Covid: donazioni di integratori Omega 3

Rotary Distretto 2042
Rotary Distretto 2042

Donazioni di integratori Omega 3 a centri per disabili e associazioni milanesi

Il Rotary Distretto 2042, dopo aver consegnato 2500 pilloliere di

vitamine C e D3 a RSA e centri per disabili del territorio lombardo, insieme al Rotary Club di Meda e delle Brughiere

è pronto a soccorrere nuovamente le strutture socio-sanitarie.

Milano, 21 maggio 2020 – 2500 confezioni di vitamina C e D3 sono state consegnate in tempi record dal Rotary Distretto 2042 a oltre 35 RSA e centri per disabili delle province di Como, Sondrio, Varese, Lecco, Monza Brianza, Bergamo e parte Nord della Provincia di Milano. I diversi Club dei vari capoluoghi lombardi sono riusciti a soddisfare così gran parte delle richieste arrivate direttamente dalle strutture socio-sanitarie della Regione Lombardia tra cui il Ricovero Ferdinando Uboldi di Paderno Dugnano.

“Abbiamo dato il via a questo progetto perché, essendo costantemente in contatto con tutta la struttura sanitaria regionale, siamo sempre stati al corrente delle necessità di RSA e centri per disabili che hanno vissuto gravi perdite a causa del Covid-19. Abbiamo fatto il possibile per sostenere questi luoghi colpiti in modo così feroce dall’epidemia. Per dare una mano a ospiti e operatori di tali strutture, abbiamo concretizzato numerose donazioni di vitamine C e D3 con l’obiettivo di aiutarli a rafforzare le difese immunitarie”, commenta Carlo Meroni socio del Rotary Club Meda e delle Brughiere, chimico industriale specializzato in chimica farmaceutica e Responsabile della Commissione farmaci del Distretto per l’emergenza Covid-19. “A causa delle elevate richieste, abbiamo però esaurito rapidamente il lotto – prosegue Carlo Meroni -, per questo motivo il Rotary Club di Meda e delle Brughiere, in collaborazione con la società BAI srl di Carate Brianza, ha deciso di procedere con una nuova donazione in accordo con il Distretto 2042. Dopo aver analizzato le ulteriori necessità di mercato in tempi di Covid-19 distribuiremo 1.000 pilloliere, da 60 geloperle ciascuna, di antiossidanti OMEGA 3”.

“Questa tipologia di integratore, pur essendo utile per tutti, è maggiormente indicato per soggetti di età non avanzata, per prevenire le infiammazioni e lo stato di malessere conseguente ad infezioni potenziali”, spiega Meroni, insieme al Presidente Giuseppe La Mantia e ai soci del Club di Meda.

Sono in corso di individuazione i centri per disabili e le associazioni di Milano Nord destinatari dell’iniziativa e presto riceveranno i nuovi integratori che ovviamente non curano il Coronavirus ma che hanno effetti antinfiammatori e anticoagulanti, avrebbero anche la capacità di controllare il colesterolo e i trigliceridi nel sangue e quella di abbassare la pressione. Alcune ricerche dimostrano infatti che questi acidi grassi sono in grado di ridurre il rischio e i sintomi di patologie come l’ictus, le malattie infiammatorie intestinali, l’artrite reumatoide, l’asma, il diabete, il declino cognitivo e l’ictus.

News Coronavirus

stefano-bolognini-assessore
stefano-bolognini-assessore

“Settimana scorsa, su iniziativa della Lombardia, le Regioni e il Governo hanno trovato linee comuni nei confronti delle riaperture, in particolare per quello che riguarda i mercati. Bisogna ripartire in condizioni di sicurezza e, se tutti rispettiamo le regole, ne usciamo prima”.
Lo ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini commentando le curve discendenti dell’epidemia da Covid-19 nel corso della consueta diretta sulla pagina Facebook di LombardiaNotizie.online

TEMPERATURA, MERCATI, RISTORANTI – Dopo aver evidenziato i numeri in decrescita, in particolare dei malati in terapia intensiva, Bolognini ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della misurazione della temperatura nella lotta al virus.
“Il primo campanello d’allarme può arrivare proprio dallo ‘screeneng’ della temperatura – ha sottolineato -. Un’operazione che dà sicurezza a tutti noi”.
In merito ai mercati all’aperto, l’assessore Bolognini ha evidenziato che “Sono una parte importante della collettività. Dobbiamo trovare le misure perché anche queste attività tornino alla normalità. Il fatto che il presidente Fontana abbia coinvolto i sindaci in questo – ha aggiunto – è di assoluto buon senso”.
Quindi, sempre sulle riaperture, ha aggiunto: “Ci vuole attenzione, in particolare per bar, ristorante, mezzi pubblici e ci vuole grande sensibilità nei confronti di chi ha delle disabilità”.

MISURE A FAVORE DI CHI VIVE IN AFFITTO – In merito alle numerose misure prese a Palazzo Lombardia a favore del settore abitativo, nel corso dell’emergenza coronavirus, Bolognini ha ricordato che “La Regione ha messo a disposizione oltre 60 milioni di euro per chi si è trovato in difficoltà. Aiutiamo sia per il pagamento di affitti del mercato privato sia per il canone delle abitazioni di Aler. Nel DL ‘Cura Italia’ non c’era un soldo per gli affitti, le risorse assegnate sono state messe a disposizione dalla Regione. Poi, ci sono vari interventi che dimostrano la nostra grande attenzione alle fragilità degli inquilini. C’è, per esempio, la sospensione sino al 30 giugno delle sanzioni per chi è in ritardo con i pagamenti degli affitti. C’è il servizio di telefonia sociale fatto con gli anziani”.

MASCHERINE E SICUREZZA ABITAZIONI – Bolognini ha rimarcato anche che “nella fase più critica dell’emergenza Covid-19 a tutti gli inquilini delle case popolari sono arrivate le mascherine da Regione Lombardia, tramite la Protezione civile”. “Un gesto di grande attenzione – ha detto ancora Bolognini – a cui ho collaborato anche in prima persona. Ci siamo anche attivati per permettere a chi si dovesse curare di poter andare in ospedale senza timori per la propria casa: le Forze dell’Ordine hanno sventato in flagranza, con arresti e liberazioni degli appartamenti, numerosi tentativi di occupazione”.

INTERVENTI A TUTTO CAMPO – Di seguito il riepilogo delle principali misure messe in campo dalla Regione Lombardia per contrastare l’emergenza coronavirus nel settore abitativo.
Sospensione sino al 30 giugno dei solleciti agli inquilini Aler.

Contributo regionale di solidarietà di 23,5 milioni di euro per aiutare chi vive in alloggi popolari a pagare il canone e le spese di condominio (sino a 1.850 euro annui per i nuclei famigliari indigenti che accedono per la prima volta ai servizi abitativi pubblici, sino a 2.700 euro ai nuclei famigliari già assegnatari di un’abitazione destinata a servizi abitativi pubblici, con certificazione ISEE sino a 9.360 euro).

Fondo morosità incolpevole di 30 milioni per aiutare le famiglie in difficoltà e inquilini morosi incolpevoli che abitano in alloggi a libero mercato.
Accelerazione delle procedure di assegnazione per 2.000 alloggi di edilizia pubblica, compresi quelli appena sgomberati.

Servizio telefonico di vicinanza dedicato agli anziani in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.
Stanziamento di 10 milioni di euro per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare di residenza pubblica.

Scuola, disabilità e autismo ai tempi del Covid-19

Lucia Azzolina, Ministra dell'Istruzione
Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione

Scuola, disabilità, autismo – Lettera alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina

Milano, 7 maggio 2020
ANGSA Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), attraverso il suo socio Andrea Buragina, padre di un ragazzo autistico, ha inviato oggi una seconda lettera – dopo quella al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, nella quale si esprime la preoccupazione delle famiglie con ragazzi autistici, rappresentate dall’Associazione ANGSA, per le tempistiche e le modalità della ripresa delle lezioni nella scuola italiana.
La lettera mette in evidenza come la decisione politica di continuare ad avere una parte preponderante della didattica «a distanza», oltre alle molte difficoltà di ordine pratico – solo il 30% della popolazione italiana dispone di connessione internet, abitazioni di ridotte dimensioni e sovrappopolate, relativa scarsità di tablet o Pc – comporti anche problemi di natura sociale e didattica. Come era già stato evidenziato nella precedente missiva al Presidente del Consiglio lo scorso 30 Aprile, “se, nel caso di ragazzi realmente abili, le lezioni a distanza solo in parte compensano la chiusura delle scuole, lo stesso non si può dire nel caso di soggetti autistici che sono abituati alla loro routine e che, essendo l’uno diverso dall’altro, necessitano di percorsi personalizzati. Una personalizzazione che già a scuola è difficile assicurare per via del taglio progressivo delle ore di sostegno (non vi è di fatto mai un rapporto 1:1), cosa che rende sostanzialmente impossibile la sua implementazione a distanza. A questo si aggiunge il fatto che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto”.
“Nel periodo attuale, a scuole chiuse,” prosegue la lettera alla Ministra, “avrebbe, quindi, senso spingere sull’educazione domiciliare. Uso il condizionale in quanto, a causa della già citata allocazione parziale di risorse, poche scuole si sono mosse in maniera proattiva suggerendo ai propri utenti un servizio di questo tipo. Si tratta però di una soluzione che è già formalmente prevista nell’articolo 48 del decreto ‘Cura Italia’ del 17 marzo 2020, ma che di fatto è quasi impossibile implementare. Se guardiamo invece alla ripresa della scuola, che, secondo le ultime notizie, prevede una frequenza fisica solo parziale, avrebbe senso darne priorità agli alunni con disabilità (come peraltro suggerito anche dell’emendamento della Fish al Decreto Legge 22/20). Nel caso specifico di bambini e ragazzi autistici c’è infatti anche un tema di socialità/inclusività che solo la frequenza di persona garantirebbe”.

Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina
Palazzo del Ministero della pubblica istruzione
viale Trastevere, 76/a
00153 Roma
Milano, 7 maggio 2020
Oggetto: SCUOLA, DISABILITÀ E AUTISMO AI TEMPI DEL COVID-19
Gentile Ministra dell’istruzione,
Le scrivo in qualità di cittadino, che ama profondamente il suo Paese, e al tempo stesso di genitore di un
ragazzo autistico, socio di Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Ho letto in questi giorni alcune sue dichiarazioni in merito alla riapertura delle scuole. Se guardiamo alla fluidità
delle stesse, si ha quasi l’impressione (probabilmente errata) che prendere una decisione piuttosto che un’altra
abbia impatti simili sulla vita dei diretti interessati (gli studenti), dei relativi genitori ed in ultima analisi
sull’economia del Paese.
Scopo della politica dovrebbe essere gestire al meglio dei ”trade off”, andare cioè ad individuare delle soluzioni
che garantiscano un giusto giusto compromesso, nel caso specifico fra salute, diritto allo studio e benessere
economico. Guardando anche a come altri paesi stanno approcciando la cosiddetta fase 2, sembra che ci sia
da parte del nostro Paese un approccio teoricamente troppo spostato sul tema della salute. Dico teoricamente
in quanto si stanno forse perdendo di vista quelle che potrebbero essere le ripercussioni di carattere
economico-sociale che sono poi strettamente connesse con la salute delle persone. Si stanno, se guardiamo
alla scuola, perdendo di vista quelle che presumibilmente saranno le ripercussioni sull’educazione dei nostri
figli.
Si parla ora di un rientro a scuola che avverrà solo in parte fisicamente. Continuerà ad avere una parte
preponderante l’educazione a distanza. Se ci riferiamo a minori ed in particolare a scuole primarie e secondarie,
le criticità sarebbero tante. Una parte importante della popolazione, stimata nell’intimo del 30%, non dispone,
infatti, di una connessione internet. Le sembrerà forse strano (questa è stata almeno la mia impressione
iniziale) ma per molti bambini il tablet è un oggetto del desiderio e tale rimarrà anche a causa delle ripercussioni
economiche che questa crisi avrà. Per altri ancora c’è un tema di appartamenti densamente popolati. Converrà
con me che due bambini in 40 mq, anche se provvisti di un tablet, avranno una certa difficoltà nella fruizione
di lezioni a distanza; e magari il genitore che sta con loro avrà qualche difficoltà nel suo smart working,
ammesso che abbia ancora un lavoro.
Se poi ci spostiamo nell’ambito della disabilità ed in particolare dell’autismo il discorso si complica
ulteriormente. Come evidenziato in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in data 30
Aprile 2020, se, nel caso di ragazzi realmente abili, le lezioni a distanza solo in parte compensano la chiusura
delle scuole, lo stesso non si può dire nel caso di soggetti autistici che sono abituati alla loro routine e che,
essendo l’uno diverso dall’altro, necessitano di percorsi personalizzati. Una personalizzazione che già a scuola
è difficile assicurare per via del taglio progressivo delle ore di sostegno (non vi è di fatto mai un rapporto 1:1),
cosa che rende sostanzialmente impossibile la sua implementazione a distanza. A questo si aggiunge il fatto
che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto.
Nel periodo attuale, a scuole chiuse, avrebbe avuto e avrebbe quindi senso spingere sull’educazione
domiciliare. Uso il condizionale in quanto, a causa della già citata allocazione parziale di risorse, poche scuole
si sono mosse in maniera proattiva suggerendo ai propri utenti un servizio di questo tipo. Si tratta però di una
soluzione che è già formalmente prevista nell’articolo 48 del decreto ‘Cura Italia’ del 17 marzo 2020 ma che di
fatto è quasi impossibile implementare.
Se guardiamo invece alla ripresa della scuola, che, secondo le ultime notizie, prevede una frequenza fisica solo
parziale, avrebbe senso darne priorità agli alunni con disabilità (come peraltro suggerito anche
dell’emendamento della Fish al Decreto Legge 22/20). Nel caso specifico di bambini e ragazzi autistici c’è infatti
anche un tema di socialità/inclusività che solo la frequenza di persona garantirebbe.
Segue in allegato la lettera di appoggio di Angsa Lombardia a cura della Presidentessa Anna Curtarelli Bovi.
Distinti saluti.
Andrea Buragina

Disabilità: risposta tempestiva per Misura B1

Stefano bolognini
Stefano bolognini

Spostamento del termine di
presentazione della domanda dal 31 marzo 2020 al 30 aprile 2020
per persone in continuità; garanzia alle persone in carico alla
Misura B1 per i mesi di febbraio e marzo 2020 della continuità
nell’erogazione delle risorse a prescindere dalla condizione
economica (ISEE) e indipendentemente dal perfezionamento della
domanda.

Questo il contenuto della delibera approvata oggi dalla Giunta
regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali,
Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, per garantire la
continuità della misura B1 in favore dei disabili gravissimi.

“Sono molto soddisfatto di questo provvedimento, che arriva in
un periodo di oggettiva difficoltà per tutti i cittadini – ha
commentato Bolognini – e in particolare per le persone più
fragili. Regione Lombardia ha così dato una risposta tempestiva
alle numerose richieste pervenute dalle famiglie che assistono
al proprio domicilio persone con disabilità gravissima in ordine
alla manifestata difficoltà nella presentazione delle domande
per la Misura B1″.

“Quanto deliberato dalla Giunta – ha proseguito l’assessore – si
colloca in un contesto emergenziale dettato dalla grave
situazione epidemiologica e dalle restrittive prescrizioni
imposte a livello nazionale che stiamo vivendo in tutto il
Paese, e, ancora di più, nella nostra Regione. L’assunzione del
provvedimento consente di salvaguardare in modo responsabile
l’impegno assunto da Regione Lombardia nei confronti delle
persone con disabilità e delle loro famiglie, e cioè garantire
ancora una volta sia la tempestività nella risposta, sia la
continuità nell’erogazione della misura a tutte le persone già
in carico”.

“L’attenzione alle persone più fragili sarà sempre una priorità
di questa Amministrazione – ha concluso Bolognini -, pur sapendo
che sarà necessario un ulteriore sforzo, da parte di tutti gli
operatori coinvolti, al fine di garantire continuità agli
interventi e dare attuazione a quanto oggi stabilito”.

Disabili: risposte concrete da Regione Lombardia

assessore Stefano Bolognini
assessore Stefano Bolognini

Disabili, Bolognini: Regione colma lacune Stato, risposte concrete e continuità dei servizi per coprire reali esigenze
Oggi la delibera con i punti previsti dal programma regionale
Milano, 18 feb “Attraverso uno stanziamento di 28 milioni di euro Regione Lombardia continuerà, attraverso la Misura B1, a garantire i contributi e l’assistenza a tutti i 7.044 cittadini in condizione di disabilità gravissima che risultavano presi in carico a dicembre del 2019. Ai 16 milioni (di cui 6 milioni provenienti dal fondo sanitario regionale) già previsti nella delibera approvata lo scorso 23 dicembre, abbiamo aggiunto altri 12 milioni (di cui 5 anticipano gli stanziamenti del Fondo non autosufficienze del 2020) che ci consentono di mantenere invariato il buono fisso mensile di 600 euro a tutti i beneficiari, anche ai minori che frequentano la scuola oltre le 25 ore settimanali, ma anche di incrementare di 100 euro l’importo per il voucher servizi, che passa dai 460 (in precedenza 360) ai 600 euro (in precedenza 500)”.

Lo ha annunciato l’assessore alle Politiche Abitative e alla Disabilità Stefano Bolognini a margine della presentazione alla Commissione Sanità del Consiglio regionale delle integrazioni alla delibera delle misure collegate al fondo nazionale non autosufficienza, approvata lo scorso mese di dicembre.

“Al termine del gruppo di lavoro con la Commissione e i rappresentanti delle associazioni – ha detto Bolognini – abbiamo inoltre previsto il mantenimento del buono fino a 300 euro per caregiver familiari in alternativa al personale regolare, e di quello dai 200 ai 500 euro, in caso di assistenza da parte di personale regolare”.

“Ancora una volta Regione Lombardia compie un grande sforzo colmando le lacune dello Stato le cui risorse stanziate – ha sottolineato l’assessore – sono assolutamente insufficienti a coprire il fabbisogno. Da quando è stata ampliata la platea dei beneficiari, infatti, registriamo un aumento annuale degli utenti del 28%, a cui non segue un adeguato incremento degli stanziamenti. E a questo riguardo è opportuno fare chiarezza. Per esempio i 20 milioni di aumento assegnati a Regione Lombardia quest’anno, solo 6.863.634, sono dedicati alla Misura B1, visto che 2 milioni sono da destinare ai progetti di vita indipendente, 7 coprono quelli anticipati nel 2018 e il resto è per la misura B2″.

L’assessore ha evidenziato che il tema dell’inadeguatezza dei trasferimenti dello Stato “è stato denunciato da numerose Regioni che, a differenza di Regione Lombardia, hanno dovuto introdurre tagli e creare liste d’attesa. Per questo – ha annunciato Bolognini – ho chiesto una convocazione della Commissione Politiche Sociali della Conferenza Stato Regioni per affrontare il problema e fare una richiesta unanime al Governo, di incremento di risorse”.

“Le modalità individuate dal Programma regionale costituiscono, quindi – ha aggiunto – un punto fermo per continuare ad operare nella logica sin qui sviluppata, mantenendo standard di gestione che collocano Regione Lombardia ai livelli più elevati tra tutte le Regioni: nessuna lista d’attesa; quote singole tra le più alte delle altre amministrazioni regionali; nessuna categoria esclusa; forte integrazione nella costruzione dei percorsi individuali, con l’obiettivo di raggiungere la massima appropriatezza degli interventi; tempestività e costanza nelle risposte”.

“Nessuna delle persone in carico verrà lasciata a sé – ha concluso Bolognini – così come continueremo a raccordarci costantemente con le famiglie per condividere il progetto di intervento. Per questo stiamo lavorando intensamente con le ATS con cui condividiamo ogni passaggio e a cui compete l’approvazione complessiva del programma di intervento ed inizieremo un rapporto più stretto con le ASST, per una adeguata gestione dei loro livelli di responsabilità: dalla certificazione per l’accesso alla misura, alla valutazione multifunzionale, alla costruzione del progetto di presa in carico in quell’ottica integrata che stiamo realizzando nella costruzione del Fondo Unico per la disabilità. L’obiettivo di effettuare a breve un primo incontro sul Fondo Unico regionale e sulla programmazione in materia di disabilità anche con una prospettiva di legislatura”.

I punti principali del provvedimento integrativo:

– in termini di progressività nell’attuazione del piano di intervento: incremento della quota indistinta da riconoscere a tutti le persone disabili gravissimi prese in carico da 400 euro a 600 euro per tutti, definendo quest’ultimo come valore per il 2020;

– la rimodulazione della parte variabile del buono mensile prevista per la permanenza a domicilio della persona con disabilità gravissima e riconosciuta per sostenere, a titolo di rimborso, le spese del personale di assistenza regolarmente impiegato (es. badante, assistente familiare ex lr 15/2015, ASA/OSS, colf, baby sitter, educatore), da un minimo di € 200,00 a un massimo di € 500,00;

– in relazione a bisogni complessi correlati a situazioni di dipendenza vitale, ventilo assistite e stati vegetativi e in assenza di personale regolarmente impiegato, il riconoscimento – in alternativa alla quota a rimborso delle spese per persone regolarmente impiegate e nel contesto de Progetto Individuale d’Intervento – un ulteriore buono mensile sino ad un massimo di € 300,00 al caregiver familiare impegnato nell’assistenza diretta;

– l’impegno delle Direzioni Generali Politiche Sociali, Abitative e Disabilità e Welfare a promuovere una riflessione complessiva sul sistema d’offerta di servizi finalizzata a dare una risposta sempre più adeguata e flessibile ai bisogni delle persone con disturbi dello spettro autistico, individuando percorsi per una presa in carico globale e integrata anche nella logica del Fondo Unico Disabilità;

– in una logica di costruzione e sviluppo del Fondo Unico Disabilità la necessità di allargare le possibilità di ricorrere ai servizi di domiciliarità integrata – oggi troppo rigida – per garantire la permanenza della persona con disabilità al proprio domicilio ed una integrazione delle risorse;

– ulteriore specifica riguardo alle 25 ore settimanali riferito alla frequenza scolastica, da considerare come valore convenzionale. Pertanto tutti i minori che frequentano solo la scuola, hanno diritto ad accedere alla misura;

– in caso di riconoscimento di buono mensile di 600 euro al disabile gravissimo che frequenta la scuola, per i mesi di luglio e agosto lo stesso viene innalzato a € 900 a compensazione del maggior onere assistenziale per il caregiver familiare dovuto al periodo di chiusura della scuola;

– l’aumento di 100 euro su base mensile del voucher integrativo per tutte le categorie di persone prese in carico sulla base del progetto individuale approvato, che in tal modo andranno da 360 euro a 460 euro per adulti ed anziani e da 500 a 600 euro per minori.