Alessandro Liberini: “Mai più”

alessandro liberini
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Da oggi 15 maggio sarà in rotazione radiofonica “MAI PIÙ”, singolo d’esordio di ALESSANDRO LIBERINI disponibile su tutte le piattaforme digitali.

“MAI PIÙ”, primo singolo del cantautore ALESSANDRO LIBERINI, è una power ballad in cui convivono amore e rabbia. E’ uno sfogo verso l’altro che ritorna , come spesso accade, quando ormai è tardi e non siamo più gli stessi di prima.

L’intenzione sonora è quella di coniugare il cantautorato italiano con uno stile che guarda al rock d’oltre oceano , fondendo un linguaggio semplice e diretto ad una melodia semplice e ben definita. Alle registrazioni hanno preso parte tra gli altri il bassista Andrea Arcangeli (DGM) e Daniele Ingrati al mixer (già produttore agli esordi di Alessio Bernabei – ex Dear Jack).

Racconta l’autore a proposito del singolo: «“Mai più” è uno dei brani a cui sono più legato a livello emozionale. L’ho scritto di getto, è uno di quei brani che nascono dallo stomaco. L’ho scelto come primo singolo perché è uno stralcio di vissuto comune, e credo sia il pezzo giusto per conoscersi e riconoscersi».

Il videoclip di “Mai più”, diretto da Mirko Melchiorre e Alessandro Pezza, vede i protagonisti (la modella Sara Mun e Danele Gregori – Shiny Black Anthem) interpretare i difficili momenti di una coppia, quegli ultimi momenti prima del distacco definitivo. La voglia di ricostruire si scontra con la consapevolezza di una separazione inevitabile, perché nulla è e sarà mai più come prima.

Teatro Litta: “Mai generation”

Mai Generation_foto Umberto Terr
Mai Generation_foto Umberto Terr

“Mai generation”  – dal 18 al 20 febbraio 2020 / Teatro Litta – è uno spettacolo che vuole parlare al mondo degli adolescenti e al loro naturale desiderio di cambiamento. Tutto si svolge all’interno di una scuola occupata dove i ragazzi possono sentirsi improvvisamente adulti, cittadini del proprio mondo e responsabili delle proprie scelte.Immerso nel presente con tutte le sue contraddizioni, il racconto prende a tratti la strada del confronto generazionale con la stagione del 68: mentre i ragazzi di quegli anni reclamavano il bisogno di uscire da rigidi schemi sociali, gli adolescenti di oggi si sentono in bilico tra aspettative (proprie, collettive e genitoriali) e mancanza di prospettiva. Tra votazioni, slogan e proteste emerge il mondo quotidiano dell’adolescenza fatto di paure, slanci, imbarazzi e nuove scoperte.

TEMATICHE AFFRONTATE
Le aspettative e il giudizio
A partire dal confronto con i ragazzi su cosa voglia dire essere adolescenti oggi, la prima, epidermica, emozione che affiora è quella della paura. Emerge la paura di non essere all’altezza delle proprie aspettative e soprattutto delle aspettative dei genitori, che oggi possono essere restrittivi, ma allo stesso tempo comportarsi da pari, confondendo piani e desideri. Emerge la paura di restare indietro rispetto alle tappe della vita considerate obbligate, quali, su tutte, quelle legate all’affettività e alla scoperta della propria sessualità.

Allo stesso tempo, però, le paure sono accompagnate da un grande senso di rivalsa e da una consapevolezza nuova dei propri turbamenti. I ragazzi intra¬prendono una lotta sotterranea, ma continua, contro aspettative, pressioni sociali e giudizi esterni: questa è la lotta che abbiamo voluto enfatizzare, mettendo in scena storie di adolescenti che tentano, a volte affrontando il fallimento, di ribellarsi agli stereotipi e alle coercizioni imposte dai condizionamenti culturali.

Eva, Diario di una costola

Eva
Eva

Teatro Giuditta Pasta (Saronno – VA) Sabato 3 marzo 2018 –  ore 21.00
Rita Pelusio dà vita a una figura curiosa e ribelle che si affaccia al mondo con uno sguardo ancora puro.

Ispirata al Diario di Eva (1906) di Mark Twain, Eva è un clown, una figura molto lontana dall’immagine della bella, bionda e ingenua alla quale l’iconografia classica della donna ci ha abituati. Un fou irriverente che si trova alle prese, prima della storia, con la più grande scelta dell’umanità: accettare le regole o disubbidire.

Una trasgressione all’insegna della scoperta, di cui la mela è simbolo: morderla o non morderla? In un misto di consapevolezza e disincanto, Eva si chiede che cosa succederà dopo, proiettandosi nella contemporaneità delle donne di oggi.

Dalla suora in crisi mistica alla madre di figlio maschio, dalla manager multitasking all’anziana innamorata: umane nella loro imperfezione queste donne raccontano il coraggio di chi ogni giorno combatte per la propria felicità.

Perché la diversità manda avanti il mondo.
Perché il paradiso sarà pur perfetto, ma la vita è tutta un’altra cosa.