Gabrielle Roth “La danza dei 5 ritmi”

la danza dei 5 ritmi
la danza dei 5 ritmi

In uscita il 26 novembre per Enrico Damiani Editore
Gabrielle Roth
LA DANZA DEI 5 RITMI
Il movimento come meditazione
Introduzione di Jonathan Horan
A cura di Olivia Palmer
“Praticati da migliaia di persone in tutto il mondo, 5Ritmi sono una filosofia, una prospettiva,
un’arte interpretativa e un movimento dinamico, basati sul principio secondo cui, se metti il
corpo in movimento, la psiche guarirà da sola. I 5Ritmi raggiungono tutte le lingue, tutte le
culture e tutte le fasce di età, per trasformare la sofferenza in arte, l’arte in consapevolezza e
la consapevolezza in azione. Ovunque viene praticata, nasce una comunità, che ha l’intento di
danzare, sudare, cambiare, supportare, creare uno spazio sicuro per ognuno di noi.”
Gabrielle Roth
“Le parole chiave dei 5Ritmi sono: creatività, connessione, comunità.”
Olivia Palmer
Il movimento come medicina, meditazione, metafora della vita. Una pratica a 360° che consente un contatto profondo e creativo con noi stessi e con gli altri.

La danza dei 5Ritmi, creata da Gabrielle Roth negli anni Settanta, non è una danza formale ma una pratica aperta a tutti. Non importano l’età, la forma del corpo, le radici etniche, l’orientamento sessuale, la religione o la capacità di muoversi.

Tutti possiamo danzare i 5Ritmi: basta avere un corpo. Non ci sono passi da imparare, ognuno si muove liberamente, consapevolmente, da solo e in connessione con gli altri.
Ogni ritmo – Fluire, Staccato, Caos, Lirico e Quiete – rappresenta uno stato dell’essere e ha una sua energia che risuona in ognuno di noi. Insieme, i 5Ritmi formano un’onda energetica, che ci permette di esplorare diversi aspetti della nostra interiorità e delle nostre relazioni. Danzare o meglio ‘cavalcare’ un’onda è un viaggio emotivo, fisico, energetico, spirituale. E cambia ogni volta.
La sua pratica costante ci apre a un nuovo senso di libertà e di possibilità.

La sofferenza si trasforma e diventa arte. Grazie ai 5Ritmi siamo liberi di esprimere tutte le emozioni in modo creativo e in uno spazio sicuro. E questa liberazione è allo stesso tempo una cura.
Le diverse mappe dei 5Ritmi ci permettono di lavorare sui cicli della vita (nascita, infanzia, adolescenza, maturità e morte), sulle emozioni, sulle relazioni, sull’ego, e ci connette con l’Essenza di tutte le cose, con tutto ciò che è più grande di noi e che ci include, a cui ognuno può dare il nome che vuole. Danzando insieme, l’istinto e l’intuizione si liberano e creano una vera, profonda comunità.
Gabrielle Roth, danzatrice e musicista, regista teatrale e scrittrice, a partire dalla fine degli anni Sessanta ha collaborato con molti artisti e intellettuali che circolavano attorno all’Istituto Esalen, in California, da Ichazo ai maestri della Gestalt e della psicologia transpersonale. Per quarant’anni ha portato le sue performance e i suoi insegnamenti nei teatri, negli ospedali, nelle scuole, nelle aziende e nei centri di crescita spirituale di tutto il mondo. Dopo la sua morte, i 5Ritmi continuano a essere praticati, anche grazie al figlio Jonathan Horan, che introduce questa nuova edizione del suo testo principale, uscito per la prima volta in Italia nel 1998 da Sperling
& Kupfer con il titolo I ritmi dell’anima.

Nicaragua: “Hurricane”

Nicaragua
Nicaragua

HURRICANE è il nuovo singolo dei NICARAGUA, in uscita per Yukka Records. Insieme ai precedenti See you at the beach, Belong e Your shoes, il brano anticipa PRACTICE OVER THEORY, debut album del duo electropop composto da Caterina (KT Tunstall, Andrea Poggio) e Yuri (Minnie’s) in arrivo l’11 dicembre.

Due storie musicali partite da lontano e incrociatesi negli ultimi mesi di questo anno. La tracklist del disco è esaltata da una serie di collaborazioni di assoluto livello internazionale, che danno vita a una vera e proria superband: Luke Bullen (Mescaleros, BryanFerry, Billy Bragg), Cesare Picco, pianista di improvvisazione attento al panorama indipendente italiano e internazionale, e Niccolò Antonietti, stretto collaboratore di Mike Patton.

Da una parte Caterina, con alle spalle esperienze internazionali con KT Tunstall (“Black Horse and The Cherry Tree”) e in Italia con Andrea Poggio. Dall’altra Yuri, anima del progetto Minnie’s, una delle band più longeve della scena indie italiana. Due storie che si uniscono nella musica elettronica, in synthpop e chitarre elettriche, e in una spensierata ma allo stesso ricercata eleganza. Caterina e Yuri hanno trasformato mesi strani e complicati come quelli di quest’anno in un continuo flusso di sperimentazione musicale, lavorando sul valore della loro esperienza di vita e unendola a quella musicale.

Sublimare la tensione in creatività, convertendo una casa in studio di registrazione e scrivendo otto canzoni di getto: regola per sopravvivere al 2020 e per scrivere un album. Le domande a cui trovare risposta non sono mancate, come la voglia di raccontarsi e di mostrare la propria forza, come persone e come musicisti.

Hurricane è uno dei manifesti della ricerca musicale del duo: spinte elettroniche, trip chitarristici e un’eleganza magnetica.

“Quel momento in cui un uragano ti sta facendo volare via, il vento arriva da ogni direzione, confonde, ti intimidisce, ma sai che questo è il posto dove vuoi stare, e rimani li vicino all’occhio dell’uragano.” (Nicaragua)

“L’Audiolibro di Morgan”

Morgan_ ph Paolo Gepri
Morgan_ ph Paolo Gepri

Autore, compositore, regista, attore, scrittore, showman, cantante e polistrumentista: Morgan è tutto questo e molto di più.
Il controverso e geniale artista, a 13 anni dal suo ultimo album di inediti “Da A ad A”, torna con un progetto nuovo, unico e anche questa volta lo fa sorprendendo tutti.

Dal 19 novembre sarà disponibile “L’AUDIOLIBRO DI MORGAN” (Emons Libri & Audiolibri) che, partendo dalla sua autobiografia, avrà al suo interno anche dei nuovi brani inediti.

Uscirà in libreria e in digitale su Emonsaudiolibri.it, Storytel.com, Itunes e Google libri. La durata dell’audiolibro è di 5 ore e 22 minuti, il prezzo del supporto fisico è di 15,90 €, mentre quello digitale è di 9,54 €.

Un’opera che non è solo un audiolibro, ma un viaggio nella musica e nella creatività di Morgan, che guida l’ascoltatore per 20 capitoli: 01 Il Grande inadattabile, 02 Stavo dormendo, 03 Le scritte sui muri, 04 Macchine, 05 Ciao ragazzi, 06 M.S., 07 Le fate, 08 La collettività, 09 Biancaneve, 10 Insetti, 11 Black Celebration, 12 Il cuore e il cluster, 13 Il talento, 14 Bach, 15 Solitudine, 16 Il Gerunzio, 17 E l’hai visto quello, 18 Preoccupazioni varie, 19 Easy listening, 20 Le parole non dette.

Nell’opera scritta, letta e musicata da Morgan si alternano parti musicali a parti narrate dallo stesso cantante, oltre a composizioni e brani inediti contiene cover, riarrangiamenti e riscritture di brani italiani e stranieri e pezzi editi tra i quali “Sovrappensiero” (originariamente dei Bluvertigo), la cover del “Cantico dei drogati” di Fabrizio De André e una versione innovativa di “O mia bela madunina”.

All’interno sono presenti due partecipazioni speciali: l’intro di Ivano Fossati e il duetto con Roberto Vecchioni sul brano “Luci a San Siro”.

L’audiolibro, a cura di Flavia Gentili, è prodotto e realizzato da Morgan, che ha firmato anche le grafiche della cover e del booklet.

Oona Rea, il singolo “Fun”

oona-rea-
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Da oggi venerdì 29 novembre, è in rotazione radiofonica “FUN” (Jando Music/Via Veneto Jazz), brano estratto dall’album “First Name: Oona”.

Come racconta la stessa Oona Rea, il singolo “Fun” «parla delle tante dipendenze che abbiamo al giorno d’oggi, di pensieri disordinati; mali invisibili che affliggono il mondo, diffondendosi silenziosi. Ma ho voluto raccontarli con leggerezza, dando una sensazione sfuggevole di spensieratezza attraverso la musica, come è spesso sfuggevole la felicità. La libertà che da sempre andiamo cercando, credo risieda nella forza del desiderio, nella scelta costante di tramutare ciò che abbiamo a disposizione e, il “male” in “bene”. Questa forma di “magia” è un gioco, è creatività».

Oona Rea è la protagonista del videoclip di “Fun” diretto da Matteo Antonelli e Fedora Sasso; la sequenza di immagini è incentrata su una ragazza intenta a giocare come farebbe una bambina: correndo, cantando e dando delle pennellate di colore su una parete bianca.

Festival della Mente a Sarzana

Bandakadabra
Bandakadabra

Torna il Festival della Mente – il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee, promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana – giunto alla sua XVI edizione: dal 30 agosto al 1 settembre, a Sarzana, con la direzione di Benedetta Marietti (www.festivaldellamente.it).

Tema di quest’anno il futuro.
«Il concetto di “futuro” è sempre stato importante e necessario per la mente umana – spiega Benedetta Marietti – ma acquista particolare significato in un’epoca come la nostra, densa di cambiamenti sociali, di trasformazioni tecnologiche e di incognite che gravano sul presente. Con il consueto approccio multidisciplinare, il festival si interroga sugli scenari possibili che ci attendono in campo scientifico e umanistico, senza però dimenticare che per guardare al domani bisogna conoscere il passato. E con la ferma convinzione che per immaginare il futuro che vogliamo è necessario creare e inventare una realtà nuova a partire dall’oggi. Spero che il festival, attraverso le voci competenti e appassionate dei relatori, riesca a trasmettere la convinzione che tutti noi possiamo e dobbiamo diventare “inventori del futuro”».

Sono 7 gli eventi serali che animeranno la cittadina di Sarzana nel weekend dal 30 agosto al 1o settembre.

Venerdì 30 agosto alle 21 in piazza d’Armi Fortezza Firmafede la Bandakadabra – estrosa formazione di fiati e percussioni – porterà sul palco Figurini, spettacolo comico-teatral-musicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, che unisce temi apparentemente inconciliabili: un riferimento alle atmosfere western e alle colonne sonore di Ennio Morricone si trasforma in un brano dei Beatles, che a sua volta diventa l’occasione per riflettere ironicamente sulla tossicità degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”.
Alle 21.15 al Teatro degli Impavidi Beatrice Venezi, tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, incontrerà l’attore Gioele Dix in Il tempo che non c’è. Insieme ai Solisti di Milano Classica, confronteranno i loro artisti più amati provando a immaginare un futuro per il loro mestiere.

Sabato 31 agosto alle 21 al Canale Lunense lo storico Paolo Colombo e l’illustratore Michele Tranquillini saranno protagonisti dell’incontro Ernest Henry Shackleton. L’eroe che sconfisse l’Antartide. Attraverso le parole di Colombo e gli acquerelli disegnati dal vivo da Tranquillini si ripercorrerà la storia dell’esploratore polare britannico Sir Ernest Shackleton e della sua impresa di attraversamento a piedi dell’Antartide. Facendo rivivere al pubblico di Sarzana quest’avventura, si cercherà di rispondere a una domanda importante: cosa significa essere eroi?
Alle 21.15 in piazza d’Armi Fortezza Firmafede l’attore Umberto Orsini, che calca le scene da ormai sessant’anni e ha lavorato con Fellini, Visconti, Zeffirelli e Ronconi, in dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo, in Il futuro del teatro. Muovendo dalla convinzione che il teatro sia un eterno presente, un futuro che si costruisce osando, Orsini ripercorrerà la sua carriera riflettendo su come si crei il futuro in scena: nella scelta dei testi, nell’interpretazione, nel dialogo con la platea e nella costruzione del pubblico.
Sempre alle 21.15 al Teatro degli Impavidi due esploratori del suono, il pianista improvvisatore e compositore Cesare Picco e il musicista e dj Alessio Bertallot si cimenteranno in Piano vs Groove: un viaggio tra i brani iconici della dj culture che si combinerà con la forza evocativa del pianoforte, contribuendo a creare un caleidoscopico nuovo mondo di suoni.

Domenica 1 settembre alle 21.15 in piazza d’Armi Fortezza Firmafede Lorenzo Jovanotti e Paolo Giordano in un incontro speciale pensato per il festival dal titolo L’invenzione del futuro. Non esiste invenzione che non sia anche il frutto delle visioni che altri hanno avuto prima di noi: da Magellano a Mozart, da Gabriel García Márquez a Joseph Conrad, da Albert Einstein a Jimi Hendrix, ogni creazione nuova è il prodotto complesso delle intuizioni che l’hanno preceduta. È possibile trovare una curva che colleghi quei punti e indichi la traiettoria del futuro? Jovanotti e Giordano risponderanno a questa domanda.
Sempre alle 21.15 al Teatro degli Impavidi, in anteprima per il pubblico del Festival della Mente, il regista Raphael Tobia Vogel porterà in scena Marjorie Prime, un testo che esplora il rapporto tra memoria e identità, scritto dal drammaturgo Jordan Harrison – finalista al premio Pulitzer 2015 – e prodotto dal Teatro Franco Parenti. Se esistessero tra noi i Prime, ologrammi di persone care venute a mancare, riusciremmo a relazionarci a loro come se fossero l’originale? L’Intelligenza Artificiale può soddisfare i nostri più chiari bisogni e i nostri più intimi desideri ed essere utilizzata per sconfiggere la solitudine o aiutare l’essere umano a conoscersi meglio? Se ne avessimo l’opportunità, come decideremmo di ricostruire il nostro passato e cosa decideremmo di dimenticare? Sul palco gli attori Ivana Monti, Francesco Sferrazza Papa, Elena Lietti e Pietro Micci.