Nuova Stagione dello Spazio Teatro 89 di Milano

foto-Roberto_Plano
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È tutta nuova, a partire dall’impostazione generale, la rassegna di classica “In
Cooperativa per Amare la Musica” dello Spazio Teatro 89: la XIX stagione, realizzata con il patrocinio del Comune di Milano e con il sostegno di Coop Lombardia e Furcht Pianoforti e in collaborazione con Serate Musicali, si articola ora in due festival tematici, ognuno dei quali composto da cinque appuntamenti.

Il primo ciclo, al via sabato 26 ottobre nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 e intitolato
“La Musica racconta; testi, pretesti e contesti per nuove esperienze sonore”, ospiterà
eventi in cui la parte musicale verrà affiancata da letture e approfondimenti, punto di
partenza per la creazione di originali spettacoli teatrali.

Restano invariate, invece, le linee-guida che da sempre caratterizzano questa rassegna: si punta su concerti solistici e cameristici con programmi e organici vari, rari e interessanti in ambito strumentale e vocale, con ampio spazio per la musica del presente; gli interpreti sono musicisti di chiara fama e giovani emergenti; prima dei concerti ci sarà spazio per le preziose guide all’ascolto, sintetiche ma esaurienti, a cura della direzione artistica e con la partecipazione del pop historian Giorgio Uberti; infine, i prezzi dei biglietti restano accessibili anche per le fasce di reddito più deboli.

Sabato 26 ottobre (ore 20.30; ingresso 7-10 euro), per il primo appuntamento della nuova stagione, intitolato “Birilli, archetti e clarinetti”, è in programma un’inaugurazione sontuosa con due capolavori mozartiani affidati a interpreti di fama internazionale, indiscusso carisma e grande sensibilità quali il pianista Roberto Plano e il clarinettista Alessandro Travaglini, oltre a tre validissimi strumentisti ad arco: Claudia Monti al violino, Iakov Zats alla viola ed Eustasio Cosmo al violoncello.

Serata finale del PREMIO PIERANGELO BERTOLI

Ligabue_Foto Zoom Modena
Ligabue_Foto Zoom Modena

Grandissimo successo per la serata finale del PREMIO PIERANGELO BERTOLI, che si è svolta sabato 18 ottobre, al Teatro Storchi di Modena, per l’occasione gremito di pubblico. Il Premio è dedicato al cantautore sassolese, indetto dalla Associazione Culturale Montecristo, con il pieno appoggio della famiglia Bertoli, la Direzione Artistica di Alberto Bertoli e Riccardo Benini e la collaborazione di BPER BANCA.

La serata, condotta da Andrea Barbi, è iniziata con una omaggio a Bertoli da parte del figlio Alberto che, con la band di Marco Dieci si è esibito cantando “Così”.

Sul palco del Teatro Storchi si sono poi susseguiti i giovani 8 Nuovi Cantautori, che hanno presentato i loro brani inediti.

RAPHAEL GUALAZZI è stato il primo ospite ad essere premiato, con il Premio Pierangelo Bertoli “A MUSO DURO” per essere “un artista “le cui canzoni, dall’anima blues, soul e jazz sono un inno all’indipendenza intellettuale. Nei suoi testi traspare la nostalgia per tempi passati e genuini, la critica all’ipocrisia della nostra società e l’invito a rimanere se stessi, riflettendo in modo non banale sulla nostra attualità”. Gualazziha incantato la platea cantando e suonando al pianoforte “T’aint nobody’s business if I do” e “Let him live”.

ENRICO NIGIOTTI ha ricevuto, invece, il premio Premio Pierangelo Bertoli “PER DIRTI T’AMO”, per “aver saputo trattare il tema dell’Amore sul piano universale, con una semplicità disarmante, narrando situazioni e sentimenti che arrivano al cuore di ciascuno di noi”.
L’artista livornese si è esibito con alcuni suoi grandi successi, come il brano sanremese “Nonno Hollywood” e “L’amore è”.

Premiata anche la PFM con il premio Pierangelo Bertoli “ITALIA D’ORO” : “un gruppo eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock progressive e classica in un’unica entità affascinante”. Una vera e propria ovazione in sala ha accolto le loro esibizioni di “Il Pescatore” e “Celebration”.

Infine l’attesissimo Luciano Ligabue, vincitore del PREMIO PIERANGELO BERTOLI 2019 ha omaggiato Pierangelo Bertoli, il primo a credere in lui fin dall’inizio e a spronarlo a perseguire il sogno della musica. Il rocker di Correggio ha emozionato la platea raccontando il suo primo incontro con Bertoli e lo sviluppo del loro rapporto di stima ed affetto reciproci.

Si è poi esibito con “Storie di rock and roll”, accompagnato da Alberto Bertoli sulle note finali. I due insieme hanno cantato anche “Le cose cambiano”, un brano che Ligabue ha scritto proprio per Bertoli in omaggio alla loro amicizia. A premiare l’artista sul palco anche il co-direttore artistico Riccardo Benini e Bruna Pataccini, moglie di Pierangelo Bertoli, che gli ha consegnato il premio per essere “la più autorevole e credibile incarnazione del rock in Italia degli ultimi 30 anni”.

Per la prima volta è stato assegnato anche il Premio Emilia Romagna, dal Governatore della Regione Stefano Bonaccini, che lo ha consegnato a Ligabue, in quanto artista emiliano che ha saputo distinguersi e incarnare i valori della Regione.

Per quanto riguarda la sezione Nuovi Cantautori, le emozioni non sono state da meno: la giuria composta da alte personalità della musica e dello spettacolo ha decretato tra gli otto finalisti, scelti in precedenza, quattro superfinalisti che si sono esibiti con i loro inediti e con brani di Pierangelo Bertoli, accompagnati dalla band di Marco Dieci. Tra questi Chiaradia, Rossana De Pace, Francesco Lettieri e Giulio Wilson.

Parco Monte Stella: interventi di riqualificazione

Parco Monte Stella
Parco Monte Stella

È stato presentato ufficialmente questa mattina il progetto “Monte Stella: nascita di un modello di tutela condivisa”. Nel 2020 ricorre il 60° anniversario della realizzazione del Monte Stella, uno dei simboli identitari della città di Milano.
Progettato dall’architetto Piero Bottoni, il parco fu concepito dall’accumulo di macerie derivate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dall’ultima demolizione dei bastioni.

Frequentato da milioni di persone negli anni, oggi il parco necessita di urgenti interventi di manutenzione, necessari in futuro a non dover limitare la fruibilità di questo importante polmone verde urbano.

Il programma “Monte Stella: nascita di un modello di tutela condivisa”, la cui realizzazione è resa possibile grazie al sostegno di Fondazione di Comunità Milano, intende da qui a dicembre 2020 rinnovare e riqualificare il parco, coinvolgendo le comunità locali in un’ottica di cura, fruizione e tutela partecipata.

Obiettivo primario è quello di ripristinare e mettere in sicurezza i micro dissesti attuali e alcuni ambienti semi-naturali, sempre prestando attenzione alla tutela della biodiversità del luogo. In un secondo momento, il progetto si pone un fine sociale, quello dello sviluppo di uno spirito collaborativo di cura, per educare ad un comportamento rispettoso degli spazi verdi.

La forza del programma risiede proprio nell’attivazione di una rete di organizzazioni, comitati, scuole e privati che hanno a cuore il territorio e verranno coinvolti in varie attività, tra cui, per citarne alcune, l’individuazione di un’oasi naturale urbana, nuovi arredi, integrazione del patrimonio arboreo e arbustivo, programmi di alternanza scuola-lavoro.

“Il Monte Stella è uno dei parchi più suggestivi, simbolici ed estesi di Milano – dichiara l’assessore al Verde Pierfrancesco Maran –. Per la sua conformazione naturalistica è anche uno dei più bisognosi di manutenzione e interventi di riqualificazione. Siamo quindi molto soddisfatti di questo progetto, nato dalla collaborazione con realtà attive sul territorio, che non solo migliorerà la qualità naturalistica e la fruibilità del parco, ma coinvolgerà direttamente i cittadini, rendendoli partecipi della rigenerazione”.

 

Eric Andersen – It could be nice

Liaison
Liaison

Eric Andersen ha ideato per lo spazio della Fondazione Mudima un percorso espositivo che ripercorre alcuni suoi lavori del recente passato, anche legati alla vicenda espositiva della Fondazione e al suo storico impegno sul gruppo Fluxus.

Le opere in mostra offrono al pubblico un’esperienza interattiva e coinvolgente che abbraccia video, installazione, performance, silk-screens e floor-drawings.

I video “Achilleus”, The Sunlawn”, “Marianne (Artificial Stars)” accompagnano il visitatore tra nuovi pianeti da costruire e stelle artificiali, lungo un percorso che si articola intorno a diverse installazioni: “The Banner”, la più lunga serigrafia mai realizzata (50 metri) che sfida l’osservatore a cercare di non guardarla mai, la riattualizzazione della performance “Achilleus”, ideata per la mostra Ubi Fluxus Ibi Motus a cura di Achille Bonito Oliva a Venezia nel 1990 e infine “Please Leave”, una nuova forma di danza le cui istruzioni sono scritte su tutto il pavimento della Fondazione.

Eric Andersen. It could be nice
25 ottobre – 15
mostra a cura di Gianluca Ranzi e Irene Di Maggio
Fondazione Mudima
via Tadino, 26 – Milano
tel. 02 2940 9633 – info@mudima.net – www.mudima.net

Jazz all’Atelier Musicale: il Flauto Ensemble

logo Atelier Musicale
logo Atelier Musicale

È un concerto assolutamente inedito per l’organico che lo compone quello che viene presentato in prima assoluta alla Camera del Lavoro di Milano sabato 26 ottobre (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro + tessera a 5 euro): per il quarto appuntamento della nuova stagione dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, Giulio Visibelli, più noto come sassofonista, ma anche eccellente flautista (lo strumento sul quale si è formato), ha riunito per l’occasione un trio di flauti, contrabbasso e percussioni.

Al contrario dei sassofoni, delle trombe, delle chitarre, delle batterie, in cui i “summit” e le “chase” sono comuni, il flauto jazz è sempre rimasto nell’angolo e raramente si sono
costituiti ensemble di questo strumento. Anche nelle big band è entrato di rado e sempre quale strumento aggiuntivo.

Eppure il flauto ha una storia che percorre l’intero corso del cammino del jazz, con personalità solistiche di livello quali, tra le altre, Eric Dolphy, Roland Kirk, James Newton, Jeremy Steig e Herbie Mann.

I tre protagonisti di questo concerto sono musicisti complementari tra loro, tutti provenienti da studi classici ma con percorsi differenti: Visibelli ha sviluppato un
linguaggio jazzistico che spazia dalla modernità anni Cinquanta fino al trasversalismo
contemporaneo; Carlo Nicita ha elaborato un percorso espressivo che riunisce jazz,
musica eurocolta e mondo popolare, anche di origine brasiliana; infine, Emilio Galante,
come dimostra la sua militanza nel gruppo Sonata Islands, si è mosso per lo più nel
mondo eurocolto.

La ricchezza linguistica del percussionista e vibrafonista Luca Gusella e la duttilità del
contrabbassista Tito Mangialajo completano il quintetto, che propone un repertorio
italiano con brani originali e composizioni di grandi autori articolate come una lunga e
variegata suite.

Sabato 26 ottobre, ore 17.30
Giulio Visibelli Flauto Ensemble – Flauti per il jazz italiano (prima esecuzione assoluta)
Giulio Visibelli, Carlo Nicita, Emilio Galante (flauti), Tito Mangialajo (contrabbasso), Luca Gusella (percussioni, vibrafono).