vita ha pieno valore in sé indipendentemente dalla provenienza o dal possesso di una carta d’identità. Tutti e tre saranno messi di fronte a un’importante decisione da prendere che non li lascerà come prima: una decisione che cambierà per sempre la loro vita.

Terraferma è la terza opera di Emanuele Crialese dedicata alle spiagge e al bel mare di Sicilia. Nove anni prima Crialese aveva esordito con Respiro, film che non è passato inosservato.

Crialese con questa sua opera denuncia l’impossibilità di trovare una soluzione ai problemi dell’immigrazione, della clandestinità, della disperazione di popoli interi costretti a fuggire dalla loro terra in cerca di una vita migliore. L’uomo è come una barca in mezzo al mare, frastornata dalle onde che la lambiscono a destra e a sinistra, in una continua e infinita ricerca di giustizia.